

Ciao a tutti,
ieri il Sindaco di Reggio Calabria è venuto a casa mia. Abbiamo parlato a lungo, con sincerità e rispetto.
Abbiamo bevuto un caffè, ma soprattutto abbiamo affrontato una ferita aperta che dura da troppi anni.
Il Sindaco ha raccontato questo incontro sui suoi canali social, ricordando che la mia casa popolare ad Arghillà fu occupata mentre ero in ospedale per un intervento.
Ha riconosciuto la complessità della mia situazione, la mia condizione di salute, e ha espresso la volontà di trovare “un posto dignitoso dove vivere con la mia famiglia e curarmi più serenamente”.
Le sue parole, il suo gesto, sono importanti.
Ma io so, e anche voi lo sapete che le parole non bastano, ma ho fiducia che manterrà la promessa e che innagureremo presto il nuovo alloggio.
Ho aperto questa petizione per chiedere una casa sicura, idonea, compatibile con la mia salute e con le relazioni ufficiali dell’ASP.
Non una promessa, non un’ipotesi. Ma un diritto.
E questo diritto è ancora sospeso.
Il Sindaco ha detto che la mia è solo una delle tante storie difficili. Ed è vero. Ma questa è la mia.
E questa petizione è diventata la voce anche di chi non può parlare, di chi è rimasto indietro, di chi ha vissuto in silenzio la stessa ingiustizia.
Io non mollo.
Perché grazie a voi, con oltre 53.500 firme, non sono più solo.
Vi terrò aggiornati su ogni passo.
Come molti ormai sapete a breve andrà in onda il servizio delle iene, vi darò conferma sul giorno preciso così tutti potete vedere la storia completa.
E come sempre, se credete che la dignità non debba dipendere dalla fortuna o dal silenzio,
firmate. Condividete. Restate con me.
– Alessandro Giordano