Delocalizzazione depositi Meridionale Petroli


Delocalizzazione depositi Meridionale Petroli
Il problema
Egregi Signori Candidati alla Presidenza della Regione Calabria, ma se permettete, abbandoniamo i formalismi e mantenendo tutto il rispetto che Vi si conviene, da calabrese a calabrese, dunque rinunciando anche alla terza persona, con cordialità risoluta, rivolgiamo a Voi un'esortazione che affianca quelle di cui siete già ampiamente e giustamente oggetto, ma il cui destino sta per decidersi. Percorrendo la strada che da Vibo città scende verso la marina o ancora meglio, quella che si presenta al viaggiatore di rientro verso il porto da una gita in motonave alle località vicine, la vista che si presenta Vi è sicuramente familiare e non smette di incantare neanche noi habitué.
Purtroppo, lo specchio di mare, delimitato da un lato dal verde degradante e per il resto dal centro abitato che si allunga fino ai moli che perimetrano il porto, accoglie il riflesso dei mostri che deturpano nel modo che più non si potrebbe, quello che da altre parti sarebbe stato il fulcro dello sviluppo economico dell'intero territorio. Scelte miopi hanno permesso la localizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli in un'area dove in altri liti, dai connotati anche meno accattivanti, si sarebbero realizzate altre strutture, attrattive e di completamento alla bellezza che già il luogo di per sé offriva. Oggi è l'opportunità di cambiare rotta, pur mantenendo la struttura, ma delocalizzandola poco distante, in un'area dalla vocazione industriale, si può restituire all'uomo quello che la natura gli ha donato e suoi simili hanno deturpato assegnando una strada diversa da quella certamente più proficua allo sviluppo economico e per questo azzerandolo. Nel rispetto dell'attuale offerta occupazionale che anzi potrebbe espandersi in situazioni migliorative, chiediamo che non si conceda all’azienda una nuova concessione ventennale che sarebbe la condanna a morte senza appello dell'intera città sotto il profilo turistico, ma una concessione triennale che consentirebbe che la struttura possa essere trasferita nei tempi necessari e sufficienti, essendo stata già individuata l'area idonea. Punto focale della nostra richiesta alla Regione è il suo contributo a che ciò possa avvenire, perché le esigenze occupazionali del territorio, quelle a più ampio respiro, che coinvolgono il turismo di cui già tutta la costa degli Dei è protagonista, lo richiedono. Le modalità potrebbero comprendere l'assorbimento di parte delle spese che un trasferimento del corpo industriale necessariamente comporta, facendo ricorso alle accise prodotte dall'attività industriale negli anni e versate all’Ente Regione. È il canto del cigno di una città a cui non manca l'attrattiva dei luoghi da cartolina, non manca l'operosità delle sue donne e dei suoi uomini più intraprendenti, non mancano la tenacia e il desiderio di riemergere. È un tassello fondamentale quello che attende di essere riempito, la volontà politica della sua gente.

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Il problema
Egregi Signori Candidati alla Presidenza della Regione Calabria, ma se permettete, abbandoniamo i formalismi e mantenendo tutto il rispetto che Vi si conviene, da calabrese a calabrese, dunque rinunciando anche alla terza persona, con cordialità risoluta, rivolgiamo a Voi un'esortazione che affianca quelle di cui siete già ampiamente e giustamente oggetto, ma il cui destino sta per decidersi. Percorrendo la strada che da Vibo città scende verso la marina o ancora meglio, quella che si presenta al viaggiatore di rientro verso il porto da una gita in motonave alle località vicine, la vista che si presenta Vi è sicuramente familiare e non smette di incantare neanche noi habitué.
Purtroppo, lo specchio di mare, delimitato da un lato dal verde degradante e per il resto dal centro abitato che si allunga fino ai moli che perimetrano il porto, accoglie il riflesso dei mostri che deturpano nel modo che più non si potrebbe, quello che da altre parti sarebbe stato il fulcro dello sviluppo economico dell'intero territorio. Scelte miopi hanno permesso la localizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli in un'area dove in altri liti, dai connotati anche meno accattivanti, si sarebbero realizzate altre strutture, attrattive e di completamento alla bellezza che già il luogo di per sé offriva. Oggi è l'opportunità di cambiare rotta, pur mantenendo la struttura, ma delocalizzandola poco distante, in un'area dalla vocazione industriale, si può restituire all'uomo quello che la natura gli ha donato e suoi simili hanno deturpato assegnando una strada diversa da quella certamente più proficua allo sviluppo economico e per questo azzerandolo. Nel rispetto dell'attuale offerta occupazionale che anzi potrebbe espandersi in situazioni migliorative, chiediamo che non si conceda all’azienda una nuova concessione ventennale che sarebbe la condanna a morte senza appello dell'intera città sotto il profilo turistico, ma una concessione triennale che consentirebbe che la struttura possa essere trasferita nei tempi necessari e sufficienti, essendo stata già individuata l'area idonea. Punto focale della nostra richiesta alla Regione è il suo contributo a che ciò possa avvenire, perché le esigenze occupazionali del territorio, quelle a più ampio respiro, che coinvolgono il turismo di cui già tutta la costa degli Dei è protagonista, lo richiedono. Le modalità potrebbero comprendere l'assorbimento di parte delle spese che un trasferimento del corpo industriale necessariamente comporta, facendo ricorso alle accise prodotte dall'attività industriale negli anni e versate all’Ente Regione. È il canto del cigno di una città a cui non manca l'attrattiva dei luoghi da cartolina, non manca l'operosità delle sue donne e dei suoi uomini più intraprendenti, non mancano la tenacia e il desiderio di riemergere. È un tassello fondamentale quello che attende di essere riempito, la volontà politica della sua gente.

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Petizione creata in data 29 agosto 2025