

Amici miei, non scrivevo da un po’ perché ho passato settimane difficili.
Sono stato nuovamente al pronto soccorso per un’interazione di farmaci: non dormivo più da giorni, con pensieri e agitazione continui.
I medici mi hanno prescritto lo Xanax per riuscire almeno a riposare qualche ora.
Ma oggi, finalmente, c’è una notizia che mi ha fatto respirare di nuovo.
Dopo mesi di attesa, grazie al mio avvocato, siamo riusciti a recuperare la cartella clinica completa dal 1999 ad oggi: centinaia di pagine, un pezzo di vita intera.
Tra quei fogli c’era l’esame istologico mancante, quello senza il quale non potevo programmare l’intervento alla paratiroide. Mi hanno chiesto ben 300 euro per poterla avere, e sono rimasto sbalordito 14 cartelle cliniche.
E con esso… è arrivata anche la notizia che non avrei mai voluto leggere.
A Milano hanno scoperto che nella parte sinistra del collo, dove da bambino (avevo 13 anni) mi avevano già tolto le altre paratiroidi è rimasto tessuto paratiroideo residuo ancora funzionante.
Non solo, mi era stata lasciata una piccola parte di paratiroide a destra.
Negli anni quella piccola parte è cresciuta fino a diventare grande come una palla.
Il mio paratormone (PTH), che dovrebbe stare tra 1 e 17, è arrivato a 2001.
Significa che le ghiandole stanno distruggendo il calcio nelle ossa e rischiano di danneggiare anche il rene trapiantato e il cuore calcificandolo.
All’inizio si parlava di una speranza: un’ablazione sotto TAC, un intervento mini-invasivo per “spegnere” la paratiroide con onde radio.
Ma la presenza di quel tessuto rimasto ha reso tutto impossibile.
Ora dovranno riaprire completamente il collo, esplorare, rimuovere, ricostruire.
Ricordo ancora l’intervento di quando ero bambino: tre notti con il drenaggio al collo, il sangue, la paura.
Non avrei mai pensato di doverci passare di nuovo.
Eppure eccomi qui.
Con la paura… ma anche con la forza che mi date voi ogni giorno.
Oggi posso dire che grazie alle vostre donazioni sono finalmente in una nuova casa, pulita, senza muffa né scarafaggi, dove posso respirare.
Forse per molti è una cosa normale, ma per me dopo anni in un appartamento dichiarato inidoneo dall’ASP è una rinascita.
Se non fosse per voi, non sarei qui.
Non avrei potuto curarmi, né prepararmi per l’intervento a Milano.
Ogni euro che avete donato ha cambiato la mia vita, e lo vedrete presto con i vostri occhi.
Mi hanno già avvisato: Le Iene molto probabilmente torneranno a raccontare la mia storia, visto che ancora non ho una casa definitivamente mia e le istituzioni mi hanno ignorato ancora una volta.
Questa volta voglio che tutta Italia veda chi mi ha davvero salvato (voi) e chi mi ha completamente ignorato (le istituzioni).
Appena avrò la conferma ufficiale vi aggiornerò subito: sarà il modo più bello per ringraziarvi pubblicamente.
Ogni passo avanti lo sto facendo insieme a voi.
Non avrei mai pensato di dirlo, ma dopo tutto quello che ho passato… oggi posso dire che una casa e una speranza me le avete regalate voi.
E per chi non lo ha fatto e desidera aiutarmi il link della raccolta fondi è: https://www.gofundme.com/f/n2qus7-di-casa-si-muore
Vi voglio bene.
Alessandro 🫀