School streets: le strade ai bambini!

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I bambini ed i ragazzi hanno diritto a camminare (e pedalare) sulla strada sicuri, anche in autonomia, e vivere in un ambiente non inquinato. Un diritto sancito dalla Convenzione ONU di Diritti dell’Infanzia e dall’Unicef (Costruire Città amiche delle bambine e dei bambini Nove passi per l’azione), che però viene quotidianamente negato nelle nostre città, soprattutto davanti alle scuole, i luoghi più frequentati dai bambini. Luoghi dove si dovrebbero imparare i valori di civiltà, di sviluppo sostenibile, di rispetto della vita e dell’ambiente.

Eppure proprio davanti alle scuole troviamo ogni giorno auto ammassate, in doppia fila, davanti al portone, fin sopra ai marciapiedi e sulle strisce, magari col motore acceso. Uno spettacolo vergognoso, pericoloso, che nuoce alla salute di milioni di bambini e ragazzi ogni giorno in Italia. In numerosi Paesi del Nord Europa le strade davanti alle scuole (school streets) sono pedonalizzate e i ragazzi possono accedere in sicurezza, in bici, a piedi o col monopattino.

Che cosa aspettiamo ad applicare in tutti i comuni d’Italia, come standard, questa misura di civiltà e rispetto? Attualmente tutto è affidato alla buona volontà e sensibilità dei sindaci. Noi chiediamo che il Codice della Strada vincoli i sindaci a delimitare una zona di rispetto (vietata al traffico a motore), permanente o temporanea, attorno alle scuole di ogni ordine e grado, per favorire l’entrata/uscita in sicurezza e la mobilità attiva degli studenti.

Ci sono almeno 6 buone ragioni:

1- per favorire l'autonomia dei bambini: i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale: in particolare quelli che vanno abitualmente a scuola da soli sono solo il 7% (CNR, 2011), rispetto al 23% degli inglesi e al 47% dei tedeschi (Policy Studies Institute, 2015). I bambini hanno un naturale bisogno di incrementare i propri margini di autonomia. Se non viene soddisfatto nei tempi giusti, ciò influisce negativamente sullo sviluppo della capacità di orientamento e di socializzazione e sulla costruzione della fiducia nelle proprie capacità. “Meglio soli che sempre accompagnati” raccomanda Francesco Tonucci, pedagogista, che si occupa di questi temi da 30 anni.

2- per incentivare modalità attive come l’andare in bici o il camminare, per incentivare il gioco libero, la socializzazione. I bambini che vanno a scuola in macchina sono meno reattivi di quelli che vanno in bicicletta o a piedi. Giocano meno, sono più in sovrappeso, hanno minore sicurezza in se stessi e minore autostima. (Niels Egelund, studio danese foodoflife.dk). L‘OMS raccomanda negli adulti 150 minuti a settimana e nei bambini almeno un'ora al giorno di attività fisica anche di tipo moderato. L’ora di attività settimanale non è più sufficiente (Francesca Racioppi, 2015);

3- per la salute dei bambini: davanti alle scuole i tassi di inquinamento sono molto alti: nel febbraio 2018 Greenpeace registra concentrazioni di biossido di azoto al di sopra della soglia stabilita Oms nei pressi di 9 scuole palermitane su 10. Risultati simili anche in altre città italiane. A Milano l'associazione Cittadini per l'aria mappa una situazione critica: oltre 1 scuola e parco su 2 (50% delle scuole, 56% dei parchi giochi) supera i limiti di legge per le concentrazioni annue di questo inquinante.I bambini respirano biossido di azoto (prodotto principalmente dai motori diesel), polveri sottili, e altri inquinanti, provocati dal gas di scarico ma anche dall’attrito delle ruote sull’asfalto, e questo aumenta la probabilità di asma, problemi respiratori, disturbi cognitivi e altre malattie. Non è poi vero che “lo porto in auto per non fargli respirare smog” perché i bambini che vanno a scuola in automobile sono esposti a concentrazioni di inquinanti più elevate che all’aria aperta (ISPRA, Qualità dell’aria nelle scuole). Jordi Sunjer, medico ricercatore catalano, nella conferenza “Cosa ti passa per il cervello” : racconta le conseguenze sul cervello dei bambini, della esposizione della scuola al traffico. 

5- per la loro sicurezza: gli incidenti stradali sono tra le principali cause di morte per i bambini tra 5 e 14 anni nel mondo (OMS). In Italia ogni giorno circa 30 bambini sono feriti, mentre ogni 8 giorni muore un bambino, per incidenti stradali (dati Istat anno 2017). I pediatri sono molto chiari: chiedono “mai più auto davanti alle scuole, senza se e senza ma, partendo dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità”.(ACP 2012)

6-per il clima: il settore dei trasporti (soprattutto su strada) contribuisce a circa un quarto delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera. Creare aree pedonali è un (piccolo) atto di giustizia verso il clima e verso il futuro delle nuove generazioni. 

Vogliamo che i bambini siano sicuri di correre, pedalare e giocare, almeno davanti alla scuola.

Comitato promotore:

Bike to School Roma; Famiglie senz’auto; Legambici; Legambiente; Genitori Antismog Milano; Cittadini per l’Aria; Turismo senz’auto; #Salvaiciclisti; Italian Cycling Embassy; Kyoto Club; Alleanza per la Mobilità Dolce; Massa Marmocchi; Fondazione Michele Scarponi; Rete Vivinstrada; Fondazione Guccione; Bikeitalia; Fiab; Associazione Culturale La GRU - Germogli di Rinascita Urbana, Milano Bicycle Coalition; UPPA (Un pediatra per amico); ACP-Associazione Culturale Pediatri, PUMP “Pediatri per un mondo possibile”.

Primi firmatari:

Linda Maggiori, Anna Becchi, Simona Larghetti, Federico dal Prete, Marco Ferrari, Monica Vercesi, Anna Gerometta, Roberto Luffarelli,Sandro Calmanti, Anna Donati, Marzo Mazzei, Marco Scarponi, Alfredo Giordani, Giuseppe Guccione, Paolo Pinzuti, Paolo Bellino, Giulietta Pagliaccio, Sergio Conti Nibali, Elena Uga, Laura Reali, Lorenzo Calia, Alex Corlazzoli.