Diabetici nelle forze armate e di polizia


Diabetici nelle forze armate e di polizia
Il problema
Ciao a tutti,
Con la presente, scrivo per esprimere la mia profonda delusione e preoccupazione in merito all'esclusione automatica delle persone con diabete mellito dai concorsi per allievi Carabinieri, come previsto nel decreto ministeriale 4 giugno 2014 –Direttiva Tecnica per l’applicazione dell’elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare.
Sono un giovane di ventuno anni, residente a Torino, affetto da diabete mellito di tipo 1 dall'età di sette anni. Sin da piccolo ho sempre sognato di entrare nell'Arma dei Carabinieri, spinto da un forte senso di giustizia e dal desiderio di servire il mio Paese e proteggere i suoi cittadini.
Tuttavia, mi sono scontrato con la dura realtà di un'esclusione automatica e ingiustificata, basata su un decreto obsoleto che non tiene conto dei progressi fatti nella cura e gestione del diabete negli ultimi anni.
Oggi, grazie alle moderne tecnologie e terapie, le persone con diabete possono condurre una vita sana e attiva, gestendo la propria condizione in modo efficace e responsabile. Numerose testimonianze dimostrano che il diabete non rappresenta un ostacolo per lo svolgimento di mansioni impegnative, come quelle richieste ai carabinieri.
Nel mio caso specifico, gestisco il diabete in modo ottimale grazie all'utilizzo di un sensore Dexcom G7 e di un microinfusore Tandem T:slim X2. Questi dispositivi innovativi mi permettono di monitorare costantemente i livelli di glicemia e di somministrare insulina in maniera automatica e precisa, 24 ore su 24.
Il sistema di monitoraggio continuo del Dexcom G7 mi fornisce letture glicemiche in tempo reale, permettendo al dispositivo di identificare tempestivamente eventuali picchi o cali di glicemia.
Il microinfusore Tandem T:slim X2, invece, eroga insulina in base alle mie esigenze individuali, adattandosi automaticamente alle variazioni glicemiche rilevate dal sensore.
Grazie a questa tecnologia all'avanguardia, riesco a mantenere la mia glicemia sotto controllo in modo costante, minimizzando e quasi annullando il rischio di ipoglicemie o iperglicemie.
È importante sottolineare che non sono l'unico in questa situazione. In molti altri Paesi, come la Spagna, i candidati con diabete non vengono esclusi a priori dai concorsi per le forze dell'ordine. Al contrario, vengono valutati individualmente sulla base di una valutazione medica completa che attesti la loro idoneità specifica al servizio.
Il diabete non ha mai ostacolato la mia capacità di svolgere le mie attività quotidiane o di raggiungere i miei obiettivi. Sono sicuro che, se mi venisse data l'opportunità, sarei in grado di svolgere il mio servizio come carabiniere con dedizione, professionalità e senza alcun problema legato alla mia condizione.
Oltre al mio impegno nella gestione del diabete, sono già attivamente al servizio della comunità come volontario in ambulanza nel 118. Svolgo regolarmente turni di 12 ore, anche in situazioni di elevato stress e fatica, senza mai aver avuto problemi glicemici che abbiano influenzato il mio lavoro. La mia condizione non ha mai causato ipoglicemie o iperglicemie durante le missioni di soccorso, dimostrando che non rappresenta un ostacolo al mio servizio.
L'esperienza in ambulanza mi ha permesso di sviluppare competenze preziose come il primo soccorso, la gestione di emergenze mediche e la capacità di lavorare in team in situazioni di tensione. Sono sicuro che queste abilità, combinate con la mia dedizione, il mio senso di responsabilità e la mia passione per la giustizia, mi renderebbero un carabiniere efficiente e affidabile.
Vorrei precisare che non sono l’unico ragazzo in Italia con questa storia; come me, ci sono un sacco di altri ragazzi che utilizzano questi dispositivi per la cura del diabete. Escluderci per delle disposizioni scritte anni e anni fa, non solo è ingiusto, ma anche discriminatorio.
Confido che anche l'Italia possa prendere esempio da queste realtà virtuose e rivedere i propri criteri di idoneità, valorizzando le competenze e le capacità di ogni individuo, indipendentemente dalla sua condizione diabetica e senza escludere automaticamente un candidato solo perché “diabetico”.
Escludere a priori le persone con diabete dai concorsi per allievi carabinieri non solo è ingiusto, ma rappresenta anche un'occasione mancata per l'istituzione di dotarsi di personale motivato, preparato e capace
Mi rivolgo a voi con il cuore in mano, sperando che possiate vedere oltre nostra condizione medica e riconoscere le persone che siamo. Il mio sogno di diventare un carabiniere non è solo un desiderio personale, ma una chiamata profonda che sento dentro di me, un impegno verso la giustizia e la protezione dei cittadini che non può essere misurato da un semplice valore glicemico.
Ogni giorno, mi sveglio con la determinazione di superare le sfide che il diabete mi pone davanti. Ogni giorno, dimostro a me stesso e agli altri che questa condizione non mi definisce, ma mi rende più forte, più resiliente e più consapevole delle mie capacità. Ho imparato a gestire il diabete con disciplina e precisione, qualità che sono essenziali per chiunque voglia servire nell’Arma dei Carabinieri.
Immaginate per un momento di essere nei miei panni: un giovane con un sogno ardente, che ha dedicato anni della sua vita a prepararsi per servire il proprio Paese, solo per essere fermato da una barriera burocratica che non riflette la realtà dei fatti. È una sensazione di impotenza e frustrazione che non auguro a nessuno. Ma nonostante tutto, non mi arrendo. Continuo a lottare, a sperare e a credere che un cambiamento sia possibile.
Vi chiedo di considerare non solo la mia condizione medica, ma anche il mio carattere, la mia dedizione e il mio impegno. Vi chiedo di vedere in me non solo un giovane con il diabete, ma un futuro carabiniere pronto a dare il meglio di sé per il bene della comunità. Vi chiedo di dare una possibilità a chi, come me, ha dimostrato di poter gestire la propria condizione in modo eccellente e di poter contribuire in modo significativo alla sicurezza e al benessere del nostro Paese.
Il mio sogno è quello di indossare la divisa dei Carabinieri, di servire con onore e di dimostrare che, con la giusta determinazione e le giuste tecnologie, nulla è impossibile. Vi prego di non lasciar morire questo sogno, ma di permettermi di dimostrare il mio valore sul campo, come ho fatto ogni giorno della mia vita.
Io chiedo di modificare il decreto ministeriale 4 giugno 2014 –Direttiva Tecnica per l’applicazione dell’elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare. Non escludete a priori i candidati diabetici solo per la presenza di questa patologia. Valutateli caso per caso, osservate le curve glicemiche, considerate le nostre terapie e poi decidete.
Ringraziandovi per l'attenzione, porgo i miei più distinti saluti.
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Il problema
Ciao a tutti,
Con la presente, scrivo per esprimere la mia profonda delusione e preoccupazione in merito all'esclusione automatica delle persone con diabete mellito dai concorsi per allievi Carabinieri, come previsto nel decreto ministeriale 4 giugno 2014 –Direttiva Tecnica per l’applicazione dell’elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare.
Sono un giovane di ventuno anni, residente a Torino, affetto da diabete mellito di tipo 1 dall'età di sette anni. Sin da piccolo ho sempre sognato di entrare nell'Arma dei Carabinieri, spinto da un forte senso di giustizia e dal desiderio di servire il mio Paese e proteggere i suoi cittadini.
Tuttavia, mi sono scontrato con la dura realtà di un'esclusione automatica e ingiustificata, basata su un decreto obsoleto che non tiene conto dei progressi fatti nella cura e gestione del diabete negli ultimi anni.
Oggi, grazie alle moderne tecnologie e terapie, le persone con diabete possono condurre una vita sana e attiva, gestendo la propria condizione in modo efficace e responsabile. Numerose testimonianze dimostrano che il diabete non rappresenta un ostacolo per lo svolgimento di mansioni impegnative, come quelle richieste ai carabinieri.
Nel mio caso specifico, gestisco il diabete in modo ottimale grazie all'utilizzo di un sensore Dexcom G7 e di un microinfusore Tandem T:slim X2. Questi dispositivi innovativi mi permettono di monitorare costantemente i livelli di glicemia e di somministrare insulina in maniera automatica e precisa, 24 ore su 24.
Il sistema di monitoraggio continuo del Dexcom G7 mi fornisce letture glicemiche in tempo reale, permettendo al dispositivo di identificare tempestivamente eventuali picchi o cali di glicemia.
Il microinfusore Tandem T:slim X2, invece, eroga insulina in base alle mie esigenze individuali, adattandosi automaticamente alle variazioni glicemiche rilevate dal sensore.
Grazie a questa tecnologia all'avanguardia, riesco a mantenere la mia glicemia sotto controllo in modo costante, minimizzando e quasi annullando il rischio di ipoglicemie o iperglicemie.
È importante sottolineare che non sono l'unico in questa situazione. In molti altri Paesi, come la Spagna, i candidati con diabete non vengono esclusi a priori dai concorsi per le forze dell'ordine. Al contrario, vengono valutati individualmente sulla base di una valutazione medica completa che attesti la loro idoneità specifica al servizio.
Il diabete non ha mai ostacolato la mia capacità di svolgere le mie attività quotidiane o di raggiungere i miei obiettivi. Sono sicuro che, se mi venisse data l'opportunità, sarei in grado di svolgere il mio servizio come carabiniere con dedizione, professionalità e senza alcun problema legato alla mia condizione.
Oltre al mio impegno nella gestione del diabete, sono già attivamente al servizio della comunità come volontario in ambulanza nel 118. Svolgo regolarmente turni di 12 ore, anche in situazioni di elevato stress e fatica, senza mai aver avuto problemi glicemici che abbiano influenzato il mio lavoro. La mia condizione non ha mai causato ipoglicemie o iperglicemie durante le missioni di soccorso, dimostrando che non rappresenta un ostacolo al mio servizio.
L'esperienza in ambulanza mi ha permesso di sviluppare competenze preziose come il primo soccorso, la gestione di emergenze mediche e la capacità di lavorare in team in situazioni di tensione. Sono sicuro che queste abilità, combinate con la mia dedizione, il mio senso di responsabilità e la mia passione per la giustizia, mi renderebbero un carabiniere efficiente e affidabile.
Vorrei precisare che non sono l’unico ragazzo in Italia con questa storia; come me, ci sono un sacco di altri ragazzi che utilizzano questi dispositivi per la cura del diabete. Escluderci per delle disposizioni scritte anni e anni fa, non solo è ingiusto, ma anche discriminatorio.
Confido che anche l'Italia possa prendere esempio da queste realtà virtuose e rivedere i propri criteri di idoneità, valorizzando le competenze e le capacità di ogni individuo, indipendentemente dalla sua condizione diabetica e senza escludere automaticamente un candidato solo perché “diabetico”.
Escludere a priori le persone con diabete dai concorsi per allievi carabinieri non solo è ingiusto, ma rappresenta anche un'occasione mancata per l'istituzione di dotarsi di personale motivato, preparato e capace
Mi rivolgo a voi con il cuore in mano, sperando che possiate vedere oltre nostra condizione medica e riconoscere le persone che siamo. Il mio sogno di diventare un carabiniere non è solo un desiderio personale, ma una chiamata profonda che sento dentro di me, un impegno verso la giustizia e la protezione dei cittadini che non può essere misurato da un semplice valore glicemico.
Ogni giorno, mi sveglio con la determinazione di superare le sfide che il diabete mi pone davanti. Ogni giorno, dimostro a me stesso e agli altri che questa condizione non mi definisce, ma mi rende più forte, più resiliente e più consapevole delle mie capacità. Ho imparato a gestire il diabete con disciplina e precisione, qualità che sono essenziali per chiunque voglia servire nell’Arma dei Carabinieri.
Immaginate per un momento di essere nei miei panni: un giovane con un sogno ardente, che ha dedicato anni della sua vita a prepararsi per servire il proprio Paese, solo per essere fermato da una barriera burocratica che non riflette la realtà dei fatti. È una sensazione di impotenza e frustrazione che non auguro a nessuno. Ma nonostante tutto, non mi arrendo. Continuo a lottare, a sperare e a credere che un cambiamento sia possibile.
Vi chiedo di considerare non solo la mia condizione medica, ma anche il mio carattere, la mia dedizione e il mio impegno. Vi chiedo di vedere in me non solo un giovane con il diabete, ma un futuro carabiniere pronto a dare il meglio di sé per il bene della comunità. Vi chiedo di dare una possibilità a chi, come me, ha dimostrato di poter gestire la propria condizione in modo eccellente e di poter contribuire in modo significativo alla sicurezza e al benessere del nostro Paese.
Il mio sogno è quello di indossare la divisa dei Carabinieri, di servire con onore e di dimostrare che, con la giusta determinazione e le giuste tecnologie, nulla è impossibile. Vi prego di non lasciar morire questo sogno, ma di permettermi di dimostrare il mio valore sul campo, come ho fatto ogni giorno della mia vita.
Io chiedo di modificare il decreto ministeriale 4 giugno 2014 –Direttiva Tecnica per l’applicazione dell’elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare. Non escludete a priori i candidati diabetici solo per la presenza di questa patologia. Valutateli caso per caso, osservate le curve glicemiche, considerate le nostre terapie e poi decidete.
Ringraziandovi per l'attenzione, porgo i miei più distinti saluti.
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I decisori
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Petizione creata in data 7 settembre 2024