Diamo dignità (economica) a chi lavora nei seggi elettorali

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Il problema

IL PROBLEMA

Nel corso delle ultime elezioni (europee e amministrative) in diversi Comuni si è riscontrata la mancanza di personale all’interno dei seggi.

Ma perché tante persone si defilano? Dove sono giovani e disoccupatə, che dovrebbero – in teoria – essere più disponibili a svolgere un’attività che garantisce un piccolo guadagno? Ecco, forse la risposta sta proprio dentro questa questione: scrutatorə (e presidenti di seggio) sono pagatə troppo poco. 

Infatti, secondo quanto previsto dalla circolare n. 34/2024, che ha ricostruito i compensi spettanti ai/alle volontari/e che gestiscono le operazioni di voto dopo le recenti modifiche normative (che hanno determinato una piccola crescita dei compensi), nei seggi in cui si è votato solo per le Europee, a scrutatorə e segretariə sono spettati circa 110 euro, mentre ai/alle Presidenti sono stati corrisposti 138 euro, con una piccola maggiorazione nei Comuni dove si sono tenute anche le Amministrative.

I COMPENSI

Questi compensi sono netti, ma devono coprire 3-4 giorni di lavoro (dalla preparazione del seggio fino al completamento dello scrutinio) e hanno natura forfetaria (quale che sia la durata, non cambiano). Se proviamo a ipotizzare che il sabato si lavora dalla mattina (il seggio apre alle 15.00, ma bisogna preparare tutto) fino alle 23, la domenica dalle 7 (orario di apertura del seggio) fino alle 23, oltre alle ore necessarie per completare lo scrutinio, possiamo ipotizzare che un presidente di seggio o uno scrutatore non lavorino meno di 30 ore (anche se spesso si supera di tanto la soglia). Se proviamo a calcolare qual è il compenso orario nei casi ordinari, la conclusione è disarmante; un Presidente prende un compenso che ruota intorno ai 4.5 euro l’ora, e lə scrutatorə supera di poco i 3.5 euro. Si tratta di un esercizio solo teorico, perché, come detto, l’indennità è forfetaria (prescinde dalla durata dell’attività), e sono diversi i regimi fiscali. E si potrebbe certamente obiettare che è sbagliato sottovalutare il valore civico che riveste un’attività di questo tipo.

MENO DEL SALARIO MINIMO

Obiezioni deboli se si alza lo sguardo verso la miriade di proposte di legge sul “salario minimo”, che si sono sbizzarrite nel fissare a 9 o 10 lordi all’ora il compenso minimo per qualsiasi attività lavorativa, o se si tiene a mente quel lungo o ormai consolidato filone della giurisprudenza di Cassazione che ha sancito la violazione dell’art. 36 della Costituzione da parte di quei contratti collettivi che riconoscono compensi orari di 6/7 euro lordi l’ora. Uno scrutatore è pagato meno, molto meno delle soglie che la politica e la magistratura hanno identificato come limiti invalicabili della dignità del lavoro. È vero, quello dellə scrutatorə non è un lavoro in senso stretto: è una forma di partecipazione a un processo democratico di altissimo valore educativo. Ma questo valore andrebbe riconosciuto, da parte dello Stato, in termini concreti, dando dignità – anche economica – a chi collabora con le istituzioni.

Istituzioni a cui chiediamo: puó applicarsi un regime forfetario laddove debbano rispettarsi degli orari (7:00-23:00)? O forse il forfetario andrebbe utilizzato solo per il tempo dedicato allo spoglio e andrebbe garantito un minimo per il resto del tempo? Inoltre, è umanamente possibile mantenere una concentrazione alta per un minimo di 16-21 ore di fila? 

In che modo tutto questo garantisce la buona riuscita del processo elettorale?

Chiediamo risposte concrete, altrimenti ci sarebbero tutti i presupposti per lanciare uno sciopero del personale di seggio per le prossime elezioni.

Si ringrazia OPEN per l’articolo dell’8 giugno 2024 che ha ispirato questa petizione (https://www.open.online/2024/06/08/elezioni-compensi-scrutatori-presidente-salario-minimo/

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Rêve CollectifPromotore della petizione

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