Dica alla città gemellata di Gyeongju che ci opponiamo alla tortura e consumo di cani.

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This is Italian translation petition of "Mayor Donato Cafagna of Pompei, Italy: Tell Sister City, Gyeongju, South Korea, That We’re Opposed to the Torture and Consumption of Dogs and Cats." https://goo.gl/6EAd6H

Donato Cafagna, Sindaco di Pompei, Italia: dica alla città gemellata di Gyeongju in Corea del Sud che ci opponiamo alla tortura e consumo di cani e gatti.

Città di Pompei, È necessario rendervi consapevoli dell'illegale e immorale commercio della carne di cane e gatto, problematica da considerare nell'ambito del vostro rapporto di gemellaggio sottoscritto con la città di Gyeongju, in Sud Corea. Vi chiediamo di agire, dare il buon esempio, e lavorare con noi per poter mettere fine a tutto questo.

La Corea del Sud è la sede di aziende globali, come Hyundai, Kia, Samsung, LG, Daewoo, SK e POSCO, motivo per cui è davvero scioccante il fatto che un numero stimato di 2,5 milioni di cani venga torturato e macellato ogni anno in questo paese per l'avidità dei consumatori e dell'industria della carne di cane mentre la maggior parte di questi ultimi, che non partecipa fattivamente a questo commercio offensivo, mostra una profonda indifferenza e non interviene per fermare questa vergogna.

Sappiamo quanto siano leali e fedeli i cani di tutto il mondo, e proprio per questo chiediamo loro molto. Ci aiutano in innumerevoli modi: in fattoria, in guerra, in polizia e nel servizio di guardia, nella ricerca e nel salvataggio, nell'aiuto ai disabili, nella guida e nella difesa, e, naturalmente, come compagni amorevoli e fidati.
I primi cani sono stati addomesticati molte migliaia di anni fa, ed è tale e tanta la loro voglia di far parte della famiglia ‘umana’ che hanno imparato a capire i nostri gesti e la nostra lingua: la lingua di un'altra specie, segno quindi di una notevole prontezza ed intelligenza.

Gyeongju conta innumerevoli allevamenti di cani, macelli, mercati e ristoranti in cui i cani, torturati per tutta la vita, finiscono per essere macellati nei modi più inumani, quali l'elettrocuzione, l'impiccagione o le percosse, e poi buttati in acqua bollente, spesso ancora vivi. In molte località, i cani vengono uccisi davanti altri cani rinchiusi in gabbia e terrorizzati, e tutto questo all'aperto e alla luce del giorno. Inoltre, molti animali domestici, rubati e abbandonati, finiscono in questo commercio, e sono soggetti alla stessa crudeltà.

Le chiediamo di guardare questo video effettuato sotto copertura da alcuni attivisti per i diritti degli animali in Corea del Sud: http://youtu.be/3uR8R8Mu70Q

La Corea del Sud ha sì emanato leggi contro la vendita di cani e gatti per il consumo umano delle loro carni, tuttavia queste vengono costantemente e manifestamente ignorate.

Le chiediamo di invitare il Sindaco di Gyeongju, Yang-Sik Choi, ad agire, e di affermare che Pompei e i suoi cittadini chiedono che Gyeongju emetta un documento ufficiale in cui si richiede il rafforzamento da parte del governo, della polizia e della magistratura delle seguenti leggi vigenti in Corea del Sud:

La lavorazione non autorizzata dei rifiuti alimentari somministrati ai cani coinvolti nel commercio della loro carne rappresenta una violazione dell'art. 15-2 e dell'art. 25, § 3 della legge sudcoreana sulla gestione dei rifiuti. I fornitori e i trasportatori di rifiuti alimentari destinati agli allevamenti di cani violano questa legge.

La somministrazione di rifiuti alimentari ai cani coinvolti nel commercio della loro carne rappresenta una violazione dell'art. 14, §§ 1 e 2 della legge sudcoreana sulla gestione dell'alimentazione del bestiame e della fauna ittica. La raccolta non autorizzata di rifiuti alimentari e la relativa somministrazione ai cani coinvolti nel commercio della loro carne violano questa legge.

Gli escrementi e i danni ambientali risultanti, quali sottoprodotti degli allevamenti illegali di cani rappresentano una violazione dell'art. 11 della legge sudcoreana sulla gestione e l'impiego degli escrementi del bestiame. Gli escrementi prodotti negli allevamenti di cani causano danni ambientali nell'area in cui si trova l'allevamento e nelle immediate vicinanze.

L'attività di macellazione dei cani per il consumo umano delle loro carni rappresenta una violazione dell'art. 8, § 1, clausola 4 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. L'uccisione di un cane senza giustificabile motivo – quindi al di là della necessità dovuta ad un trattamento veterinario, o a circostanze di minaccia, pericolo o danno immediati per la vita umana o per la proprietà, è una violazione di questa legge.

La macellazione dei cani mediante elettrocuzione rappresenta una violazione dell'art. 8, § 1, clausola 1 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. Chi provoca lesioni o la morte a un animale con i seguenti mezzi: percosse, esposizione a droghe, esposizione a calore estremo o al fuoco, elettrocuzione o annegamento è condannato ad una pena. Pertanto, l'abituale macellazione dei cani da parte di macellai e allevatori con questi metodi rappresenta una violazione di questa legge. Inoltre, l'elettrocuzione adottata come pratica di macellazione è riconosciuta a livello internazionale come metodo intrinsecamente crudele, ed è quindi proibita in tutto il mondo.

La macellazione dei cani in macelli non autorizzati è una violazione dell'art. 7 § 1 della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame. Questa legge afferma che i cani sono ufficialmente riconosciuti e classificati come “animali la cui macellazione e distribuzione sotto forma di cibo per il consumo umano è proibita”. Per questo motivo, coloro che gestiscono i macelli per cani operano al di fuori dei parametri della legge e in violazione della stessa.

La macellazione dei cani ai fini del consumo delle loro carni è una violazione dell'art. 10 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. L'intento di questa legge è garantire che gli animali non vengano macellati in maniera cruenta e disgustosa, né provando dolore, paura o stress inutili durante la macellazione.

L'unica modalità umana per macellare i cani sarebbe quindi l'eutanasia (iniezione letale). Tutti i metodi di macellazione correntemente praticati da macellai, allevatori e commercianti escludono l'eutanasia, per cui essi violano tutti questa legge. Ciò rappresenta anche una violazione dell'art. 7 § 1 clausola 2 della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame.

Secondo questa legge infatti, la macellazione per il consumo umano è consentita solamente per gli animali ufficialmente definiti e classificati come bestiame ai sensi della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame, e i cani non sono compresi in tale definizione.

L'esposizione e la vendita delle carcasse di cane nei mercati tradizionali all'aperto rappresentano una violazione degli artt. 4, 5 della legge sudcoreana sull'igiene alimentare. Vengono inoltre violate le leggi che proibiscono la vendita di cibo nocivo per contaminazione dovuto ad una macellazione insalubre e illegale dell'animale, e all'esposizione della relativa carcassa. Ad esempio, le carcasse dei cani sono di norma contaminate da microorganismi che provocano l'insorgenza di malattie e avvelenamento da cibo, con conseguente rischio di complicazioni gravi e pericolose. La Corea del Sud vanta inoltre leggi severe che proibiscono la vendita della carne di animali malati, in quanto questa non è soggetta a controlli di qualità o a monitoraggi formali delle pratiche di macellazione; nel commercio della carne di cane, è molto probabile che queste leggi vengano violate abitualmente.

La preparazione della zuppa di carne di cane, servita presso i ristoranti che propongono abitualmente specialità di questo tipo, viene preparata con carcasse di cani di origine ignota, e rappresenta una violazione dell'art. 44, § 1 clausola 1 della legge sudcoreana sull'igiene alimentare. I prodotti ottenuti da bestiame non ispezionato non devono essere trasportati, conservati, esposti, venduti o utilizzati per la produzione o la lavorazione di alimenti per il consumo umano.

La preghiamo a questo proposito di consultare le informazioni legali riguardanti il consumo della carne di cane in Corea del Sud pubblicate dai KARA (Korea Animal Rights Advocates): http://koreandogs.org/kara-publishes-legal-information-booklet-ending-dog-meat-consumption/

Crediamo che queste richieste siano in linea con lo spirito e gli obiettivi del gemellaggio fra città per il consolidamento di una comunicazione cordiale nei settori del turismo, del commercio, degli scambi culturali e della salute pubblica.

La copertura a livello internazionale del brutale commercio della carne di cane e di gatto effettuato in Corea del Sud ha disonorato Gyeongju, l'immagine della Corea del Sud e gravemente offuscato i rapporti con la città gemellata con la Sua. Il momento per porre fine a questa tragedia è adesso. La preghiamo gentilmente di rispondere alla presente lettera.

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Per un maggiore impatto può consultare i seguenti siti:

English: http://koreandogs.org/sister-city-campaign-gyeongju-south-korea-pompei-italy

Italian: http://koreandogs.org/sister-city-campaign-gyeongju-south-korea-pompei-italy-italian/

Link breve alla presente petizione: https://goo.gl/6EAd6H



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