
Una recente decisione giudiziaria ha stabilito che anche la madre intenzionale – ovvero la seconda mamma in una coppia lesbica – ha diritto al congedo retribuito al 100% per maternità, alla pari di una madre naturale. Ciò significa che l’INPS e i datori di lavoro saranno ora obbligati a riconoscere un diritto che, fino ad oggi, spettava solo a chi è effettivamente madre biologica o adottiva secondo la legge.
Questa sentenza non rappresenta un semplice aggiornamento amministrativo: è l’ennesimo atto di demolizione della famiglia naturale, fondata sull’unione tra un uomo e una donna. Attraverso l’interpretazione giudiziaria e senza alcun dibattito democratico, si sta di fatto riscrivendo il diritto di famiglia, ignorando la Costituzione e bypassando il Parlamento.
Denunciamo con forza che il potere giudiziario non può arrogarsi il diritto di ridefinire la maternità e la genitorialità attraverso sentenze ideologiche. La giustizia non può diventare strumento di ingegneria sociale, a scapito dei bambini, del buon senso e dell’ordine naturale.