NIENTE PASSI FALSI! LAVORO PACE SVILUPPO


NIENTE PASSI FALSI! LAVORO PACE SVILUPPO
Il problema
L'Italia non è sotto attacco della Russia, ma della sua stessa classe dirigente. Sotto attacco della speculazione finanziaria, che dispone a Roma di un governo amico che la agevola in tutti i modi.
Il COVID (prima) e la guerra (poi) sono state palle prese al balzo per procedere al
saccheggio dell'Italia, che è ancora tra i paesi più ricchi per risparmio privato e per
proprietà immobiliari.
Col Covid hanno finito di indebitarci, con la guerra passeranno alla 'riscossione coattiva'.
Siamo ad un passo da una caduta che comincia con la de-industrializzazione
del Paese e che nessuno sa dove possa trovare un fondo.
Tra i 43 paesi ufficialmente coinvolti nella coalizione antirussa, siamo quello che
già paga il prezzo più alto e ancor di più pagherà se non stabiliamo al più presto
e con chiarezza un limite al coinvolgimento italiano.
Come si può concepire il senso di una alleanza tra ‘pari’ dove si mette in conto
che l’Italia perda tutto, mentre altri hanno quasi solo guadagni?
Qualunque cosa si pensi circa la guerra in Ucraina, non possiamo permetterci di
diventare l’agnello sacrificale dell’Occidente.
La legittimità dei governi si dispiega nei limiti della difesa dell’interesse nazionale
e questa legittimità non contempla in alcun modo la possibilità di ledere consapevolmente gli interessi dei rispettivi popoli, nemmeno in nome dei più alti ideali o dei più nobili fini, ammesso e non concesso che in guerra ve ne possano essere.
L’Italia può essere orgogliosa della solidarietà con qualunque popolo ferito, ma rivendichiamo la Costituzione come nostra unica barricata: fuori l’Italia dalla guerra!
Siamo convinti, soprattutto, che un tracollo dell’Italia non possa giovare in alcun modo alla causa democratica in patria o nel resto del mondo.
Condividiamo perciò il presente appello con ogni cittadina o cittadino e lo rivolgiamo ad ogni singola persona partecipi a rappresentanze istituzionali italiane di ogni livello e grado.
Noi cittadini chiediamo:
- Che la priorità assoluta del Governo italiano sia la de-escalation e cessi l’invio di ulteriori armamenti all’Ucraina o ad altre nazioni impegnate in conflitti armati.
- Che qualsiasi decisione di politica estera sia strettamente commisurata e non vada oltre le effettive capacità del tessuto economico-sociale e dunque la tenuta del Paese stesso.
- Che il Governo inizi lavorare per una soluzione diplomatica del conflitto e quindi a negoziare per la riduzione delle sanzioni e non per il loro aggravio, specialmente in ambito di energia e materie prime vitali per l’industria e l’agricoltura.
- Che qualsiasi partecipazione ad alleanze politiche o militari con altri stati, presupponga la condivisione paritaria dei cosiddetti “sacrifici”.
Fuori l’Italia dalla guerra.
Lavoro Pace Sviluppo

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Il problema
L'Italia non è sotto attacco della Russia, ma della sua stessa classe dirigente. Sotto attacco della speculazione finanziaria, che dispone a Roma di un governo amico che la agevola in tutti i modi.
Il COVID (prima) e la guerra (poi) sono state palle prese al balzo per procedere al
saccheggio dell'Italia, che è ancora tra i paesi più ricchi per risparmio privato e per
proprietà immobiliari.
Col Covid hanno finito di indebitarci, con la guerra passeranno alla 'riscossione coattiva'.
Siamo ad un passo da una caduta che comincia con la de-industrializzazione
del Paese e che nessuno sa dove possa trovare un fondo.
Tra i 43 paesi ufficialmente coinvolti nella coalizione antirussa, siamo quello che
già paga il prezzo più alto e ancor di più pagherà se non stabiliamo al più presto
e con chiarezza un limite al coinvolgimento italiano.
Come si può concepire il senso di una alleanza tra ‘pari’ dove si mette in conto
che l’Italia perda tutto, mentre altri hanno quasi solo guadagni?
Qualunque cosa si pensi circa la guerra in Ucraina, non possiamo permetterci di
diventare l’agnello sacrificale dell’Occidente.
La legittimità dei governi si dispiega nei limiti della difesa dell’interesse nazionale
e questa legittimità non contempla in alcun modo la possibilità di ledere consapevolmente gli interessi dei rispettivi popoli, nemmeno in nome dei più alti ideali o dei più nobili fini, ammesso e non concesso che in guerra ve ne possano essere.
L’Italia può essere orgogliosa della solidarietà con qualunque popolo ferito, ma rivendichiamo la Costituzione come nostra unica barricata: fuori l’Italia dalla guerra!
Siamo convinti, soprattutto, che un tracollo dell’Italia non possa giovare in alcun modo alla causa democratica in patria o nel resto del mondo.
Condividiamo perciò il presente appello con ogni cittadina o cittadino e lo rivolgiamo ad ogni singola persona partecipi a rappresentanze istituzionali italiane di ogni livello e grado.
Noi cittadini chiediamo:
- Che la priorità assoluta del Governo italiano sia la de-escalation e cessi l’invio di ulteriori armamenti all’Ucraina o ad altre nazioni impegnate in conflitti armati.
- Che qualsiasi decisione di politica estera sia strettamente commisurata e non vada oltre le effettive capacità del tessuto economico-sociale e dunque la tenuta del Paese stesso.
- Che il Governo inizi lavorare per una soluzione diplomatica del conflitto e quindi a negoziare per la riduzione delle sanzioni e non per il loro aggravio, specialmente in ambito di energia e materie prime vitali per l’industria e l’agricoltura.
- Che qualsiasi partecipazione ad alleanze politiche o militari con altri stati, presupponga la condivisione paritaria dei cosiddetti “sacrifici”.
Fuori l’Italia dalla guerra.
Lavoro Pace Sviluppo

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I decisori

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Petizione creata in data 15 maggio 2022

