Donne e Bimbi "Oltre Le Sbarre"

Donne e Bimbi "Oltre Le Sbarre"

Il problema

Premesso che:

-          l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”

-          l’articolo 31 della Costituzione stabilisce che la Repubblica “protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù”

Considerato che:

-          il 16 novembre 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato tre disegni di legge in materia di sicurezza pubblica che costituiscono il c.d. “pacchetto sicurezza”

-          in particolare uno dei tre disegni di legge reca disposizioni in materia di “sicurezza pubblica, di tutela delle forze di Polizia, nonché di vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso”

-          l’articolo 12 dello Schema di Disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, rubricato “Disposizioni in materia di esecuzione in caso di pericolo, di eccezionale rilevanza, di commissione di ulteriori delitti”, collocato nel Capo II “Disposizioni in materia di sicurezza urbana” introduce modifiche agli articoli 146 e 147 del codice di penale, con le quali diviene facoltativo il rinvio dell’esecuzione della pena nei confronti di donne incinte o madri con prole fino a un anno di età, che potrebbero quindi scontare senza alcun differimento la pena entro gli istituti a custodia attenuata (ICAM)

Evidenziato che:

-          le donne che attualmente, in tutta Italia, risulterebbero coinvolte da questa nuova previsione normativa sarebbero soltanto 20 e ciò dimostra che non vi sia alcuna necessità concreta di sopprimere una norma di civiltà giuridica

-          l’articolo 12 del predetto disegno di legge risulta contrario alla Costituzione sia con riferimento alle donne sia con riferimento ai figli innocenti

Rilevato che:

-          in occasione della conferenza stampa svoltasi alla Camera dei Deputati il 28 novembre 2023, i deputati Devis Dori, Debora Serracchiani, Valentina D’Orso, Roberto Giachetti, Riccardo Magi e Enrico Costa hanno lanciato un Appello pubblico rivolto a personalità del mondo del diritto, della cultura, del giornalismo, dello spettacolo, delle professioni giuridiche e sanitarie, dell’associazionismo e, in generale, a tutti i cittadini che condividono la richiesta in calce al presente appello

I sottoscrittori di questo Appello

CHIEDONO

al Governo italiano e alla maggioranza parlamentare di non modificare gli articoli 146 e 147 del codice penale, mantenendo obbligatorio il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti della donna incinta o della madre di infante di età inferiore ad anni uno.

 

Primi firmatari

Alessio Boni

Claudio Marchisio

Luigi Manconi

Moni Ovadia

Marisa Laurito

Lorenzo Marone

Susanna Marietti

Adolfo Ceretti

Donatella Stasio

Daniele Abbado

Anna Catalano

Mitja Gialuz

Giulia Boccassi

Michele Passione

Lillo di Mauro

Lorenzo Chieffi

Questa petizione aveva 726 sostenitori

Il problema

Premesso che:

-          l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”

-          l’articolo 31 della Costituzione stabilisce che la Repubblica “protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù”

Considerato che:

-          il 16 novembre 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato tre disegni di legge in materia di sicurezza pubblica che costituiscono il c.d. “pacchetto sicurezza”

-          in particolare uno dei tre disegni di legge reca disposizioni in materia di “sicurezza pubblica, di tutela delle forze di Polizia, nonché di vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso”

-          l’articolo 12 dello Schema di Disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, rubricato “Disposizioni in materia di esecuzione in caso di pericolo, di eccezionale rilevanza, di commissione di ulteriori delitti”, collocato nel Capo II “Disposizioni in materia di sicurezza urbana” introduce modifiche agli articoli 146 e 147 del codice di penale, con le quali diviene facoltativo il rinvio dell’esecuzione della pena nei confronti di donne incinte o madri con prole fino a un anno di età, che potrebbero quindi scontare senza alcun differimento la pena entro gli istituti a custodia attenuata (ICAM)

Evidenziato che:

-          le donne che attualmente, in tutta Italia, risulterebbero coinvolte da questa nuova previsione normativa sarebbero soltanto 20 e ciò dimostra che non vi sia alcuna necessità concreta di sopprimere una norma di civiltà giuridica

-          l’articolo 12 del predetto disegno di legge risulta contrario alla Costituzione sia con riferimento alle donne sia con riferimento ai figli innocenti

Rilevato che:

-          in occasione della conferenza stampa svoltasi alla Camera dei Deputati il 28 novembre 2023, i deputati Devis Dori, Debora Serracchiani, Valentina D’Orso, Roberto Giachetti, Riccardo Magi e Enrico Costa hanno lanciato un Appello pubblico rivolto a personalità del mondo del diritto, della cultura, del giornalismo, dello spettacolo, delle professioni giuridiche e sanitarie, dell’associazionismo e, in generale, a tutti i cittadini che condividono la richiesta in calce al presente appello

I sottoscrittori di questo Appello

CHIEDONO

al Governo italiano e alla maggioranza parlamentare di non modificare gli articoli 146 e 147 del codice penale, mantenendo obbligatorio il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti della donna incinta o della madre di infante di età inferiore ad anni uno.

 

Primi firmatari

Alessio Boni

Claudio Marchisio

Luigi Manconi

Moni Ovadia

Marisa Laurito

Lorenzo Marone

Susanna Marietti

Adolfo Ceretti

Donatella Stasio

Daniele Abbado

Anna Catalano

Mitja Gialuz

Giulia Boccassi

Michele Passione

Lillo di Mauro

Lorenzo Chieffi

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Petizione creata in data 19 dicembre 2023