DIFENDIAMO LA CUCINA E LA MENSA DELL’OSPEDALE FRANCHINI DI MONTECCHIO EMILIA


DIFENDIAMO LA CUCINA E LA MENSA DELL’OSPEDALE FRANCHINI DI MONTECCHIO EMILIA
Il problema
Destinatari:
Direzione Generale AUSL di Reggio Emilia; Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS); Sindaco di Montecchio Emilia, parlamentari reggiani, consiglieri di maggioranza e opposizione.
Oggetto:
Richiesta di mantenimento del servizio mensa interno presso l’Ospedale Franchini di Montecchio e contrasto alla sostituzione con pasti veicolati o “cestini”.
La mensa interna dell’Ospedale Franchini di Montecchio non è un “servizio accessorio”: è un presidio concreto di benessere lavorativo, efficienza organizzativa e qualità dell’accoglienza. Ogni giorno consente a tanti operatori e lavoratori di svolgere una pausa pranzo dignitosa e rigenerante, indispensabile per affrontare turni impegnativi e riprendere le attività pomeridiane con lucidità, energia e sicurezza.
Secondo quanto annunciato nel progetto reso pubblico il 29/12/2025, dal 2 febbraio 2026 l’attuale servizio mensa interno rischia di essere superato; inoltre, dal 3 febbraio 2026 la Direzione Generale ha dichiarato l’intenzione di smantellare questa risorsa. La prospettiva di sostituire cucina e mensa con pasti veicolati o “cestini” non rappresenta un miglioramento: per chi lavora e per chi usufruisce dell’ospedale è un arretramento.
L’Azienda afferma di voler introdurre il “pasto personalizzato”: l’obiettivo di migliorare il servizio è condivisibile, ma non può diventare il pretesto per chiudere la cucina interna senza avere valutato e discusso soluzioni alternative che consentano di innovare mantenendo la produzione in sede.
Questa scelta non riguarda solo chi pranza in mensa. Riguarda l’idea stessa di sanità territoriale: ogni taglio ai servizi logistici è spesso un segnale che indebolisce, pezzo dopo pezzo, il presidio ospedaliero e la sua capacità di essere “vicino” alla comunità. Un ospedale vivo è fatto anche di servizi che lo rendono efficiente, umano e integrato nel territorio della Val d’Enza.
Per i lavoratori e le lavoratrici, la mensa interna significa:
tutela della salute e sicurezza: un pasto caldo e adeguato è parte del benessere psicofisico di chi affronta turni logoranti; sostituirlo con un sacchetto o con un pasto veicolato è percepito come degradante e demotivante;
efficienza operativa: una pausa rapida, certa e funzionale riduce stress e perdite di tempo, con ricadute positive sull’organizzazione dei servizi;
valorizzazione del personale: dopo anni di sacrifici, chiudere la mensa è un messaggio sbagliato verso chi garantisce ogni giorno la salute pubblica.
Per cittadini e utenti, mantenere cucina e mensa significa:
difendere il presidio: un ospedale completo è un ospedale più solido;
qualità del servizio: la produzione in loco tutela standard nutrizionali e organolettici migliori rispetto a pasti trasportati;
umanizzazione delle cure: un ospedale non è solo reparti e ambulatori, ma anche servizi che rendono l’esperienza più dignitosa e accogliente.
La mensa è anche uno spazio di relazione: crea coesione tra colleghi, facilita scambio di informazioni e collaborazione, e contribuisce a un clima lavorativo più inclusivo e produttivo. Diversi studi e report richiamano come i servizi di ristorazione interna possano incidere positivamente su produttività, benessere e organizzazione del lavoro: ignorare questo significa ignorare il valore delle persone.
Per queste ragioni chiediamo:
il mantenimento della cucina e della mensa interna presso l’Ospedale Franchini di Montecchio;
un confronto trasparente con rappresentanze sindacali, istituzioni locali e comunità, per migliorare il servizio senza indebolire il presidio.
Invitiamo a firmare questa petizione tutti i dipendenti dell’AUSL di Reggio Emilia (anche di sedi diverse) e tutti i cittadini che credono in una sanità territoriale forte, rispettosa del lavoro e vicina alle persone. Difendere la mensa dell’Ospedale Franchi di Montecchio significa difendere un modo più serio, umano ed efficiente di fare sanità pubblica.
Firma e fai firmare.
Scadenza raccolta firme: 28 febbraio 2026

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Il problema
Destinatari:
Direzione Generale AUSL di Reggio Emilia; Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS); Sindaco di Montecchio Emilia, parlamentari reggiani, consiglieri di maggioranza e opposizione.
Oggetto:
Richiesta di mantenimento del servizio mensa interno presso l’Ospedale Franchini di Montecchio e contrasto alla sostituzione con pasti veicolati o “cestini”.
La mensa interna dell’Ospedale Franchini di Montecchio non è un “servizio accessorio”: è un presidio concreto di benessere lavorativo, efficienza organizzativa e qualità dell’accoglienza. Ogni giorno consente a tanti operatori e lavoratori di svolgere una pausa pranzo dignitosa e rigenerante, indispensabile per affrontare turni impegnativi e riprendere le attività pomeridiane con lucidità, energia e sicurezza.
Secondo quanto annunciato nel progetto reso pubblico il 29/12/2025, dal 2 febbraio 2026 l’attuale servizio mensa interno rischia di essere superato; inoltre, dal 3 febbraio 2026 la Direzione Generale ha dichiarato l’intenzione di smantellare questa risorsa. La prospettiva di sostituire cucina e mensa con pasti veicolati o “cestini” non rappresenta un miglioramento: per chi lavora e per chi usufruisce dell’ospedale è un arretramento.
L’Azienda afferma di voler introdurre il “pasto personalizzato”: l’obiettivo di migliorare il servizio è condivisibile, ma non può diventare il pretesto per chiudere la cucina interna senza avere valutato e discusso soluzioni alternative che consentano di innovare mantenendo la produzione in sede.
Questa scelta non riguarda solo chi pranza in mensa. Riguarda l’idea stessa di sanità territoriale: ogni taglio ai servizi logistici è spesso un segnale che indebolisce, pezzo dopo pezzo, il presidio ospedaliero e la sua capacità di essere “vicino” alla comunità. Un ospedale vivo è fatto anche di servizi che lo rendono efficiente, umano e integrato nel territorio della Val d’Enza.
Per i lavoratori e le lavoratrici, la mensa interna significa:
tutela della salute e sicurezza: un pasto caldo e adeguato è parte del benessere psicofisico di chi affronta turni logoranti; sostituirlo con un sacchetto o con un pasto veicolato è percepito come degradante e demotivante;
efficienza operativa: una pausa rapida, certa e funzionale riduce stress e perdite di tempo, con ricadute positive sull’organizzazione dei servizi;
valorizzazione del personale: dopo anni di sacrifici, chiudere la mensa è un messaggio sbagliato verso chi garantisce ogni giorno la salute pubblica.
Per cittadini e utenti, mantenere cucina e mensa significa:
difendere il presidio: un ospedale completo è un ospedale più solido;
qualità del servizio: la produzione in loco tutela standard nutrizionali e organolettici migliori rispetto a pasti trasportati;
umanizzazione delle cure: un ospedale non è solo reparti e ambulatori, ma anche servizi che rendono l’esperienza più dignitosa e accogliente.
La mensa è anche uno spazio di relazione: crea coesione tra colleghi, facilita scambio di informazioni e collaborazione, e contribuisce a un clima lavorativo più inclusivo e produttivo. Diversi studi e report richiamano come i servizi di ristorazione interna possano incidere positivamente su produttività, benessere e organizzazione del lavoro: ignorare questo significa ignorare il valore delle persone.
Per queste ragioni chiediamo:
il mantenimento della cucina e della mensa interna presso l’Ospedale Franchini di Montecchio;
un confronto trasparente con rappresentanze sindacali, istituzioni locali e comunità, per migliorare il servizio senza indebolire il presidio.
Invitiamo a firmare questa petizione tutti i dipendenti dell’AUSL di Reggio Emilia (anche di sedi diverse) e tutti i cittadini che credono in una sanità territoriale forte, rispettosa del lavoro e vicina alle persone. Difendere la mensa dell’Ospedale Franchi di Montecchio significa difendere un modo più serio, umano ed efficiente di fare sanità pubblica.
Firma e fai firmare.
Scadenza raccolta firme: 28 febbraio 2026

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Petizione creata in data 19 gennaio 2026