

Difendiamo la legge 55/2024 per l'educazione
Il problema

Raccolta firme nazionale a sostegno degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici e dei Pedagogisti
Negli ultimi mesi, alcune proposte legislative regionali stanno introducendo modelli di Pedagogia Scolastica che prevedono la presenza esclusiva del Pedagogista, escludendo gli Educatori Professionali Socio-Pedagogici.
Una scelta che ci preoccupa profondamente.
La Legge 15 aprile 2024, n. 55 ha finalmente riconosciuto due professioni autonome, entrambe essenziali per il sistema educativo italiano:
il Pedagogista;
l'Educatore Professionale Socio-Pedagogico.
Il Parlamento ha scelto di istituire due distinti albi professionali, riconoscendo la pari dignità delle due professioni e la loro complementarità.
Nessuna delle due può sostituire l'altra.
Il Pedagogista progetta, coordina, supervisiona, valuta e orienta i processi pedagogici.
L'Educatore Professionale Socio-Pedagogico realizza gli interventi educativi, accompagna le persone nei percorsi di crescita, costruisce relazioni educative e traduce i progetti in esperienze concrete.
L'educazione vive proprio nell'incontro tra queste due competenze.
Escludere una delle due figure significa impoverire la scuola, i servizi educativi, il welfare e le opportunità offerte ai cittadini.
Per questo chiediamo alle Istituzioni della Repubblica:
il pieno rispetto della Legge n. 55/2024;
il riconoscimento della pari dignità professionale di Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici;
il ritiro o la modifica di tutte le proposte normative che escludono una delle due professioni;
l'istituzione, nelle scuole italiane, di una Unità di Pedagogia Scolastica, composta da Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze;
l'apertura di un tavolo nazionale di confronto con il Governo, il Parlamento, il Ministero dell'Istruzione e del Merito, il Ministero della Giustizia, la Conferenza delle Regioni e le associazioni realmente rappresentative delle professioni educative.
Non difendiamo interessi di categoria.
Difendiamo un'idea di scuola.
Difendiamo il diritto degli studenti ad avere servizi educativi di qualità.
Difendiamo il valore della collaborazione tra professionisti.
Difendiamo il principio che l'educazione è una responsabilità condivisa.
L'Italia ha bisogno di più educazione, non di meno educatori.
L'Italia ha bisogno di più pedagogia, non di nuove divisioni.
Per queste ragioni invitiamo Educatori Professionali Socio-Pedagogici, Pedagogisti, docenti, dirigenti scolastici, studenti, famiglie, amministratori, associazioni e tutti i cittadini che credono nel valore dell'educazione a sottoscrivere questo appello.
L'educazione non si divide.
Le professioni educative si rispettano.
La Legge 55/2024 si applica integralmente.
Firma anche tu.
Difendiamo insieme il futuro dell'educazione italiana.
Promosso da APEI – Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani

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Il problema

Raccolta firme nazionale a sostegno degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici e dei Pedagogisti
Negli ultimi mesi, alcune proposte legislative regionali stanno introducendo modelli di Pedagogia Scolastica che prevedono la presenza esclusiva del Pedagogista, escludendo gli Educatori Professionali Socio-Pedagogici.
Una scelta che ci preoccupa profondamente.
La Legge 15 aprile 2024, n. 55 ha finalmente riconosciuto due professioni autonome, entrambe essenziali per il sistema educativo italiano:
il Pedagogista;
l'Educatore Professionale Socio-Pedagogico.
Il Parlamento ha scelto di istituire due distinti albi professionali, riconoscendo la pari dignità delle due professioni e la loro complementarità.
Nessuna delle due può sostituire l'altra.
Il Pedagogista progetta, coordina, supervisiona, valuta e orienta i processi pedagogici.
L'Educatore Professionale Socio-Pedagogico realizza gli interventi educativi, accompagna le persone nei percorsi di crescita, costruisce relazioni educative e traduce i progetti in esperienze concrete.
L'educazione vive proprio nell'incontro tra queste due competenze.
Escludere una delle due figure significa impoverire la scuola, i servizi educativi, il welfare e le opportunità offerte ai cittadini.
Per questo chiediamo alle Istituzioni della Repubblica:
il pieno rispetto della Legge n. 55/2024;
il riconoscimento della pari dignità professionale di Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici;
il ritiro o la modifica di tutte le proposte normative che escludono una delle due professioni;
l'istituzione, nelle scuole italiane, di una Unità di Pedagogia Scolastica, composta da Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze;
l'apertura di un tavolo nazionale di confronto con il Governo, il Parlamento, il Ministero dell'Istruzione e del Merito, il Ministero della Giustizia, la Conferenza delle Regioni e le associazioni realmente rappresentative delle professioni educative.
Non difendiamo interessi di categoria.
Difendiamo un'idea di scuola.
Difendiamo il diritto degli studenti ad avere servizi educativi di qualità.
Difendiamo il valore della collaborazione tra professionisti.
Difendiamo il principio che l'educazione è una responsabilità condivisa.
L'Italia ha bisogno di più educazione, non di meno educatori.
L'Italia ha bisogno di più pedagogia, non di nuove divisioni.
Per queste ragioni invitiamo Educatori Professionali Socio-Pedagogici, Pedagogisti, docenti, dirigenti scolastici, studenti, famiglie, amministratori, associazioni e tutti i cittadini che credono nel valore dell'educazione a sottoscrivere questo appello.
L'educazione non si divide.
Le professioni educative si rispettano.
La Legge 55/2024 si applica integralmente.
Firma anche tu.
Difendiamo insieme il futuro dell'educazione italiana.
Promosso da APEI – Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani

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Petizione creata in data 7 luglio 2026