A chi lo chiede, tua figlia?

Pensa a quando avevi 15 anni. C'erano cose che non chiedevi ai tuoi genitori (magari per imbarazzo, magari perché pensavi non fosse "una cosa da genitori") e che invece chiedevi a qualcun altro. Un cugino più grande, un allenatore, un'amica di famiglia. Qualcuno che c'era, che conoscevi, di cui ti fidavi.
Oggi, per molti ragazzi, quella figura non c'è più. E il suo posto lo occupa il telefono. Che risponde sempre, certo. Ma non conosce tua figlia, non l’ha mai vista in faccia, non sa cosa sta vivendo.
In queste settimane si discute molto di educazione sessuoaffettiva nelle scuole, ed è un bene che se ne parli. Ma nel dibattito manca quasi sempre la domanda più semplice: chi dovrebbe occuparsene, e con quale continuità?
Perché la verità è questa: nella maggior parte delle scuole italiane non c'è nessuno che segua i ragazzi tutto l'anno su questi temi. Ci sono, quando va bene, due o tre incontri con persone esterne che poi non si vedranno più. Non basta, e in fondo lo sappiamo tutti.
Noi crediamo che serva una figura diversa: uno psicologo assunto dalla scuola stessa, sempre lo stesso, che i ragazzi possano imparare a conoscere nel tempo.
Nei prossimi giorni ti raccontiamo cosa stiamo provando a fare perché questo, finalmente, diventi realtà.
A presto,
Diritto a Stare Bene