

Divorzio consensuale online: chiediamo un fascicolo digitale unico per seguire la pratica
Il problema
Separarsi o divorziare consensualmente dovrebbe essere il percorso più semplice, trasparente e meno conflittuale per due persone che hanno già raggiunto un accordo. Eppure, ancora oggi, chi sceglie una procedura consensuale può trovarsi senza uno strumento unico per sapere dove si trova la propria pratica e quali passaggi restano da completare.
Dopo la firma di un accordo di negoziazione assistita, le parti spesso non possono verificare direttamente online:
se l’accordo è stato depositato presso la Procura;
se il nullaosta o l’autorizzazione sono stati rilasciati;
se sono richiesti documenti o chiarimenti aggiuntivi;
se l’accordo è stato trasmesso al Comune competente;
se la trascrizione nei registri dello stato civile è stata completata.
Per ottenere queste informazioni, i cittadini devono rivolgersi ripetutamente al proprio avvocato, alla Procura o al Comune. La pratica passa attraverso uffici e sistemi differenti, con modalità operative e tempi che possono cambiare da una città all’altra.
Questo provoca incertezza, richieste di aggiornamento, duplicazioni di documenti e ritardi difficili da comprendere. Il problema è ancora più evidente per chi vive lontano dal Comune competente, risiede all’estero, ha difficoltà a recarsi fisicamente presso gli uffici pubblici o, semplicemente, desidera gestire una procedura consensuale in modo moderno e trasparente.
Per molte pratiche giudiziarie esiste già un fascicolo telematico che consente di seguire gli eventi e i documenti del procedimento. Chi sceglie una separazione o un divorzio consensuale extragiudiziale, invece, non dispone ancora di un’esperienza digitale nazionale altrettanto chiara e uniforme.
La digitalizzazione di alcune fasi è già iniziata, ma il cittadino continua a non vedere l’intero percorso. Manca un collegamento semplice e accessibile tra avvocati, Procure e Comuni, fino alla definitiva trascrizione del divorzio o della separazione.
Una procedura non dovrebbe essere meno trasparente soltanto perché viene conclusa consensualmente e senza un ordinario giudizio in tribunale. I cittadini devono poter sapere, in ogni momento e in modo sicuro, dove si trova la loro pratica, quale ufficio la sta gestendo e quando il procedimento è stato definitivamente completato.
Se vuoi approfondire, clicca qui

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Il problema
Separarsi o divorziare consensualmente dovrebbe essere il percorso più semplice, trasparente e meno conflittuale per due persone che hanno già raggiunto un accordo. Eppure, ancora oggi, chi sceglie una procedura consensuale può trovarsi senza uno strumento unico per sapere dove si trova la propria pratica e quali passaggi restano da completare.
Dopo la firma di un accordo di negoziazione assistita, le parti spesso non possono verificare direttamente online:
se l’accordo è stato depositato presso la Procura;
se il nullaosta o l’autorizzazione sono stati rilasciati;
se sono richiesti documenti o chiarimenti aggiuntivi;
se l’accordo è stato trasmesso al Comune competente;
se la trascrizione nei registri dello stato civile è stata completata.
Per ottenere queste informazioni, i cittadini devono rivolgersi ripetutamente al proprio avvocato, alla Procura o al Comune. La pratica passa attraverso uffici e sistemi differenti, con modalità operative e tempi che possono cambiare da una città all’altra.
Questo provoca incertezza, richieste di aggiornamento, duplicazioni di documenti e ritardi difficili da comprendere. Il problema è ancora più evidente per chi vive lontano dal Comune competente, risiede all’estero, ha difficoltà a recarsi fisicamente presso gli uffici pubblici o, semplicemente, desidera gestire una procedura consensuale in modo moderno e trasparente.
Per molte pratiche giudiziarie esiste già un fascicolo telematico che consente di seguire gli eventi e i documenti del procedimento. Chi sceglie una separazione o un divorzio consensuale extragiudiziale, invece, non dispone ancora di un’esperienza digitale nazionale altrettanto chiara e uniforme.
La digitalizzazione di alcune fasi è già iniziata, ma il cittadino continua a non vedere l’intero percorso. Manca un collegamento semplice e accessibile tra avvocati, Procure e Comuni, fino alla definitiva trascrizione del divorzio o della separazione.
Una procedura non dovrebbe essere meno trasparente soltanto perché viene conclusa consensualmente e senza un ordinario giudizio in tribunale. I cittadini devono poter sapere, in ogni momento e in modo sicuro, dove si trova la loro pratica, quale ufficio la sta gestendo e quando il procedimento è stato definitivamente completato.
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Petizione creata in data 4 settembre 2026