450€ di rivalutazione subito. Difendiamo i nostri salari dalla “tassa” da inflazione.

Il problema

A tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola e degli altri settori

Difendiamo i nostri salari. No alla “tassa” da inflazione

 

Immaginate che dall’oggi al domani vi impongano una nuova tassa del valore di circa 300 euro al mese prelevata direttamente sul vostro salario: cosa fareste? Probabilmente vi arrabbiereste. La rabbia magari si trasformerebbe in mobilitazione contro un provvedimento chiaramente ingiusto. Bene: è esattamente quello che sta succedendo. 

Dal 2022 al 2024 i prezzi delle merci sono saliti in media del 17,3%. Un bene che costava 100 euro ora ne costa 117,3. È la cosiddetta inflazione. 

Il rinnovo contrattuale per il mondo della scuola prevede un aumento nominale medio del 6% pari a circa 150 euro lordi (quasi tutti già inseriti nell’attuale busta paga che aumenterebbe di pochi euro) a fronte, però, di una perdita media del potere d’acquisto di 450 euro (17,3%). La differenza di 300 euro equivale dunque a una enorme “imposta occulta" mensile che noi lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola, così come dell’intero pubblico impiego e del lavoro privato, stiamo di fatto già pagando. L'inflazione cresce ben più rapidamente di ogni millantato “incremento”, i nostri salari reali si sono di fatto significativamente ridotti.

Questo è solo l’ultimo atto, in ordine temporale, di una riduzione progressiva: dal 2010 al 2024 la crescita dei prezzi è stata, infatti, del 32,7% con una riduzione dei salari reali della scuola di oltre il 20%. Nel 2010 ci servivano 5,4 mensilità per comprare una Fiat Panda, oggi 8,8. 

L’inflazione ha ridotto il rapporto debito-Pil e ha aumentato le entrate fiscali nominali così come i profitti delle imprese e delle banche, ma per i salari le risorse non ci sono mai, mentre non mancano mai quando si tratta di salvare il mondo finanziario o investire in armamenti. 

Siamo ormai arrivati al limite. Insegnanti, ricercatori, operai e impiegati con questi salari non reggono più. Non affrontare in maniera adeguata la crescita dell'inflazione determina difficoltà a vivere in modo dignitoso o addirittura a sopravvivere. Chiediamo il recupero immediato del nostro potere d’acquisto, il “ritiro immediato” della tassa occulta che di fatto stiamo pagando. 

Lanciamo una raccolta firme nazionale che sostenga questo testo, ma anche una settimana di mobilitazione dal 31 marzo al 5 aprile. In quei giorni facciamo sentire il nostro dissenso con varie iniziative. Mobilitiamoci: organizziamo assemblee, facciamo rete, appendiamo striscioni, distribuiamo volantini nei nostri posti di lavoro. Chiediamo ai sindacati di non firmare contratti a perdere e di sostenere questa iniziativa. Noi partiamo dalla nostra scuola, ma con la speranza che tutti e tutte coloro che condividono la nostra stessa emergenza salariale convergano su questa iniziativa e diano forza a una possibile mobilitazione comune. È ora di dire basta: ridateci i nostri salari.

 

Promosso da oltre 120 lavoratori e le lavoratrici del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e Castelverde - Roma  che hanno di seguito sottoscritto:  

            

 

Abodi Francesco
Abradurhman Asiaali
Agostini Beatrice
Alessi Barbara
Andini Federica
Antonacci Francesca
Arato Claudia
Armeni Marisa
Asturi Marilyn
Avallone Chiara
Bruni Francesco
Bruzzese Gargia Claudia
Buongiorno Cosimo
Buratti  Fabrizio
Caccamo Matteo
Calabrese Alessio
Capra  Elisabetta
Carlone  Federico
Cataldi Antonio
Cerignoli Barbara
Cesarini Daniela
Ciavardini Valentina
Ciavardini Laura
Ciciriello Alessandra
Cinquegrana Ilenia
Cinto Roberta
Cioffi Luciana Fedora
Coco Gaetana
Colagiovanni Sandra
Confaloni Giuseppina
Consoli Francesca
Coquillat Frédérique 
Corradi Danilo
Corrati Antonio
Costa Marco
Cupitò  Mariella
Curci  Stefano
Curcio  Livia
D'Antonio Bianca Nicoletta
De Giorgio Stefano
De Michelis Yuri
Di Pace  Rita
Di Tolla Serena
Dito Maria Luisa
Errico Fabiana
Fadda  Maria Antonietta
Fantinelli Stefania
Fedora Cioffi Luciana
Ferrante Angela
Flamini Maria Cecilia
Fortunato Nicandro
Fosca  Antonella
Galeotti Veronica
Gaudio Concetta
Gelsomino Gianluca
Giammanco Corrado
Granato Federica
Grasso Giuseppe
Greco Luigi
Incitti Silvia
Introno Claudia
Iuliano Vincenzo Massimo
La Cesa Simone
La Fratta Roberta
Laganà Santa
Liberati Ilaria
Luca Federica
Luisi  Manuela
Magill David Kieron
Mancini Natalia
Mansueto Leonardo
Marandino Antonella
Marchitelli Manuela
Marchione lenia
Mariniello Tommaso
Marrelli Maria Luisa
Martorelli Ugo
Masi Anna  
Mattarocci Susanna
Mescia Leonardo
Miliucci Fabrizio
Montella Vincenzo  
Moro Veronica
Nicolò Sofia
Notargiacomo Moira
Ortiz Gomariz Saul
Pacelli Valerio
Palmesi Rossana
Palone Valerio
Pascucci Fiorella
Perna  Flavia
Piacca Lia
Pinna Pierfrancesca
Plantamura Annunziata
Prontera Anna Rita
Reale  Tiziana
Reder Rosa
Referza Alessandra
Rocco Maria
Rosini Roberta
Russo  Laura
Sabato Miriam
Sallustio Maria Antonietta
Santese Daniela
Santini Veleria
Satta Alessia
Savio Giancarlo
Severi Gianluca
Shatun Bogdan
Siclari Maria Luisa
Silva Mabel
Stirati Giulietta
Tagliaferri Ilaria
Tanzilli Marilena
Tarantino Claudia
Tomasone Giuseppina
Tortora Marina
Umbro Matteo
Valenti Alessia
Varesano Valentina
Virgilio  Stefano
Wannenes Francesca

avatar of the starter
Coordinamento AmaldiPromotore della petizione

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Il problema

A tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola e degli altri settori

Difendiamo i nostri salari. No alla “tassa” da inflazione

 

Immaginate che dall’oggi al domani vi impongano una nuova tassa del valore di circa 300 euro al mese prelevata direttamente sul vostro salario: cosa fareste? Probabilmente vi arrabbiereste. La rabbia magari si trasformerebbe in mobilitazione contro un provvedimento chiaramente ingiusto. Bene: è esattamente quello che sta succedendo. 

Dal 2022 al 2024 i prezzi delle merci sono saliti in media del 17,3%. Un bene che costava 100 euro ora ne costa 117,3. È la cosiddetta inflazione. 

Il rinnovo contrattuale per il mondo della scuola prevede un aumento nominale medio del 6% pari a circa 150 euro lordi (quasi tutti già inseriti nell’attuale busta paga che aumenterebbe di pochi euro) a fronte, però, di una perdita media del potere d’acquisto di 450 euro (17,3%). La differenza di 300 euro equivale dunque a una enorme “imposta occulta" mensile che noi lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola, così come dell’intero pubblico impiego e del lavoro privato, stiamo di fatto già pagando. L'inflazione cresce ben più rapidamente di ogni millantato “incremento”, i nostri salari reali si sono di fatto significativamente ridotti.

Questo è solo l’ultimo atto, in ordine temporale, di una riduzione progressiva: dal 2010 al 2024 la crescita dei prezzi è stata, infatti, del 32,7% con una riduzione dei salari reali della scuola di oltre il 20%. Nel 2010 ci servivano 5,4 mensilità per comprare una Fiat Panda, oggi 8,8. 

L’inflazione ha ridotto il rapporto debito-Pil e ha aumentato le entrate fiscali nominali così come i profitti delle imprese e delle banche, ma per i salari le risorse non ci sono mai, mentre non mancano mai quando si tratta di salvare il mondo finanziario o investire in armamenti. 

Siamo ormai arrivati al limite. Insegnanti, ricercatori, operai e impiegati con questi salari non reggono più. Non affrontare in maniera adeguata la crescita dell'inflazione determina difficoltà a vivere in modo dignitoso o addirittura a sopravvivere. Chiediamo il recupero immediato del nostro potere d’acquisto, il “ritiro immediato” della tassa occulta che di fatto stiamo pagando. 

Lanciamo una raccolta firme nazionale che sostenga questo testo, ma anche una settimana di mobilitazione dal 31 marzo al 5 aprile. In quei giorni facciamo sentire il nostro dissenso con varie iniziative. Mobilitiamoci: organizziamo assemblee, facciamo rete, appendiamo striscioni, distribuiamo volantini nei nostri posti di lavoro. Chiediamo ai sindacati di non firmare contratti a perdere e di sostenere questa iniziativa. Noi partiamo dalla nostra scuola, ma con la speranza che tutti e tutte coloro che condividono la nostra stessa emergenza salariale convergano su questa iniziativa e diano forza a una possibile mobilitazione comune. È ora di dire basta: ridateci i nostri salari.

 

Promosso da oltre 120 lavoratori e le lavoratrici del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e Castelverde - Roma  che hanno di seguito sottoscritto:  

            

 

Abodi Francesco
Abradurhman Asiaali
Agostini Beatrice
Alessi Barbara
Andini Federica
Antonacci Francesca
Arato Claudia
Armeni Marisa
Asturi Marilyn
Avallone Chiara
Bruni Francesco
Bruzzese Gargia Claudia
Buongiorno Cosimo
Buratti  Fabrizio
Caccamo Matteo
Calabrese Alessio
Capra  Elisabetta
Carlone  Federico
Cataldi Antonio
Cerignoli Barbara
Cesarini Daniela
Ciavardini Valentina
Ciavardini Laura
Ciciriello Alessandra
Cinquegrana Ilenia
Cinto Roberta
Cioffi Luciana Fedora
Coco Gaetana
Colagiovanni Sandra
Confaloni Giuseppina
Consoli Francesca
Coquillat Frédérique 
Corradi Danilo
Corrati Antonio
Costa Marco
Cupitò  Mariella
Curci  Stefano
Curcio  Livia
D'Antonio Bianca Nicoletta
De Giorgio Stefano
De Michelis Yuri
Di Pace  Rita
Di Tolla Serena
Dito Maria Luisa
Errico Fabiana
Fadda  Maria Antonietta
Fantinelli Stefania
Fedora Cioffi Luciana
Ferrante Angela
Flamini Maria Cecilia
Fortunato Nicandro
Fosca  Antonella
Galeotti Veronica
Gaudio Concetta
Gelsomino Gianluca
Giammanco Corrado
Granato Federica
Grasso Giuseppe
Greco Luigi
Incitti Silvia
Introno Claudia
Iuliano Vincenzo Massimo
La Cesa Simone
La Fratta Roberta
Laganà Santa
Liberati Ilaria
Luca Federica
Luisi  Manuela
Magill David Kieron
Mancini Natalia
Mansueto Leonardo
Marandino Antonella
Marchitelli Manuela
Marchione lenia
Mariniello Tommaso
Marrelli Maria Luisa
Martorelli Ugo
Masi Anna  
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Mescia Leonardo
Miliucci Fabrizio
Montella Vincenzo  
Moro Veronica
Nicolò Sofia
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Ortiz Gomariz Saul
Pacelli Valerio
Palmesi Rossana
Palone Valerio
Pascucci Fiorella
Perna  Flavia
Piacca Lia
Pinna Pierfrancesca
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Prontera Anna Rita
Reale  Tiziana
Reder Rosa
Referza Alessandra
Rocco Maria
Rosini Roberta
Russo  Laura
Sabato Miriam
Sallustio Maria Antonietta
Santese Daniela
Santini Veleria
Satta Alessia
Savio Giancarlo
Severi Gianluca
Shatun Bogdan
Siclari Maria Luisa
Silva Mabel
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I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
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