Dedagroup: interrompiamo le partnership con aziende complici del genocidio a Gaza.

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Il problema

Noi, dipendenti e collaboratori di Dedagroup, ci rivolgiamo alla direzione e al Consiglio di Amministrazione dell'azienda con una richiesta urgente: interrompere o sospendere tutte le relazioni commerciali con aziende che contribuiscono attivamente all'occupazione militare dei territori palestinesi e alle operazioni belliche a Gaza.


Il contesto
Il rapporto della Relatrice Speciale ONU Francesca Albanese, "Licence to Kill: Private Actors enabling the Israeli Military's Conduct in Gaza", documenta il ruolo di alcune grandi aziende tecnologiche nel sostenere le operazioni militari israeliane nei territori occupati. Tra queste figurano partner dichiarati di Dedagroup:

  • IBM, Platinum Partner di Dedagroup — citata nel rapporto per la gestione della banca dati biometrica israeliana (Population Registry), strumento di controllo della popolazione palestinese.
  • Microsoft, partner centrale dell'ecosistema Deda — citata per l'integrazione dei suoi sistemi nell'apparato militare e carcerario israeliano, e per il Progetto Nimbus.
  • Google Cloud (Alphabet) e AWS (Amazon), presenti nella pagina Alliances ufficiale di Deda — entrambe al centro del Progetto Nimbus, il contratto da 1,2 miliardi di dollari con il Ministero della Difesa israeliano.
  • NVIDIA, anch'essa partner ufficiale di Dedagroup, i cui processori sono ampiamente utilizzati nelle infrastrutture militari citate nel rapporto.

Non si tratta di accuse generiche: si tratta di relazioni commerciali documentate, che collocano queste aziende in una catena di responsabilità rispetto a operazioni militari che organizzazioni internazionali, giuristi e osservatori indipendenti definiscono crimini di guerra.


Perché chiediamo questo a Dedagroup
Viviamo in un'economia globale in cui le relazioni commerciali non sono neutre. Le aziende non sono semplici spettatori dei conflitti: attraverso le loro tecnologie, i loro contratti, i loro capitali, ne sono parte attiva — nel bene e nel male.
Dedagroup è un'azienda che mette al centro umanità, cura e responsabilità. Questi valori non possono essere limitati ai rapporti interni o alla comunicazione istituzionale: devono orientare anche le scelte strategiche, comprese quelle sui partner commerciali.
Una grande azienda ha un peso che le singole persone non hanno. Ha la capacità — e quindi la responsabilità — di inviare segnali concreti al mercato. Dismettere o sospendere partnership con aziende complici di violazioni del diritto internazionale non è un gesto simbolico: è un atto che conta.


Cosa chiediamo
Chiediamo a Dedagroup di:

  1. Avviare una revisione formale delle partnership con IBM, Microsoft, Google Cloud, Amazon Web Services e NVIDIA, alla luce delle evidenze documentate nel rapporto Albanese e in altre fonti internazionali.
  2. Rendere pubblica la propria posizione su questi temi, con trasparenza verso dipendenti, clienti e stakeholder.
  3. Sospendere o interrompere le relazioni commerciali con i partner che non si impegnano a cessare la fornitura di tecnologia e servizi alle forze armate israeliane per le operazioni nei territori occupati e a Gaza.
  4. Adottare una policy aziendale che vincoli le future partnership al rispetto del diritto internazionale umanitario e dei principi delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UN Guiding Principles on Business and Human Rights).

Chi lavora in questa azienda — e chi sceglie di sostenerla — lo fa anche perché crede che esistano imprese capaci di coniugare competenza e coscienza.
Questo è il momento di dimostrarlo.

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Maria Emanuela OddoPromotore della petizione

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