Dare ai campi scuola lo status di impianto culturale e storico


Dare ai campi scuola lo status di impianto culturale e storico
Il problema
Ogni provincia italiana ospita un Campo Scuola CONI di atletica leggera, un sogno nato dall'intuizione visionaria di Bruno Zauli, il dirigente sportivo italiano più influente del dopoguerra e non solo. In un Paese ferito dalla guerra, nel periodo intercorso tra l'avvio della ricostruzione e il "boom economico", Zauli riuscì a creare, attraverso la "rete" di questi impianti sportivi esclusivamente e volutamente dedicati alla pratica dell'atletica leggera, allora considerata la più accessibile tra le discipline sportive, le basi per facilitare la riappacificazione tra le classi sociali, in un Paese devastato dall'esperienza della seconda guerra mondiale, con un diffuso analfabetismo e con la pratica sportiva, calcio a parte, prerogativa delle sole classi sociali più abbienti. I Campi Scuola, la cui costruzione e gestione fu allora demandata al CONI, non sono solo impianti sportivi, ma a tutti gli effetti per la loro straordinaria storia e per come concepiti, vanno considerati veri e propri "monumenti sociali e sportivi" del Paese; luoghi la cui creazione ha forgiato e stimolato intere generazioni al rispetto degli individui e delle regole. Luoghi che come nessun'altro hanno promosso e diffuso nel Paese la cultura della pratica sportiva e della cura della persona, oltre che rappresentare ancora oggi, l'unico vero intervento di programmazione di impiantistica sportiva a livello nazionale. Per quanto è dato di sapere un vero "unicum" a livello mondiale.
Tuttavia, oggi, questi Campi Scuola nel frattempo trasferiti dal CONI ai Comuni di competenza territoriale, in assenza di un adeguato strumento di legge che ne tuteli nel tempo l'integrità e la finalità d'uso, possono rischiare di perdere il loro valore unico e insostituibile, anche perché oggi spesso situati in aree di elevate interesse urbanistico e oggetto di altri interessi non solo sportivi. Senza il riconoscimento del loro elevato valore culturale e storico e senza specifiche tutele giuridiche che ne garantiscano l’uso esclusivo per l’atletica leggera, potrebbero essere compromessi dall'indifferenza e/o da un utilizzo improprio. Le Pubbliche Amministrazioni, con la sola eccezione dello Stadio della Farnesina di Roma ora gestito da Sport e Salute, sono oggi di fatto le proprietarie di queste strutture, è quindi evidente come i Campi Scuola necessitino di protocolli chiari che vincolino le PP.AA. a periodici interventi di manutenzione e rinnovamento, assicurando che i Campi Scuola possano anche rispondere alle moderne esigenze degli utenti.
Oltre a rispettare la storia e il valore intrinseco di questi impianti, è essenziale considerare la necessità di eventuali aggiornamenti che, pur nel rispetto degli eventuali vincoli nel frattempo intervenuti e delle caratteristiche originali, permettano di operare per garantire standard adeguati. Ad esempio, miglioramenti e implementazione delle infrastrutture, accessibilità ampliata per tutti i portatori di disabilità, integrazione di tecnologie moderne per il risparmio energetico, periodico aggiornamento delle attrezzature e non ultimo, adozione di criteri gestionali e di comportamento adeguati alle storia di questi luoghi.
Chiediamo con forza il riconoscimento ufficiale del valore culturale e storico dei campi scuola di atletica leggera, al contempo vincolando le istituzioni alla loro manutenzione e al miglioramento. Firmate questa petizione per preservare una parte importante del nostro patrimonio sociale e sportivo e garantire un futuro duraturo a queste strutture che come nessun'altra hanno contribuito alla crescita della nostra comunità e alla storia dell'atletica leggera italiana.
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Il problema
Ogni provincia italiana ospita un Campo Scuola CONI di atletica leggera, un sogno nato dall'intuizione visionaria di Bruno Zauli, il dirigente sportivo italiano più influente del dopoguerra e non solo. In un Paese ferito dalla guerra, nel periodo intercorso tra l'avvio della ricostruzione e il "boom economico", Zauli riuscì a creare, attraverso la "rete" di questi impianti sportivi esclusivamente e volutamente dedicati alla pratica dell'atletica leggera, allora considerata la più accessibile tra le discipline sportive, le basi per facilitare la riappacificazione tra le classi sociali, in un Paese devastato dall'esperienza della seconda guerra mondiale, con un diffuso analfabetismo e con la pratica sportiva, calcio a parte, prerogativa delle sole classi sociali più abbienti. I Campi Scuola, la cui costruzione e gestione fu allora demandata al CONI, non sono solo impianti sportivi, ma a tutti gli effetti per la loro straordinaria storia e per come concepiti, vanno considerati veri e propri "monumenti sociali e sportivi" del Paese; luoghi la cui creazione ha forgiato e stimolato intere generazioni al rispetto degli individui e delle regole. Luoghi che come nessun'altro hanno promosso e diffuso nel Paese la cultura della pratica sportiva e della cura della persona, oltre che rappresentare ancora oggi, l'unico vero intervento di programmazione di impiantistica sportiva a livello nazionale. Per quanto è dato di sapere un vero "unicum" a livello mondiale.
Tuttavia, oggi, questi Campi Scuola nel frattempo trasferiti dal CONI ai Comuni di competenza territoriale, in assenza di un adeguato strumento di legge che ne tuteli nel tempo l'integrità e la finalità d'uso, possono rischiare di perdere il loro valore unico e insostituibile, anche perché oggi spesso situati in aree di elevate interesse urbanistico e oggetto di altri interessi non solo sportivi. Senza il riconoscimento del loro elevato valore culturale e storico e senza specifiche tutele giuridiche che ne garantiscano l’uso esclusivo per l’atletica leggera, potrebbero essere compromessi dall'indifferenza e/o da un utilizzo improprio. Le Pubbliche Amministrazioni, con la sola eccezione dello Stadio della Farnesina di Roma ora gestito da Sport e Salute, sono oggi di fatto le proprietarie di queste strutture, è quindi evidente come i Campi Scuola necessitino di protocolli chiari che vincolino le PP.AA. a periodici interventi di manutenzione e rinnovamento, assicurando che i Campi Scuola possano anche rispondere alle moderne esigenze degli utenti.
Oltre a rispettare la storia e il valore intrinseco di questi impianti, è essenziale considerare la necessità di eventuali aggiornamenti che, pur nel rispetto degli eventuali vincoli nel frattempo intervenuti e delle caratteristiche originali, permettano di operare per garantire standard adeguati. Ad esempio, miglioramenti e implementazione delle infrastrutture, accessibilità ampliata per tutti i portatori di disabilità, integrazione di tecnologie moderne per il risparmio energetico, periodico aggiornamento delle attrezzature e non ultimo, adozione di criteri gestionali e di comportamento adeguati alle storia di questi luoghi.
Chiediamo con forza il riconoscimento ufficiale del valore culturale e storico dei campi scuola di atletica leggera, al contempo vincolando le istituzioni alla loro manutenzione e al miglioramento. Firmate questa petizione per preservare una parte importante del nostro patrimonio sociale e sportivo e garantire un futuro duraturo a queste strutture che come nessun'altra hanno contribuito alla crescita della nostra comunità e alla storia dell'atletica leggera italiana.
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Petizione creata in data 4 dicembre 2025