Salviamo il dipinto dimenticato di Fabrizio Santafede, a Giugliano

Il problema

La Pala del Santuario dell’Annunziata a Giugliano, rappresenta il vero capolavoro di Fabrizio Santafede definito il "Raffaello napoletano", purtroppo dimenticato, del pittore napoletano vissuto tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo, durante l’epoca barocca.  

il Santafede merita di essere annoverato tra i maggiori artisti del tardo Cinquecento e sicuramente può essere considerato, come accadde, il maggior pittore che in quel tempo lavorava in Italia meridionale. Probabilmente, lo stesso Caravaggio si sentì, a Napoli, vicino a Fabrizio Santafede.

La Pala del Santuario dell’Annunziata di Giugliano, a causa dell’umidità del tempo e della trascuratezza, attualmente, si presenta spezzettata. Negli anni’90 a causa delle cospicue infiltrazioni d’acqua e dell’incuria, l’opera è stata rimossa dalla sua sede originaria e riposta dietro una grande teca nel transetto laterale destro della chiesa. I danni causati dall’acqua piovana sono stati tali da rendere il legno spugnoso e pronto a subire l’attacco termitico e di insetti xilofagi che ne ha quasi completamente compromesso la sopravvivenza. L’ultimo restauro dell’opera risale al 2006.

A Giugliano, in ogni epoca, il culto della Madonna era alla base della vita degli abitanti. A testimonianza di quest'affermazione ci sono dipinti, sculture, chiese, le congreghe, cappelle chiamate con i diversi appellativi con i quali viene definita la Santa Vergine madre di Gesù.

Firmate la petizione, affinché il capolavoro di Fabrizio Santafede, possa ritornare al suo antico splendore, salvaguardando e l'identità del popolo giuglianese e l'ennesima perla del patrimonio artistico italiano, volano imprescindibile per la crescita del turismo sul territorio.

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Il problema

La Pala del Santuario dell’Annunziata a Giugliano, rappresenta il vero capolavoro di Fabrizio Santafede definito il "Raffaello napoletano", purtroppo dimenticato, del pittore napoletano vissuto tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo, durante l’epoca barocca.  

il Santafede merita di essere annoverato tra i maggiori artisti del tardo Cinquecento e sicuramente può essere considerato, come accadde, il maggior pittore che in quel tempo lavorava in Italia meridionale. Probabilmente, lo stesso Caravaggio si sentì, a Napoli, vicino a Fabrizio Santafede.

La Pala del Santuario dell’Annunziata di Giugliano, a causa dell’umidità del tempo e della trascuratezza, attualmente, si presenta spezzettata. Negli anni’90 a causa delle cospicue infiltrazioni d’acqua e dell’incuria, l’opera è stata rimossa dalla sua sede originaria e riposta dietro una grande teca nel transetto laterale destro della chiesa. I danni causati dall’acqua piovana sono stati tali da rendere il legno spugnoso e pronto a subire l’attacco termitico e di insetti xilofagi che ne ha quasi completamente compromesso la sopravvivenza. L’ultimo restauro dell’opera risale al 2006.

A Giugliano, in ogni epoca, il culto della Madonna era alla base della vita degli abitanti. A testimonianza di quest'affermazione ci sono dipinti, sculture, chiese, le congreghe, cappelle chiamate con i diversi appellativi con i quali viene definita la Santa Vergine madre di Gesù.

Firmate la petizione, affinché il capolavoro di Fabrizio Santafede, possa ritornare al suo antico splendore, salvaguardando e l'identità del popolo giuglianese e l'ennesima perla del patrimonio artistico italiano, volano imprescindibile per la crescita del turismo sul territorio.

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I decisori

Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Vincenzo De Luca
Presidente Regione Campania

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Petizione creata in data 12 febbraio 2018