

AGGIORNAMENTO n. 120 (6 dicembre 2024)
L’articolo di Franco Pesaresi e Giovanni Lamura => “Assistenza agli anziani: la riforma non serve più?” (Quotidiano Sanità, 2 dicembre 2024) offre l’opportunità di ritornare sullo stato attuale della riforma avviata con la legge 33.
L’articolo afferma che “Dopo l’entusiasmo suscitato tra gli addetti ai lavori dall’adozione delle Legge Delega, che sembrava segnare l’avvio di una nuova fase storica nel settore dell’assistenza alla popolazione anziana non autosufficiente del nostro paese, l’emanazione del suo primo decreto attuativo ha suscitato profonda delusione, per la limitatezza dei progressi contenuti rispetto alle indicazioni della Legge Delega. (…) Confermando ancora una volta che il destino di questo vasto gruppo di cittadini - che non si limita alle sole persone anziane che necessitano assistenza, ma coinvolge i milioni di famigliari caregiver e di unità di personale sociale e sanitario impegnato in questo settore - non sembra rientrare tra le priorità dell’attuale governo”.
Insomma, il solito falso refrain: 1) la 33 è una legge valida; 2) purtroppo è stata affossata dal decreto attuativo varato dall’attuale Governo.
Ricordiamo che la responsabilità non ricade sul Decreto 29/2024 o sul Governo Meloni. La legge 33/2023, concepita sotto il Governo Draghi, è frutto di un iter legislativo con molteplici attori - tra cui le organizzazioni promotrici del “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza” - che ora cercano di distanziarsi dalle sue problematiche.
La principale problematica è già stata segnalata dal Prof. Giovanni Maria Flick: la legge 33 priva i malati cronici di tutele sanitarie, contravvenendo ai diritti costituzionali sanciti dall’articolo 32. Essa viola anche sentenze della Corte Costituzionale, che ribadiscono l’inviolabilità dei LEA e l’accesso universale alle prestazioni senza limitazioni basate su budget o reddito.
Occorre altro?
Restiamo uniti!