Difendiamo le Libertà di stampa e di opinione in Italia

Difendiamo le Libertà di stampa e di opinione in Italia

Firmatari recenti
Maurizio Leoni e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Nelle ultime settimane, il dibattito pubblico in Italia è stato scosso da una serie di azioni legali intraprese da esponenti del governo nei confronti di testate giornalistiche, emittenti televisive e singoli professionisti dell'informazione.
Casi recenti, come le querele annunciate o presentate dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio nei confronti di Mediaset e della giornalista Bianca Berlinguer, o dal Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi contro la testata Dagospia, riaccendono i riflettori sul rapporto tra potere politico e libertà di informazione.
In un Paese democratico, il diritto di cronaca, il diritto di critica e la libertà di opinione non sono concessioni, ma pilastri fondamentali che, nel nostro paese, sono garantiti dall'Articolo 21 della Costituzione Italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure."

L'utilizzo sistematico dello strumento giudiziario da parte di figure istituzionali rischia di generare un effetto dissuasivo (noto come chilling effect) sull'intero comparto dell'informazione.
Quando i giornalisti temono ripercussioni legali ed economiche sproporzionate per il proprio lavoro, a risentirne è la qualità del dibattito pubblico e, di conseguenza, la consapevolezza dei cittadini. Una democrazia sana si misura anche dalla capacità delle sue istituzioni di accettare il dissenso, il controllo e la critica, anche quando aspra o sgradita. 

Con la sottoscrizione di questo appello, chiediamo fermamente:
• Il rispetto del ruolo della stampa: Invitiamo i membri del governo e delle istituzioni a privilegiare il confronto pubblico, la smentita nel merito e il diritto di replica rispetto al ricorso immediato alle vie legali.
• La tutela del pluralismo e dell'indipendenza: Sollecitiamo il Parlamento a garantire che il dibattito pubblico resti aperto e che le voci critiche non vengano scoraggiate da azioni legali preventive o ritorsive.
• La salvaguardia del diritto dei cittadini a essere informati: Ribadiamo che una stampa libera da pressioni politiche e giudiziarie è la prima garanzia per una cittadinanza attiva e consapevole. 

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Maurizio Leoni e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Nelle ultime settimane, il dibattito pubblico in Italia è stato scosso da una serie di azioni legali intraprese da esponenti del governo nei confronti di testate giornalistiche, emittenti televisive e singoli professionisti dell'informazione.
Casi recenti, come le querele annunciate o presentate dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio nei confronti di Mediaset e della giornalista Bianca Berlinguer, o dal Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi contro la testata Dagospia, riaccendono i riflettori sul rapporto tra potere politico e libertà di informazione.
In un Paese democratico, il diritto di cronaca, il diritto di critica e la libertà di opinione non sono concessioni, ma pilastri fondamentali che, nel nostro paese, sono garantiti dall'Articolo 21 della Costituzione Italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure."

L'utilizzo sistematico dello strumento giudiziario da parte di figure istituzionali rischia di generare un effetto dissuasivo (noto come chilling effect) sull'intero comparto dell'informazione.
Quando i giornalisti temono ripercussioni legali ed economiche sproporzionate per il proprio lavoro, a risentirne è la qualità del dibattito pubblico e, di conseguenza, la consapevolezza dei cittadini. Una democrazia sana si misura anche dalla capacità delle sue istituzioni di accettare il dissenso, il controllo e la critica, anche quando aspra o sgradita. 

Con la sottoscrizione di questo appello, chiediamo fermamente:
• Il rispetto del ruolo della stampa: Invitiamo i membri del governo e delle istituzioni a privilegiare il confronto pubblico, la smentita nel merito e il diritto di replica rispetto al ricorso immediato alle vie legali.
• La tutela del pluralismo e dell'indipendenza: Sollecitiamo il Parlamento a garantire che il dibattito pubblico resti aperto e che le voci critiche non vengano scoraggiate da azioni legali preventive o ritorsive.
• La salvaguardia del diritto dei cittadini a essere informati: Ribadiamo che una stampa libera da pressioni politiche e giudiziarie è la prima garanzia per una cittadinanza attiva e consapevole. 

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Petizione creata in data 11 maggio 2026