Eroi a Basso Costo: Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale

Il problema

Da qualche anno vivo sulla mia pelle il peso e i soprusi di un sistema sanitario allo sbando, ferito da iniquità, sfruttamento e nepotismo.

Ho intrapreso il mio percorso di studi con la spensieratezza di un giovane sognatore. Desideravo lasciare un segno, offrire la mia arte per il bene e la salute di chiunque ne avesse bisogno e di chiunque chiedesse aiuto.

Vi confesso, in tutta onestà, che non avrei potuto fare scelta migliore.

Ora sono un medico, vivo il sistema sanitario da specializzando, e in quanto tale, sono parte passiva di un sistema al collasso.

Vi racconto la mia storia, esempio tuttavia di tante altre.

Lavoro ben oltre gli orari definiti dal mio contratto di specialità, senza retribuzione per gli straordinari, senza notti né reperibilità riconosciute, senza i riposi compensativi legalmente sanciti. Pago le tasse universitarie, una assicurazione personale, la cassa previdenziale e l'iscrizione all'albo dei medici.

A fronte di queste spese, lo stipendio garantito dal contratto, rapportato alle ore lavorate (con mesi in cui si superano le 250-300 ore mensili), si attesta intorno ai 5-6 euro all'ora.

Alla luce di ciò, definirlo sfruttamento non mi pare poi errato.

Rivendico anche la posizione dei medici specialisti ospedalieri, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari costretti a coprire turni massacranti che naturalmente compromettono la qualità del servizio offerto ai cittadini, e che favoriscono l'esodo verso strutture private o verso paesi con condizioni socio-economiche più favorevoli. Tutto ciò alimenta il problema.

I giovani sono comprensibilmente scoraggiati, spaventati, ed onestamente, lo sono anche io.

Il nostro Paese non necessita di più laureati rispetto a quelli che ogni anno vengono sfornati dalle nostre egregie Università. Abbiamo bisogno di specialisti, abbiamo bisogno di persone che lavorino in condizioni favorevoli, in un ambiente sano e stimolante.

Come si può, mi chiedo, perseguire la salute comune in un ambiente esso stesso insalubre?

La società inneggia ad eroi, noi francamente non lo siamo, non vogliamo esserlo.

Vogliamo, invece, che il nostro lavoro venga rispettato e riconosciuto, vogliamo un sistema sanitario pubblico efficiente, vogliamo tutele, necessitiamo un cambiamento.

Ricordo a voi, gentili lettori, che la salute pubblica è frutto della salute individuale di ciascuno, e lo Stato dovrebbe tutelare questo principio, come sancito dalla Costituzione.

Chiedo al Presidente del Consiglio, al Ministro della Sanità, al Ministro dell'Università e della Ricerca, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, all'Ispettorato del Lavoro, e alle Associazioni Sindacali di verificare quanto detto.

Chiedo di attuare provvedimenti urgenti al fine di garantire la tutela di tutti gli operatori sanitari, dai medici, agli infermieri, al personale socio-sanitario, a chiunque partecipi a quella che è la salute pubblica.

Chiediamo salari giusti, chiediamo assunzioni, chiediamo tutele, orari di lavoro sostenibili, chiediamo investimenti in infrastrutture, chiediamo il riconoscimento di un lavoro che ogni giorno viene offeso.

Chiediamo un aiuto. Lo stesso aiuto che ciascuno di noi offre a chiunque bussi alla nostra porta.

Il Sistema Sanitario Nazionale è interesse di tutti, e nell'interesse di tutti chiediamo un cambiamento. 

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EroePerCaso Dr.Promotore della petizione

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Il problema

Da qualche anno vivo sulla mia pelle il peso e i soprusi di un sistema sanitario allo sbando, ferito da iniquità, sfruttamento e nepotismo.

Ho intrapreso il mio percorso di studi con la spensieratezza di un giovane sognatore. Desideravo lasciare un segno, offrire la mia arte per il bene e la salute di chiunque ne avesse bisogno e di chiunque chiedesse aiuto.

Vi confesso, in tutta onestà, che non avrei potuto fare scelta migliore.

Ora sono un medico, vivo il sistema sanitario da specializzando, e in quanto tale, sono parte passiva di un sistema al collasso.

Vi racconto la mia storia, esempio tuttavia di tante altre.

Lavoro ben oltre gli orari definiti dal mio contratto di specialità, senza retribuzione per gli straordinari, senza notti né reperibilità riconosciute, senza i riposi compensativi legalmente sanciti. Pago le tasse universitarie, una assicurazione personale, la cassa previdenziale e l'iscrizione all'albo dei medici.

A fronte di queste spese, lo stipendio garantito dal contratto, rapportato alle ore lavorate (con mesi in cui si superano le 250-300 ore mensili), si attesta intorno ai 5-6 euro all'ora.

Alla luce di ciò, definirlo sfruttamento non mi pare poi errato.

Rivendico anche la posizione dei medici specialisti ospedalieri, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari costretti a coprire turni massacranti che naturalmente compromettono la qualità del servizio offerto ai cittadini, e che favoriscono l'esodo verso strutture private o verso paesi con condizioni socio-economiche più favorevoli. Tutto ciò alimenta il problema.

I giovani sono comprensibilmente scoraggiati, spaventati, ed onestamente, lo sono anche io.

Il nostro Paese non necessita di più laureati rispetto a quelli che ogni anno vengono sfornati dalle nostre egregie Università. Abbiamo bisogno di specialisti, abbiamo bisogno di persone che lavorino in condizioni favorevoli, in un ambiente sano e stimolante.

Come si può, mi chiedo, perseguire la salute comune in un ambiente esso stesso insalubre?

La società inneggia ad eroi, noi francamente non lo siamo, non vogliamo esserlo.

Vogliamo, invece, che il nostro lavoro venga rispettato e riconosciuto, vogliamo un sistema sanitario pubblico efficiente, vogliamo tutele, necessitiamo un cambiamento.

Ricordo a voi, gentili lettori, che la salute pubblica è frutto della salute individuale di ciascuno, e lo Stato dovrebbe tutelare questo principio, come sancito dalla Costituzione.

Chiedo al Presidente del Consiglio, al Ministro della Sanità, al Ministro dell'Università e della Ricerca, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, all'Ispettorato del Lavoro, e alle Associazioni Sindacali di verificare quanto detto.

Chiedo di attuare provvedimenti urgenti al fine di garantire la tutela di tutti gli operatori sanitari, dai medici, agli infermieri, al personale socio-sanitario, a chiunque partecipi a quella che è la salute pubblica.

Chiediamo salari giusti, chiediamo assunzioni, chiediamo tutele, orari di lavoro sostenibili, chiediamo investimenti in infrastrutture, chiediamo il riconoscimento di un lavoro che ogni giorno viene offeso.

Chiediamo un aiuto. Lo stesso aiuto che ciascuno di noi offre a chiunque bussi alla nostra porta.

Il Sistema Sanitario Nazionale è interesse di tutti, e nell'interesse di tutti chiediamo un cambiamento. 

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Petizione creata in data 5 giugno 2024