

DECORO URBANO E CORRETTA GESTIONE DELLE DEIEZIONI CANINE
Il problema
DECORO URBANO E LA GESTIONE CORRETTA DELLE DEIEZIONI CANINE, SIA SOLIDE CHE LIQUIDE
Siamo profondamente convinti che la convivenza civile e rispettosa tra cittadini e animali domestici sia possibile e positiva.
I cani fanno ormai parte delle nostre famiglie e arricchiscono la comunità. Tuttavia, è responsabilità imprescindibile dei proprietari degli animali garantire comportamenti rispettosi degli spazi pubblici condivisi e di senso civico verso tutta la cittadinanza.
Purtroppo, riscontriamo quotidianamente atteggiamenti incivili e di indifferenza da parte di alcuni proprietari di cani che:
· non raccolgono le deiezioni solide, lasciandole sui marciapiedi, nei parchi, nei parchetti gioco dei bambini e nelle aiuole, con grave disagio per i pedoni (in particolare bambini, anziani e persone con disabilità che possono calpestarle e scivolare a terra);
· permettono ai propri animali di urinare liberamente dappertutto: sui marciapiedi, muri degli immobili, facciate di abitazioni, portoni, vetrine di attività, gomme e carrozzerie delle macchine, fioriere, panchine, arredi urbani, lampioni, segnaletica, totem dei parcheggi, mastelli dei rifiuti esposti dai cittadini, etc. senza poi provvedere al lavaggio delle deiezioni liquide, con conseguenti odori sgradevoli, danni estetici e degrado delle strutture oltre che a compromettere indelebilmente il decoro urbano di una città turistica come la nostra.
· Lasciano i cani liberi senza guinzaglio, o con guinzagli lunghi diversi metri anche in contesto urbano e nei parchi non dedicati ai cani. Questo crea scompiglio tra le persone e bambini che hanno timore dei cani e crea pericoli per altri animali, con il rischio di aggressioni. Inoltre, i proprietari non controllano i cani durante l'espletamento delle deiezioni, che non vengono raccolte o sciacquate.
CRITICITA’ IGIENICO SANITARIE
E’ un dato certo che gli animali da affezione, soprattutto cani, negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale da creare una vera e propria numerosa “popolazione canina”. In Molise, da censimento dati ISTAT si evidenzia un aumento esponenziale di animali da affezione soprattutto cani:
· Al 31.12.2019 vi erano circa 57.000 cani microchippati su una popolazione residente che contava 300.516 abitanti
· Al 19.02.2023 vi erano circa 85.835 cani microchippati su una popolazione residente che contava 290.636 abitanti
· Al 27.01.2026 vi sono 96.340 cani microchippati (dati Ministero della salute) su una popolazione residente stimata di circa 287.700 abitanti
· A Termoli, al 31.12.2025 risultano registrati e microchippati alla ASL circa 4.000 cani su una popolazione di circa 31.774 abitanti
A questi numeri vanno aggiunti tutti i cani non ancora iscritti all’anagrafe canina e microchippati oltre ad alcuni randagi.
Vien da sé che con un numero così elevato di cani sul territorio le Amministrazioni comunali debbano mettere in atto azioni che consentano a tutta la cittadinanza di vivere in un ambiente sicuro, ordinato e pulito, prevedendo rimedi efficaci con controlli serrati e servizi di pubblica utilità per evitare che la situazione sfugga del tutto di mano.
Il problema delle deiezioni canine solide e liquide non raccolte e non lavate non si limita a un tema di decoro, ma comporta serie conseguenze sanitarie, ambientali ed economiche, aggravate dal contesto particolare della nostra città a vocazione turistica.
1. RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA
Le deiezioni canine, sia solide che liquide, contengono microrganismi e parassiti (come Toxocara canis, Giardia, E. coli, Salmonella) che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente. Ciò rappresenta un pericolo per tutta la cittadinanza, soprattutto per bambini, che giocano nei parchi e toccano il suolo con le mani oltre che per anziani e immunodepressi ma anche per tutti coloro che calpestandole le portano nelle proprie abitazioni, oltre che ai cani stessi.
2. INQUINAMENTO MARINO
Termoli, come molte altre città costiere, è dotata di una rete di acque bianche che convoglia le acque meteoriche e gli scarichi superficiali direttamente in mare. L’abbandono di escrementi solidi e liquidi, se non adeguatamente raccolti, comporta il loro inevitabile convogliamento nei tombini e successivamente in mare, con il rischio di contaminazione delle acque marine da batteri fecali. Tale fenomeno può compromettere la balneabilità, arrecare danni all’ecosistema e produrre ricadute negative sulla pesca e sul turismo balneare.
3. AGGRAVANTE STAGIONALE E TURISTICA
Nei mesi estivi Termoli vede triplicare la propria popolazione a causa dell’arrivo dei turisti, molti dei quali viaggiano con i propri cani, spesso con un rapporto di un cane ogni due persone, ormai considerati parte integrante delle famiglie. Ciò moltiplica il rischio di abbandono delle deiezioni sul territorio.
Se si considera che durante l’anno, con un notevole picco nella stagione estiva, arrivano in città oltre 100.000 turisti, è ragionevole prevedere che con loro giungano anche circa 50.000 cani, che si aggiungono a quelli dei residenti. Questi animali defecano e urinano mediamente tre volte al giorno sul territorio cittadino; è evidente quindi che, se la situazione non viene gestita correttamente, possa diventare incontrollabile e configurarsi come una vera emergenza sanitaria.
Le alte temperature favoriscono la decomposizione degli escrementi, producendo odori sgradevoli e nauseabondi e accelerando la proliferazione batterica, con un conseguente peggioramento della qualità della vita e un danno all’immagine turistica della città. È inconcepibile passeggiare per le vie del centro o del borgo antico, consumare pasti all’esterno dei ristoranti o permettere ai bambini di giocare nei giardini pubblici, dovendo sopportare l’odore nauseante di urina ed escrementi. È tuttavia evidente che anche i turisti debbano fare la loro parte, rispettando le regole e dimostrando rispetto per la città che li ospita.
4. ASPETTO ESTETICO ED ECONOMICO
Le urine canine provocano la corrosione di muri, portoni e arredi urbani, determinando costi di manutenzione aggiuntivi a carico sia della collettività sia dei privati. Marciapiedi, fioriere, arredi urbani, spazi verdi e aree gioco per bambini, sia nel centro cittadino sia nelle periferie, perdono la loro funzione estetica, decorativa e ricreativa, trasformandosi di fatto in latrine per cani e generando degrado.
I nuovi arredi, le panchine e le fioriere del Corso Nazionale, così come i lampioni corrosi e le aiuole di Piazza Monumento, che dovrebbe rappresentare il “salotto” della città, sono sotto gli occhi di tutti. In brevissimo tempo tali spazi sono divenuti luoghi abituali per i bisogni degli animali, al punto da rendere difficile persino sedersi sulle panchine a causa della sporcizia e dei cattivi odori. La stessa situazione si riscontra in Piazza Monumento, dove quotidianamente giocano i bambini e dove è presente una scuola. Analoga condizione interessa gli spazi verdi all’ingresso del borgo e il Belvedere dei Fotografi, ormai utilizzati come aree per i bisogni dei cani, spesso senza che le deiezioni vengano raccolte. Un ambiente trascurato e degradato riduce l’attrattiva commerciale e turistica della città, con evidenti ricadute negative sull’economia locale.
La normativa sulle deiezioni liquide canine in Italia è principalmente demandata ai regolamenti e/o ordinanze comunali, ma la linea generale prevede l'obbligo di pulizia immediata delle urine su aree pubbliche (marciapiedi, muri, portoni, vetrine, arredi urbani e privati, mezzi di locomozione in sosta, ecc.) diluendole con acqua (generalmente in bottiglia) per evitare danni e disagio alla cittadinanza, pena sanzioni amministrative che variano localmente (da varie decine a centinaia di euro). Queste normative che obbligano a usare una bottiglia d’acqua per la pipì del cane, confermate anche dalla Cassazione con sentenza n. 7082/2015, si innestano, oltre che su un contesto di igiene pubblica e rispettosa convivenza civile, su quanto disposto dal Codice Penale che, all’articolo 639, contempla il reato di “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”.
PROPOSTE DI INTERVENTO
Fermo restando che gli animali hanno il sacro santo diritto di espletare le loro funzioni fisiologiche, altrettanto, i proprietari degli stessi hanno l’obbligo e la responsabilità imprescindibili di pulire i luoghi lordati dai propri cani. Per affrontare il problema in modo concreto e risolutivo, proponiamo all’Amministrazione Comunale di:
1. Emettere immediatamente una ORDINANZA SPECIFICA, che introduca l’obbligo di portare con sé una bottiglietta d’acqua ed utilizzarla per diluire le urine dei cani, come adottato in parecchi comuni d’Italia a vocazione turistica con campagne di sensibilizzazione e controlli. Qui se ne possono trovare alcune dalle quali prendere spunto: https://pochepet.com/obbligo-di-lavare-la-pipi-del-cane-normative-comunali/
2. Intensificare immediatamente e in modo permanente i controlli, sia in centro che in periferia, da parte della Polizia Locale e/o delle Guardie Ambientali/Zoologiche sui proprietari/dog-sitter che detengono e portano a passeggio i cani, compresi i turisti, i quali devono essere provvisti di attrezzatura idonea alla raccolta e pulizia delle deiezioni canine liquide e solide (sacchetti, palette e acqua in bottiglia, borracce etc. ) con sanzioni efficaci per i trasgressori.
3. Tenere sempre i cani al guinzaglio, non più lungo di 1.5 mt. come da normativa vigente.
4. Installare cartellonistica chiara e diffusa sia in centro che in periferia con richiami al rispetto delle regole e alle relative multe.
5. Collocare distributori di sacchetti e cestini dedicati per la raccolta delle deiezioni nelle aree più frequentate sia in centro che in periferia. E ’inconcepibile e poco igienico che in quei pochi cestini gettacarte presenti o sopra le ceneriere, dove mettono le mani anche i bambini, si trovino sacchetti di deiezioni in bella vista.
6. Avviare una campagna informativa e di comunicazione e sensibilizzazione permanente con affissione di manifesti in tutta la città e periferia, oltre che azioni di sensibilizzazione nelle scuole, per promuovere senso civico e responsabilità dei proprietari e detentori dei cani.
7. Individuare e realizzare aree canine attrezzate in diversi punti della città, per una gestione corretta degli animali senza compromettere il decoro urbano, e soprattutto mantenerle pulite quotidianamente.
8. Attivare da subito, anche in previsione della procedura in corso per l’“affidamento del servizio di raccolta integrata dei rifiuti solidi urbani e di igiene urbana”, il lavaggio delle strade, in particolare dei marciapiedi, con cadenza mensile durante l’anno e almeno quindicinale nel periodo estivo, considerato che attualmente versano in uno stato pietoso, essendo ridotti a un campo minato pieno di deiezioni che alcuni proprietari incivili abbandono ogni giorno.
9. Bandire i soffiatori che sono rumorosi e inutili e spostano solamente la sporcizia da una parte all’altra senza essere mai raccolta e ripristinare lo storico “spazzino di quartiere” che provveda quotidianamente allo spazzamento dei marciapiedi e delle strade di tutta la città.
CONCLUSIONE
Il rispetto per gli animali è fondamentale, ma altrettanto imprescindibile è il rispetto per tutti i cittadini e per la nostra città.
La nostra richiesta non vuole penalizzare chi ama i propri animali, ma promuovere una città più pulita, salubre, accogliente e vivibile per tutti: residenti, turisti e attività economiche
Confidiamo nella sensibilità e nell'impegno di questa Amministrazione a sostegno di questa causa di civiltà.
Con osservanza,
I cittadini firmatari.

161
Il problema
DECORO URBANO E LA GESTIONE CORRETTA DELLE DEIEZIONI CANINE, SIA SOLIDE CHE LIQUIDE
Siamo profondamente convinti che la convivenza civile e rispettosa tra cittadini e animali domestici sia possibile e positiva.
I cani fanno ormai parte delle nostre famiglie e arricchiscono la comunità. Tuttavia, è responsabilità imprescindibile dei proprietari degli animali garantire comportamenti rispettosi degli spazi pubblici condivisi e di senso civico verso tutta la cittadinanza.
Purtroppo, riscontriamo quotidianamente atteggiamenti incivili e di indifferenza da parte di alcuni proprietari di cani che:
· non raccolgono le deiezioni solide, lasciandole sui marciapiedi, nei parchi, nei parchetti gioco dei bambini e nelle aiuole, con grave disagio per i pedoni (in particolare bambini, anziani e persone con disabilità che possono calpestarle e scivolare a terra);
· permettono ai propri animali di urinare liberamente dappertutto: sui marciapiedi, muri degli immobili, facciate di abitazioni, portoni, vetrine di attività, gomme e carrozzerie delle macchine, fioriere, panchine, arredi urbani, lampioni, segnaletica, totem dei parcheggi, mastelli dei rifiuti esposti dai cittadini, etc. senza poi provvedere al lavaggio delle deiezioni liquide, con conseguenti odori sgradevoli, danni estetici e degrado delle strutture oltre che a compromettere indelebilmente il decoro urbano di una città turistica come la nostra.
· Lasciano i cani liberi senza guinzaglio, o con guinzagli lunghi diversi metri anche in contesto urbano e nei parchi non dedicati ai cani. Questo crea scompiglio tra le persone e bambini che hanno timore dei cani e crea pericoli per altri animali, con il rischio di aggressioni. Inoltre, i proprietari non controllano i cani durante l'espletamento delle deiezioni, che non vengono raccolte o sciacquate.
CRITICITA’ IGIENICO SANITARIE
E’ un dato certo che gli animali da affezione, soprattutto cani, negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale da creare una vera e propria numerosa “popolazione canina”. In Molise, da censimento dati ISTAT si evidenzia un aumento esponenziale di animali da affezione soprattutto cani:
· Al 31.12.2019 vi erano circa 57.000 cani microchippati su una popolazione residente che contava 300.516 abitanti
· Al 19.02.2023 vi erano circa 85.835 cani microchippati su una popolazione residente che contava 290.636 abitanti
· Al 27.01.2026 vi sono 96.340 cani microchippati (dati Ministero della salute) su una popolazione residente stimata di circa 287.700 abitanti
· A Termoli, al 31.12.2025 risultano registrati e microchippati alla ASL circa 4.000 cani su una popolazione di circa 31.774 abitanti
A questi numeri vanno aggiunti tutti i cani non ancora iscritti all’anagrafe canina e microchippati oltre ad alcuni randagi.
Vien da sé che con un numero così elevato di cani sul territorio le Amministrazioni comunali debbano mettere in atto azioni che consentano a tutta la cittadinanza di vivere in un ambiente sicuro, ordinato e pulito, prevedendo rimedi efficaci con controlli serrati e servizi di pubblica utilità per evitare che la situazione sfugga del tutto di mano.
Il problema delle deiezioni canine solide e liquide non raccolte e non lavate non si limita a un tema di decoro, ma comporta serie conseguenze sanitarie, ambientali ed economiche, aggravate dal contesto particolare della nostra città a vocazione turistica.
1. RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA
Le deiezioni canine, sia solide che liquide, contengono microrganismi e parassiti (come Toxocara canis, Giardia, E. coli, Salmonella) che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente. Ciò rappresenta un pericolo per tutta la cittadinanza, soprattutto per bambini, che giocano nei parchi e toccano il suolo con le mani oltre che per anziani e immunodepressi ma anche per tutti coloro che calpestandole le portano nelle proprie abitazioni, oltre che ai cani stessi.
2. INQUINAMENTO MARINO
Termoli, come molte altre città costiere, è dotata di una rete di acque bianche che convoglia le acque meteoriche e gli scarichi superficiali direttamente in mare. L’abbandono di escrementi solidi e liquidi, se non adeguatamente raccolti, comporta il loro inevitabile convogliamento nei tombini e successivamente in mare, con il rischio di contaminazione delle acque marine da batteri fecali. Tale fenomeno può compromettere la balneabilità, arrecare danni all’ecosistema e produrre ricadute negative sulla pesca e sul turismo balneare.
3. AGGRAVANTE STAGIONALE E TURISTICA
Nei mesi estivi Termoli vede triplicare la propria popolazione a causa dell’arrivo dei turisti, molti dei quali viaggiano con i propri cani, spesso con un rapporto di un cane ogni due persone, ormai considerati parte integrante delle famiglie. Ciò moltiplica il rischio di abbandono delle deiezioni sul territorio.
Se si considera che durante l’anno, con un notevole picco nella stagione estiva, arrivano in città oltre 100.000 turisti, è ragionevole prevedere che con loro giungano anche circa 50.000 cani, che si aggiungono a quelli dei residenti. Questi animali defecano e urinano mediamente tre volte al giorno sul territorio cittadino; è evidente quindi che, se la situazione non viene gestita correttamente, possa diventare incontrollabile e configurarsi come una vera emergenza sanitaria.
Le alte temperature favoriscono la decomposizione degli escrementi, producendo odori sgradevoli e nauseabondi e accelerando la proliferazione batterica, con un conseguente peggioramento della qualità della vita e un danno all’immagine turistica della città. È inconcepibile passeggiare per le vie del centro o del borgo antico, consumare pasti all’esterno dei ristoranti o permettere ai bambini di giocare nei giardini pubblici, dovendo sopportare l’odore nauseante di urina ed escrementi. È tuttavia evidente che anche i turisti debbano fare la loro parte, rispettando le regole e dimostrando rispetto per la città che li ospita.
4. ASPETTO ESTETICO ED ECONOMICO
Le urine canine provocano la corrosione di muri, portoni e arredi urbani, determinando costi di manutenzione aggiuntivi a carico sia della collettività sia dei privati. Marciapiedi, fioriere, arredi urbani, spazi verdi e aree gioco per bambini, sia nel centro cittadino sia nelle periferie, perdono la loro funzione estetica, decorativa e ricreativa, trasformandosi di fatto in latrine per cani e generando degrado.
I nuovi arredi, le panchine e le fioriere del Corso Nazionale, così come i lampioni corrosi e le aiuole di Piazza Monumento, che dovrebbe rappresentare il “salotto” della città, sono sotto gli occhi di tutti. In brevissimo tempo tali spazi sono divenuti luoghi abituali per i bisogni degli animali, al punto da rendere difficile persino sedersi sulle panchine a causa della sporcizia e dei cattivi odori. La stessa situazione si riscontra in Piazza Monumento, dove quotidianamente giocano i bambini e dove è presente una scuola. Analoga condizione interessa gli spazi verdi all’ingresso del borgo e il Belvedere dei Fotografi, ormai utilizzati come aree per i bisogni dei cani, spesso senza che le deiezioni vengano raccolte. Un ambiente trascurato e degradato riduce l’attrattiva commerciale e turistica della città, con evidenti ricadute negative sull’economia locale.
La normativa sulle deiezioni liquide canine in Italia è principalmente demandata ai regolamenti e/o ordinanze comunali, ma la linea generale prevede l'obbligo di pulizia immediata delle urine su aree pubbliche (marciapiedi, muri, portoni, vetrine, arredi urbani e privati, mezzi di locomozione in sosta, ecc.) diluendole con acqua (generalmente in bottiglia) per evitare danni e disagio alla cittadinanza, pena sanzioni amministrative che variano localmente (da varie decine a centinaia di euro). Queste normative che obbligano a usare una bottiglia d’acqua per la pipì del cane, confermate anche dalla Cassazione con sentenza n. 7082/2015, si innestano, oltre che su un contesto di igiene pubblica e rispettosa convivenza civile, su quanto disposto dal Codice Penale che, all’articolo 639, contempla il reato di “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”.
PROPOSTE DI INTERVENTO
Fermo restando che gli animali hanno il sacro santo diritto di espletare le loro funzioni fisiologiche, altrettanto, i proprietari degli stessi hanno l’obbligo e la responsabilità imprescindibili di pulire i luoghi lordati dai propri cani. Per affrontare il problema in modo concreto e risolutivo, proponiamo all’Amministrazione Comunale di:
1. Emettere immediatamente una ORDINANZA SPECIFICA, che introduca l’obbligo di portare con sé una bottiglietta d’acqua ed utilizzarla per diluire le urine dei cani, come adottato in parecchi comuni d’Italia a vocazione turistica con campagne di sensibilizzazione e controlli. Qui se ne possono trovare alcune dalle quali prendere spunto: https://pochepet.com/obbligo-di-lavare-la-pipi-del-cane-normative-comunali/
2. Intensificare immediatamente e in modo permanente i controlli, sia in centro che in periferia, da parte della Polizia Locale e/o delle Guardie Ambientali/Zoologiche sui proprietari/dog-sitter che detengono e portano a passeggio i cani, compresi i turisti, i quali devono essere provvisti di attrezzatura idonea alla raccolta e pulizia delle deiezioni canine liquide e solide (sacchetti, palette e acqua in bottiglia, borracce etc. ) con sanzioni efficaci per i trasgressori.
3. Tenere sempre i cani al guinzaglio, non più lungo di 1.5 mt. come da normativa vigente.
4. Installare cartellonistica chiara e diffusa sia in centro che in periferia con richiami al rispetto delle regole e alle relative multe.
5. Collocare distributori di sacchetti e cestini dedicati per la raccolta delle deiezioni nelle aree più frequentate sia in centro che in periferia. E ’inconcepibile e poco igienico che in quei pochi cestini gettacarte presenti o sopra le ceneriere, dove mettono le mani anche i bambini, si trovino sacchetti di deiezioni in bella vista.
6. Avviare una campagna informativa e di comunicazione e sensibilizzazione permanente con affissione di manifesti in tutta la città e periferia, oltre che azioni di sensibilizzazione nelle scuole, per promuovere senso civico e responsabilità dei proprietari e detentori dei cani.
7. Individuare e realizzare aree canine attrezzate in diversi punti della città, per una gestione corretta degli animali senza compromettere il decoro urbano, e soprattutto mantenerle pulite quotidianamente.
8. Attivare da subito, anche in previsione della procedura in corso per l’“affidamento del servizio di raccolta integrata dei rifiuti solidi urbani e di igiene urbana”, il lavaggio delle strade, in particolare dei marciapiedi, con cadenza mensile durante l’anno e almeno quindicinale nel periodo estivo, considerato che attualmente versano in uno stato pietoso, essendo ridotti a un campo minato pieno di deiezioni che alcuni proprietari incivili abbandono ogni giorno.
9. Bandire i soffiatori che sono rumorosi e inutili e spostano solamente la sporcizia da una parte all’altra senza essere mai raccolta e ripristinare lo storico “spazzino di quartiere” che provveda quotidianamente allo spazzamento dei marciapiedi e delle strade di tutta la città.
CONCLUSIONE
Il rispetto per gli animali è fondamentale, ma altrettanto imprescindibile è il rispetto per tutti i cittadini e per la nostra città.
La nostra richiesta non vuole penalizzare chi ama i propri animali, ma promuovere una città più pulita, salubre, accogliente e vivibile per tutti: residenti, turisti e attività economiche
Confidiamo nella sensibilità e nell'impegno di questa Amministrazione a sostegno di questa causa di civiltà.
Con osservanza,
I cittadini firmatari.

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 26 gennaio 2026