Difendiamo la ricerca pubblica. Chiediamo l'aumento del fondo ordinario FOE per il CNR


Difendiamo la ricerca pubblica. Chiediamo l'aumento del fondo ordinario FOE per il CNR
Il problema
Il 4 luglio 2025 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il Decreto di assegnazione del Fondo Ordinario (FOE) per gli Enti pubblici di ricerca: al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), fanalino di coda tra tutti gli enti, spetta un aumento che rientra nell’ordine di frazione di punti percentuale (0.02%).
Dal sito del MUR: al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sono destinati 735.609.098 euro, rispetto ai 735.475.098 euro del 2024, con un incremento di 134.000 euro; a fronte di un’inflazione che nel 2024 si è attestata all’1 %, mentre per il 2025 è prevista intorno all’1,7 %.
Significa che il CNR riceve un aumento ben al di sotto della soglia minima necessaria per mantenere operativa e competitiva la sua attività scientifica.
In un contesto Europeo allargato, un confronto con alcuni grandi enti di ricerca mostra quanto segue:
• Max Planck Society (Germania) – Budget intorno ai 2,1 miliardi di € nel 2023, con un aumento garantito del +3% annuo assicurato dal governo federale tedesco e dai Länder
• Helmholtz Association (Germania) – Budget di circa 6 miliardi di € nel 2023, e anche questa organizzazione gode di una crescita dei finanziamenti pubblici stimata intorno al +3% annuo grazie al patto federale per la ricerca
• Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS, Francia) – Budget totale nell’ordine dei 3,7–4 miliardi di € (di cui ~75% da fondi statali), che ne fa la maggiore organizzazione di ricerca europea per dimensioni. A differenza dei casi tedeschi, il finanziamento del CNRS non prevede un aumento annuo predeterminato, e il suo budget è cresciuto solo moderatamente negli ultimi anni ma pur sempre in un range dell’1-3% annuo
• UK Research and Innovation (UKRI, Regno Unito) – Ha visto il suo budget complessivo salire da £7,8 miliardi a circa £8,9 miliardi tra il 2021–22 e il 2024–25, con un incremento cumulativo di circa +14% in tre anni (corrispondente ad aumenti fino a ~+8–9% annuo nei singoli esercizi).
Il confronto è implacabile: mentre in paesi come Germania e Regno Unito la ricerca cresce stabilmente, in Italia è del tutto insufficiente, mettendo a rischio operatività, ricambio generazionale e progressione di carriera.
Questa scelta rischia di compromettere il futuro della ricerca pubblica in Italia, bloccando la crescita del CNR e mettendo a rischio anche gli obiettivi del PNRR.
Chiediamo alla Ministra dell’Università e della Ricerca di rivedere con urgenza l’assegnazione del FOE al CNR.
Un adeguamento è essenziale per garantire continuità scientifica, qualità della ricerca pubblica e un futuro per i giovani ricercatori e ricercatrici.
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Il problema
Il 4 luglio 2025 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il Decreto di assegnazione del Fondo Ordinario (FOE) per gli Enti pubblici di ricerca: al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), fanalino di coda tra tutti gli enti, spetta un aumento che rientra nell’ordine di frazione di punti percentuale (0.02%).
Dal sito del MUR: al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sono destinati 735.609.098 euro, rispetto ai 735.475.098 euro del 2024, con un incremento di 134.000 euro; a fronte di un’inflazione che nel 2024 si è attestata all’1 %, mentre per il 2025 è prevista intorno all’1,7 %.
Significa che il CNR riceve un aumento ben al di sotto della soglia minima necessaria per mantenere operativa e competitiva la sua attività scientifica.
In un contesto Europeo allargato, un confronto con alcuni grandi enti di ricerca mostra quanto segue:
• Max Planck Society (Germania) – Budget intorno ai 2,1 miliardi di € nel 2023, con un aumento garantito del +3% annuo assicurato dal governo federale tedesco e dai Länder
• Helmholtz Association (Germania) – Budget di circa 6 miliardi di € nel 2023, e anche questa organizzazione gode di una crescita dei finanziamenti pubblici stimata intorno al +3% annuo grazie al patto federale per la ricerca
• Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS, Francia) – Budget totale nell’ordine dei 3,7–4 miliardi di € (di cui ~75% da fondi statali), che ne fa la maggiore organizzazione di ricerca europea per dimensioni. A differenza dei casi tedeschi, il finanziamento del CNRS non prevede un aumento annuo predeterminato, e il suo budget è cresciuto solo moderatamente negli ultimi anni ma pur sempre in un range dell’1-3% annuo
• UK Research and Innovation (UKRI, Regno Unito) – Ha visto il suo budget complessivo salire da £7,8 miliardi a circa £8,9 miliardi tra il 2021–22 e il 2024–25, con un incremento cumulativo di circa +14% in tre anni (corrispondente ad aumenti fino a ~+8–9% annuo nei singoli esercizi).
Il confronto è implacabile: mentre in paesi come Germania e Regno Unito la ricerca cresce stabilmente, in Italia è del tutto insufficiente, mettendo a rischio operatività, ricambio generazionale e progressione di carriera.
Questa scelta rischia di compromettere il futuro della ricerca pubblica in Italia, bloccando la crescita del CNR e mettendo a rischio anche gli obiettivi del PNRR.
Chiediamo alla Ministra dell’Università e della Ricerca di rivedere con urgenza l’assegnazione del FOE al CNR.
Un adeguamento è essenziale per garantire continuità scientifica, qualità della ricerca pubblica e un futuro per i giovani ricercatori e ricercatrici.
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Petizione creata in data 7 luglio 2025