Educazione sociale obbligatoria nelle scuole italiane


Educazione sociale obbligatoria nelle scuole italiane
Il problema
Ogni anno in Italia migliaia di bambini e ragazzi subiscono bullismo, cyberbullismo, esclusione e violenze psicologiche. Alcuni di loro arrivano a non farcela più.
Non possiamo più accettare che la scuola, il luogo dove dovremmo crescere sicuri, diventi invece teatro di dolore.
Lo Stato italiano ha l’obbligo di proteggere i suoi giovani.
Noi chiediamo l’introduzione di una materia obbligatoria di educazione sociale in tutte le scuole, dalle elementari alle medie, con incontri annuali e continui guidati da educatori ed esperti.
La nostra proposta:
Educazione al rispetto e all’empatia: insegnare a riconoscere e gestire le emozioni.
Come affrontare il bullismo e il cyberbullismo: dare strumenti concreti a vittime, spettatori e insegnanti.
Educazione sessuale e affettiva: per crescere con consapevolezza e responsabilità.
Gestione dei conflitti e resilienza: imparare ad affrontare periodi difficili senza sentirsi soli.
Il nostro obiettivo:
Una scuola che non si limiti a trasmettere nozioni, ma che insegni a diventare persone migliori, capaci di rispettare sé stessi e gli altri.
Cosa chiediamo:
Al Ministero dell’Istruzione e del Merito di ascoltare la voce dei giovani e delle famiglie, e di introdurre al più presto questa materia come parte integrante del percorso scolastico.
✊ Noi ci crediamo.
📢 Ora serve la voce di tutti: studenti, genitori, insegnanti, cittadini.
Perché il bullismo non è un gioco. È una ferita che può uccidere.
E noi vogliamo guarire questa ferita con l’educazione, il rispetto e l’umiltà.
Questa iniziativa nasce dalla storia vera di un ragazzo di soli 14 anni che non ce l’ha fatta a causa del bullismo.
Il suo silenzio oggi grida che l’indifferenza uccide. Restare fermi significa essere complici.
I numeri parlano chiaro:
• Nel 2023, oltre il 68% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo .
• Più del 21% ha subito tali comportamenti in maniera continuativa, con episodi che si ripetono più volte al mese .
• In particolare, i giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni sono i più vulnerabili, con il 23,7% che ha vissuto comportamenti vessatori con una certa frequenza .
Questi dati sono solo la punta dell’iceberg. Dietro ogni numero c’è una storia, una sofferenza, un grido d’aiuto.
#stopalbullisimo
1702
Il problema
Ogni anno in Italia migliaia di bambini e ragazzi subiscono bullismo, cyberbullismo, esclusione e violenze psicologiche. Alcuni di loro arrivano a non farcela più.
Non possiamo più accettare che la scuola, il luogo dove dovremmo crescere sicuri, diventi invece teatro di dolore.
Lo Stato italiano ha l’obbligo di proteggere i suoi giovani.
Noi chiediamo l’introduzione di una materia obbligatoria di educazione sociale in tutte le scuole, dalle elementari alle medie, con incontri annuali e continui guidati da educatori ed esperti.
La nostra proposta:
Educazione al rispetto e all’empatia: insegnare a riconoscere e gestire le emozioni.
Come affrontare il bullismo e il cyberbullismo: dare strumenti concreti a vittime, spettatori e insegnanti.
Educazione sessuale e affettiva: per crescere con consapevolezza e responsabilità.
Gestione dei conflitti e resilienza: imparare ad affrontare periodi difficili senza sentirsi soli.
Il nostro obiettivo:
Una scuola che non si limiti a trasmettere nozioni, ma che insegni a diventare persone migliori, capaci di rispettare sé stessi e gli altri.
Cosa chiediamo:
Al Ministero dell’Istruzione e del Merito di ascoltare la voce dei giovani e delle famiglie, e di introdurre al più presto questa materia come parte integrante del percorso scolastico.
✊ Noi ci crediamo.
📢 Ora serve la voce di tutti: studenti, genitori, insegnanti, cittadini.
Perché il bullismo non è un gioco. È una ferita che può uccidere.
E noi vogliamo guarire questa ferita con l’educazione, il rispetto e l’umiltà.
Questa iniziativa nasce dalla storia vera di un ragazzo di soli 14 anni che non ce l’ha fatta a causa del bullismo.
Il suo silenzio oggi grida che l’indifferenza uccide. Restare fermi significa essere complici.
I numeri parlano chiaro:
• Nel 2023, oltre il 68% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo .
• Più del 21% ha subito tali comportamenti in maniera continuativa, con episodi che si ripetono più volte al mese .
• In particolare, i giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni sono i più vulnerabili, con il 23,7% che ha vissuto comportamenti vessatori con una certa frequenza .
Questi dati sono solo la punta dell’iceberg. Dietro ogni numero c’è una storia, una sofferenza, un grido d’aiuto.
#stopalbullisimo
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I decisori

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Petizione creata in data 19 settembre 2025