

L’ ENPAM e i CDO: cosa dicono le sentenze…
Egregi Colleghi,
sembra incredibile, ma il nostro presidente vuole riconoscersi il merito di aver ottenuto il diritto ai 40 milioni di risarcimento…
Il merito è invece di chi ha presentato l’esposto che ha dato avvio all’indagine penale, quindi è tutto dei 5 Presidenti degli Ordini di Bologna (Giancarlo Pizza), Ferrara (Bruno Di Lascio), Latina ( Giovanni Maria Righetti),Potenza ( Enrico Mazzeo-Cicchetti) e Catania (Ercole Cirino), assieme all’ex consigliere di amministrazione ENPAM Giansalvo Sciacchitano.
Senza di loro, nonostante le diverse denunce che avevo inviato negli anni precedenti al Collegio Sindacale ENPAM e il ricorso intrapreso nel 2009 per avere i documenti relativi all’investimento da 140 milioni in Xelo Ferras CDO, l’indagine penale non sarebbe mai partita.
Il giudice penale di 1° grado ha dovuto dichiarare estinto per prescrizione il reato di truffa , ma ha anche affermato come “l’ampio compendio probatorio acquisito in dibattimento” non consentiva di ritenere sussistenti i presupposti per un proscioglimento nel merito degli imputati Dallocchio e Zongoli” e che “non può in particolare escludersi la sussistenza dei reati di truffa” addebitati ai convenuti.
Nel comunicato del nostro presidente nessun serio accenno ai punti salienti della sentenza di condanna (che riporta stralci della sentenza penale) che mettono in luce la totale impreparazione di chi decideva in ENPAM gli investimenti di centinaia di milioni per volta.
I componenti del Comitato Investimenti, che effettuavano la scelta dei titoli da presentare all’approvazione del CdA, hanno dichiarato al giudice penale il loro completo affidamento al consigliere “esperto” o la loro impreparazione :
“ io CDO non sapevo nemmeno cosa significasse”, “ io non avevo la competenza”, “ che io sapessi di conoscenze e competenze finanziarie specifiche non credo”.
Così nessuno ha mai pensato che le centinaia di pagine dei contratti fossero un segnale della complessità dei titoli che venivano acquistati.
Anche il Collegio Sindacale, che vigila (con atti di ispezione e controllo) sull'osservanza della legge, dello statuto e dei principi di corretta amministrazione presenziava queste riunioni…
La sentenza 644/2021 ha stabilito che gli acquisti dei CDO erano in evidente contrasto con le delibere nn. 66 del 2004 e 33 del 2007 che stabilivano i criteri di individuazione e ripartizione del rischio nella scelta degli investimenti mobiliari dell’ENPAM.
A precisa domanda del P.M. nel processo penale, l’ex presidente del Collegio Sindacale ENPAM “ha dichiarato di non rammentare il contenuto delle delibere n. 66/2004 e 33/2007, né l’asset allocation da esse previsto”.
Non per nulla la Corte dei Conti sentenzia (riguardo al danno) che “una percentuale del 10% dello stesso è da imputare ai componenti degli organi tecnici ( Comitato investimenti) che avrebbero potuto chiedere maggiori informazioni sui titoli in questione, ed agli organi di controllo interno.”
E per finire, il nostro presidente insiste ancora ad affermare che su quei titoli investivano tutti e che le perdite non ci sono state…
Nonostante la sentenza certifichi le perdite per 17 milioni dei titoli Saphir e Anthracite, i 43 milioni di commissioni pagate, le spese legali e di consulenza…
Nonostante le cause intentate contro le banche che hanno portato a transazioni con risarcimenti milionari…
Certo, dopo le indagini penali tutto è cambiato.
Prima avevamo persone a decidere come investire i nostri contributi che si sono autodefinite incompetenti.
Franco Picchi
Pietrasanta LU