Diploma online pubblico e accessibile a tutti diplomati e lavoratori

Il problema

In Italia, migliaia di studenti e lavoratori non hanno potuto completare il proprio percorso scolastico. Le scuole private offrono soluzioni online, ma i costi sono altissimi (spesso superiori ai 3000€), rendendo l’accesso all’istruzione un privilegio per pochi.

Chiediamo al Ministero dell’Istruzione:

 • l’attivazione di percorsi scolastici pubblici online per il recupero del diploma;

 • l’abbreviazione dei tempi per chi lavora o ha già competenze documentate;

 • l’attivazione di classi digitali gratuite o a basso costo;

 • il riconoscimento di crediti formativi e lavorativi per agevolare il conseguimento del titolo.

L’attuale sistema scolastico:

 • blocca l’accesso all’università e ai concorsi pubblici a chi non ha un diploma;

 • rende impossibile per molti lavoratori diplomarsi, a causa della frequenza obbligatoria e dei tempi troppo lunghi;

 • costringe a frequentare troppi anni, spesso ripetendo materie già conosciute, facendo perdere tempo prezioso;

 • esclude socialmente chi non può pagare, creando disuguaglianze gravi e violando il principio di uguaglianza e diritto allo studio.

Questo è un blocco sociale e professionale per migliaia di persone: una forma di ingiustizia strutturale che colpisce soprattutto chi ha meno possibilità economiche, chi lavora, chi vuole rimettersi in gioco.

L’istruzione non può essere un lusso, ma un diritto.

Chiediamo una riforma immediata

Firma questa petizione per un futuro in cui istruzione significa inclusione, non esclusione economica

📢 Firma, condividi, cambia.

 Cosa proponiamo? 

Richiediamo l’istituzione di un percorso per il conseguimento del diploma di scuola superiore in modalità online, gestito da enti pubblici e pienamente riconosciuto dal sistema dell’istruzione nazionale (tramite regolare iscrizione presso le istituzioni accreditate, ad esempio tramite SPIN CIE). Tale percorso dovrebbe prevedere:

  • lezioni strutturate in videomoduli e contenuti online accessibili;
  • un piano di studi dettagliato e trasparente;
  •  verifiche periodiche a distanza;
  •  esami finali da svolgere in presenza per garantire la serietà e la validità del titolo.

 Chiediamo inoltre che sia prevista la possibilità di abbreviare i tempi di studio per coloro che dimostrino adeguate competenze e siano in grado di superare gli esami previsti per gli anni scolastici 1°, 2°, 3° e 4°, nel rispetto del peso e della complessità delle diverse discipline. In tal modo, sarebbe possibile – in casi selezionati – completare il ciclo quinquennale in un periodo ridotto, fino a un solo anno.

A chi dovrebbe essere rivolto questo percorso?

Per garantire che questa opportunità non vada a interferire con il regolare percorso scolastico dei giovani diplomandi, riteniamo opportuno limitarne l’accesso a specifiche categorie di persone, quali:

  • lavoratori che non hanno potuto completare gli studi;
  • individui con figli a carico;
  • individui che possano dimostrare valide motivazioni per l’interruzione del proprio percorso scolastico, come ad esempio difficoltà familiari o situazioni di disagio che abbiano richiesto la rinuncia agli studi in giovane età

Pertanto, ricordo che esistono numerose situazioni di svantaggio sociale e familiare che meritano attenzione e riconoscimento: tra queste, vi sono anche i casi di giovani che, a causa di ingiustizie o difficoltà familiari, sono stati costretti ad abbandonare il proprio percorso scolastico per occuparsi della famiglia o affrontare responsabilità improprie per la loro età.

È doveroso ricordare e includere anche queste persone, offrendo loro un’opportunità concreta di riscatto attraverso l’istruzione.

 

🎓 Non diplomati in Italia
 Circa 4 italiani su 10 (tra i 25 e i 64 anni) non hanno conseguito il diploma di scuola superiore – una delle percentuali più alte tra i Paesi OCSE  .
Dal 23% al 17% è scesa negli ultimi dieci anni la quota di giovani tra i 20 e i 24 anni senza diploma

 

🔍 Motivazioni principali dell’abbandono scolastico

Dai dati sintetizzati dal MIUR, MIUR–Istat e analisi di esperti, emerge un quadro multifattoriale:

  • Contesti familiari difficili
  • Alcuni studenti hanno dovuto lasciare la scuola per ragioni legate a “situazioni familiari problematiche” quali l’assenza dei genitori, dipendenze, problemi legali o abusi domestici  ;
  • Condizione socio-economica;
  • Povertà materiale ed educativa, mancanza di stimoli culturali, basso livello di istruzione dei genitori (es.: licenza media), influenzano fortemente l’interruzione precoce del percorso scolastico ;
  • Difficoltà di apprendimento
  • Disturbi specifici (DSA), BES, o semplici difficoltà con le materie, portano frequentemente a bocciature ripetute, demotivazione e abbandono ;
  • Stranieri e problemi di integrazione
  • Il 27 % degli studenti non italiani tra i 18–24 anni abbandona precocemente, a causa di ostacoli linguistici, burocratici o integrazione culturale  .
  • Problemi di salute, stress psicologico e frequenza
  • Assenze ingiustificate, stress legato all’ambiente scolastico e motivi psicologici contribuiscono in modo significativo ().

 

 

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Il problema

In Italia, migliaia di studenti e lavoratori non hanno potuto completare il proprio percorso scolastico. Le scuole private offrono soluzioni online, ma i costi sono altissimi (spesso superiori ai 3000€), rendendo l’accesso all’istruzione un privilegio per pochi.

Chiediamo al Ministero dell’Istruzione:

 • l’attivazione di percorsi scolastici pubblici online per il recupero del diploma;

 • l’abbreviazione dei tempi per chi lavora o ha già competenze documentate;

 • l’attivazione di classi digitali gratuite o a basso costo;

 • il riconoscimento di crediti formativi e lavorativi per agevolare il conseguimento del titolo.

L’attuale sistema scolastico:

 • blocca l’accesso all’università e ai concorsi pubblici a chi non ha un diploma;

 • rende impossibile per molti lavoratori diplomarsi, a causa della frequenza obbligatoria e dei tempi troppo lunghi;

 • costringe a frequentare troppi anni, spesso ripetendo materie già conosciute, facendo perdere tempo prezioso;

 • esclude socialmente chi non può pagare, creando disuguaglianze gravi e violando il principio di uguaglianza e diritto allo studio.

Questo è un blocco sociale e professionale per migliaia di persone: una forma di ingiustizia strutturale che colpisce soprattutto chi ha meno possibilità economiche, chi lavora, chi vuole rimettersi in gioco.

L’istruzione non può essere un lusso, ma un diritto.

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Richiediamo l’istituzione di un percorso per il conseguimento del diploma di scuola superiore in modalità online, gestito da enti pubblici e pienamente riconosciuto dal sistema dell’istruzione nazionale (tramite regolare iscrizione presso le istituzioni accreditate, ad esempio tramite SPIN CIE). Tale percorso dovrebbe prevedere:

  • lezioni strutturate in videomoduli e contenuti online accessibili;
  • un piano di studi dettagliato e trasparente;
  •  verifiche periodiche a distanza;
  •  esami finali da svolgere in presenza per garantire la serietà e la validità del titolo.

 Chiediamo inoltre che sia prevista la possibilità di abbreviare i tempi di studio per coloro che dimostrino adeguate competenze e siano in grado di superare gli esami previsti per gli anni scolastici 1°, 2°, 3° e 4°, nel rispetto del peso e della complessità delle diverse discipline. In tal modo, sarebbe possibile – in casi selezionati – completare il ciclo quinquennale in un periodo ridotto, fino a un solo anno.

A chi dovrebbe essere rivolto questo percorso?

Per garantire che questa opportunità non vada a interferire con il regolare percorso scolastico dei giovani diplomandi, riteniamo opportuno limitarne l’accesso a specifiche categorie di persone, quali:

  • lavoratori che non hanno potuto completare gli studi;
  • individui con figli a carico;
  • individui che possano dimostrare valide motivazioni per l’interruzione del proprio percorso scolastico, come ad esempio difficoltà familiari o situazioni di disagio che abbiano richiesto la rinuncia agli studi in giovane età

Pertanto, ricordo che esistono numerose situazioni di svantaggio sociale e familiare che meritano attenzione e riconoscimento: tra queste, vi sono anche i casi di giovani che, a causa di ingiustizie o difficoltà familiari, sono stati costretti ad abbandonare il proprio percorso scolastico per occuparsi della famiglia o affrontare responsabilità improprie per la loro età.

È doveroso ricordare e includere anche queste persone, offrendo loro un’opportunità concreta di riscatto attraverso l’istruzione.

 

🎓 Non diplomati in Italia
 Circa 4 italiani su 10 (tra i 25 e i 64 anni) non hanno conseguito il diploma di scuola superiore – una delle percentuali più alte tra i Paesi OCSE  .
Dal 23% al 17% è scesa negli ultimi dieci anni la quota di giovani tra i 20 e i 24 anni senza diploma

 

🔍 Motivazioni principali dell’abbandono scolastico

Dai dati sintetizzati dal MIUR, MIUR–Istat e analisi di esperti, emerge un quadro multifattoriale:

  • Contesti familiari difficili
  • Alcuni studenti hanno dovuto lasciare la scuola per ragioni legate a “situazioni familiari problematiche” quali l’assenza dei genitori, dipendenze, problemi legali o abusi domestici  ;
  • Condizione socio-economica;
  • Povertà materiale ed educativa, mancanza di stimoli culturali, basso livello di istruzione dei genitori (es.: licenza media), influenzano fortemente l’interruzione precoce del percorso scolastico ;
  • Difficoltà di apprendimento
  • Disturbi specifici (DSA), BES, o semplici difficoltà con le materie, portano frequentemente a bocciature ripetute, demotivazione e abbandono ;
  • Stranieri e problemi di integrazione
  • Il 27 % degli studenti non italiani tra i 18–24 anni abbandona precocemente, a causa di ostacoli linguistici, burocratici o integrazione culturale  .
  • Problemi di salute, stress psicologico e frequenza
  • Assenze ingiustificate, stress legato all’ambiente scolastico e motivi psicologici contribuiscono in modo significativo ().

 

 

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Petizione creata in data 28 giugno 2025