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*Difendere la verità, non negarla: la realtà non si crea per decreto*
Siamo davvero al paradosso. In un Paese dove ogni giorno si invoca la “scienza” e il “diritto” per zittire chi dissente, oggi ci troviamo di fronte a una delle più gravi mistificazioni ideologiche del nostro tempo: la pretesa che la realtà biologica e antropologica della famiglia possa essere riscritta a colpi di sentenze, decreti o decisioni amministrative.
*La realtà è oggettiva, non è un’opinione né una costruzione culturale mutevole: **un bambino nasce da un uomo e una donna, e ogni famiglia ha origine da questa verità strutturale e universale.* La legge non può negare ciò che la natura stessa stabilisce, ma deve piuttosto riconoscerlo e regolarlo con saggezza e prudenza.
Quando il PD definisce la “famiglia naturale” come un’invenzione ideologica, dimostra di aver completamente smarrito il contatto con la realtà. È invece *ideologico* affermare che una bambina possa avere “due madri” solo perché una sentenza lo permette. I bambini non sono progetti politici, e *la loro identità non si costruisce per via legale*. Il diritto serve a tutelare ciò che è reale, non a sostituirlo con ciò che si vorrebbe fosse vero.
La Corte Costituzionale ha pronunciato una sentenza, ma *non ha il potere di cambiare la natura umana. Le sentenze possono regolamentare situazioni di fatto, ma **non possono creare il diritto di sostituire il padre con una “seconda madre”*, perché ciò equivale a privare un figlio della verità sulla propria origine. Questo non è progresso: è un abuso del diritto.
*Chi, come il Sindaco di Teramo, ha deciso di registrare due madri anagrafiche, ha agito sotto pressione ideologica, non per l’interesse del minore. Il benessere del bambino viene difeso dalla stabilità della verità, non dalla manipolazione affettiva e giuridica. Le madri, i padri, la famiglia naturale non sono simboli di un passato da superare: **sono la struttura della società*, quella che ha permesso a ognuno di noi di esistere e crescere.
Denunciare tutto questo non è odio, non è discriminazione: è *difendere ciò che è giusto, ciò che è vero, ciò che è umano. Lo facciamo **a nome di milioni di cittadini che ancora credono che la famiglia sia una realtà data, non inventata*, e che il diritto debba servire la verità, non cancellarla.
*La politica deve avere il coraggio di dire la verità anche quando non è popolare, e noi continueremo a farlo, con rispetto ma con fermezza. Perché **non c’è diritto più grande di quello di un bambino a conoscere e crescere con un padre e una madre. Chi oggi confonde l’identità affettiva con quella ontologica e biologica, **sta aprendo la strada a una società smarrita, fragile e fondata sul desiderio del più forte*.
Noi diciamo no a questa deriva. E continueremo a farlo, senza paura.
Condividi e fai firmare! Dobbiamo ribadire che la famiglia è un fatto naturale non una invenzione dei giudici