Non abbiamo bisogno di un altro 25 novembre di parole vuote. Abbiamo bisogno di prevenzione


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Si avvicina la Giornata contro la violenza sulle donne.
E sappiamo già cosa accadrà: convegni fotocopia, frasi di circostanza, minuti di silenzio che durano lo spazio di un hashtag.
Poi tutto torna com’era, e la violenza riprende a scorrere nelle cronache.
Non abbiamo bisogno di un altro 25 novembre di parole vuote. Abbiamo bisogno di prevenzione. E la prevenzione si fa anche a scuola L’educazione affettiva e sessuale è tutela contro violenza, abusi e femminicidi.
Contrasta la cultura del possesso,
protegge le bambine e i bambini, e offre ai ragazzi gli strumenti per riconoscere il consenso, i confini, l’empatia.
È misura di sicurezza pubblica.
Cos’ha deciso l’emendamento Valditara :
divieto assoluto nella scuola dell'infanzia e nella primaria
-percorsi quasi impossibili alle superiori.
-cancellazione del lavoro di professionisti competenti. e di formazione per gli insegnanti
-introduzione del consenso obbligatorio dei genitori, che trasforma un tema educativo e preventivo in un campo minato ideologico.
È un impianto che non protegge, ma disarma.
Va eliminato il consenso obbligatorio dei genitori
Il consenso preventivo appare come una garanzia, ma nella pratica crea tre conseguenze gravissime:
1. Trasforma un diritto educativo in un optional ideologico
L’educazione alla relazione, al rispetto, al corpo e ai limiti non è un “tema sensibile” ma è competenza essenziale della scuola, come la sicurezza stradale, il digitale, la salute.
Se il diritto alla prevenzione diventa facoltativo, i ragazzi e le ragazze più fragili, e le bambine più fragili,rischiano di restarne esclusi.
2. Aumenta le disuguaglianze
Alcune famiglie, per convinzione o paura, rifiuteranno i percorsi.
Altre li accetteranno.
Risultato: una generazione divisa tra chi riceve strumenti per difendersi e chi resta totalmente scoperto.
3. Va contro gli standard europei
Nella maggior parte dei Paesi UE l’educazione affettiva e sessuale è curricolare, non subordinata al consenso dei genitori.
Non per sfiducia nelle famiglie, ma perché è più efficace, più sicura e più equa quando è stabile, integrata e garantita a tutti.
LA RICHIESTA della petizione :
- annullamento del divieto nella primaria e nella scuola dell'infanzia
- rimozione del consenso obbligatorio dei genitori, perché trasforma una tutela pubblica in un privilegio selettivo.
- ripristino di percorsi educativi strutturati con esperti competenti.
https://c.org/WQjGJBdZ84