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ENPAM, PARNASI e i CDO: risposta al Presidente ENPAM...

Franco Picchi
Pietrasanta, Italy

Oct 19, 2018 — 

Egregi Colleghi,

il presidente ENPAM dott. Alberto Oliveti ha risposto su quotidianosanità.it alla mia richiesta di spiegazioni rispetto agli investimenti nei fondi HB e IdeaFimit Sviluppo (riguardanti progetti di sviluppo immobiliare del gruppo Parnasi), e alla perdita di 65 milioni € contestata dalla Procura della Corte dei Conti

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=66860

La ritengo notevolmente insoddisfacente e ho inviato una replica al Direttore del quotidiano, che   mi ha informato che non la pubblicherà per evitare l' effetto ping pong tra me e Oliveti, e comprendo le sue ragioni.

Di seguito il testo inviato

Gentilissimo Direttore,

la risposta del presidente ENPAM Alberto Oliveti alla mia lettera non può soddisfare un iscritto che chiede spiegazioni su perdite patrimoniali comunque ingenti.

Oliveti invece di rispondere puntualmente e in maniera documentata sulle gravi perdite che ho riportato parla in generale del rendimento degli investimenti.

Io potrei ricordare che il passato recente e remoto dell’ ENPAM è costellato da fatti che sono confluiti in procedimenti penali e da altri che pur non avendo avuto  rilevanza penale hanno determinato notevoli  perdite per il patrimonio ENPAM (tra questi basta citare la nuova sede dell’ENPAM, che subito dopo l’acquisto è stata svalutata di circa 88 milioni € ).

I tempi tecnici della pubblicazione sul Giornale della Previdenza del resoconto della prossima Assemblea Nazionale rimanderebbero al prossimo febbraio 2019  le risposte richieste oggi…

Invece  i due casi da me evidenziati sono molto attuali e ben specifici e devono essere spiegati prima della prossima Assemblea Nazionale per permettere ai nostri rappresentanti di esprimere un voto realmente informato.

Per confermare la sua perentoria affermazione su quello che abbiamo guadagnato con l’acquisto dei CDO basterebbe   una semplice tabellina, come quella fornita alla Corte dei Conti, che invece proprio su quella base ha determinato purtroppo un  danno erariale di 65 milioni €.

Tale semplice tabellina esplicativa riportante le spese totali effettive e la distinta di quanto incassato con la vendita dei CDO è stata richiesta più volte, anche in sede di Assemblea Nazionale ENPAM dal delegato di Ascoli Piceno, Piero Benfatti, senza che sia mai stata presentata.

Non riesco a comprenderne il motivo…

Il secondo caso sarebbe ancora più semplice da spiegare a tutti  i colleghi :

come è stato possibile impegnarsi attraverso il fondo Ippocrate ad investire nel 2015 altri 29 milioni nei progetti immobiliari dei Parnasi dopo che un primo investimento di 50 milioni (fondo HB), effettuato direttamente nel 2013, valeva a fine 2014 esattamente la metà ( e ora solo 700.000 €)?

Aver creduto nei progetti immobiliari sviluppati da Parnasi potrà costare all’ENPAM quasi 80 milioni €…

Riguardo alle tesi cospirazioniste o divinatorie evocate dal nostro presidente, per capire la solvibilità finanziaria del gruppo Parnasi e il valore che potevano avere le sue garanzie di rendimento minimo sulle quote del fondo HB che ci ha venduto, bastava acquistare con 2,50 € l’ultimo bilancio consolidato del gruppo, e così  rendersi conto che era già fallito, sotto il peso di 900 milioni € di debiti.

L’ENPAM si è affidata a PricewatersHouse Cooper per una doppia perizia sull’ investimento, pagando 35.000€ oltre IVA e oneri di legge.

C’è traccia di questa piccola spesa nelle loro relazioni?

Voglio ricordare a Oliveti che sono esattamente 10 anni che seguo intensamente e con sacrificio le vicende finanziarie ENPAM, avendo inviato denunce sui CDO al Collegio Sindacale ENPAM già dal 2008, stimolando le discussioni che hanno portato poi alla denuncia alla Procura della Repubblica del 2011.

Tutta questa attività è presente sul web e nei vari forum medici e mi ha permesso di acquisire la preparazione che Oliveti sembra attribuire invece ad un pool di professionisti migliore dei vari consulenti profumatamente pagati da ENPAM.

Infine confermo che nel 2010 con Oliveti parlammo di una mia possibile collaborazione con ENPAM.

Rifiutai, perché la presenza ancora ingombrante di Parodi a mio avviso non dava garanzie di trasparenza e di rinnovamento effettivo.

Da allora purtroppo la situazione non è cambiata, e sono convinto, per ora, di essere ancora più utile ai colleghi dall’esterno.

La ringrazio per l’attenzione.

Cordiali saluti

Franco Picchi

Pietrasanta LU


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