

AGGIORNAMENTO n. 36 (9 luglio 2023)
La tragedia dell'incendio nella Rsa "Casa dei Coniugi" a Milano ha evidenziato la grave carenza di personale nelle strutture che ospitano malati cronici non autosufficienti. La presenza limitata di operatori sanitari/assistenziali rappresenta un ostacolo sia per la cura dei pazienti che per la prevenzione di situazioni di pericolo.
È importante trarre insegnamenti da questa tragedia e adottare misure concrete per garantire sicurezza e assistenza adeguata nelle strutture residenziali.
E la soluzione non può arrivare dalla legge 33 sulla non autosufficienza, come ha invece affermato l’Assessore al welfare della Regione Lombardia, dott. Guido Bertolaso (clicca QUI), una legge quanto meno inadeguata, che considera gli anziani malati cronici non autosufficienti non come individui che necessitano di cure in tutte le loro esigenze, ma solo “vecchiettini” di competenza del settore assistenziale.
Sulle Rsa condividiamo le richieste alle Istituzioni del CDSA e della Fondazione promozione sociale:
- Piena titolarità del Servizio sanitario nazionale sulle prestazioni socio-sanitarie residenziali delle Rsa
- Garantire la presenza adeguata di operatori sanitari/assistenziali 24 ore su 24 in ogni reparto delle Rsa. Ciò include la presenza di un Direttore sanitario, medici, infermieri e personale socio-sanitario qualificato. Inoltre, è necessaria una presenza medica continua per affrontare eventuali emergenze e garantire una cura tempestiva e appropriata
- Garantire servizi e trattamenti specifici per le esigenze dei pazienti, come le terapie riabilitative, le terapie del dolore e le cure palliative
- Istituire Comitati di partecipazione dei familiari, col compito di monitorare la qualità dell'assistenza, esprimere le necessità dei pazienti e collaborare con le autorità sanitarie per migliorare le condizioni delle strutture.
È importante sottolineare che l'onere finanziario derivante da queste misure dovrebbe essere sostenuto dal SSN, con un aumento significativo della quota sanitaria che spetta alle Regioni sulle rette di degenza, che dovrebbe passare dal 50% attuale ad almeno il 70%.
Restiamo uniti!