No al trasferimento di Ostetricia e Pediatria da Imperia a Sanremo: Da firmare per avere valore legale sui fogli che troverete in attività e banchi !


No al trasferimento di Ostetricia e Pediatria da Imperia a Sanremo: Da firmare per avere valore legale sui fogli che troverete in attività e banchi !
Il problema
OGGETTO: Mantenimento Reparto di Ostetricia di Imperia
Gli scriventi […]
PREMESSO
che, il 18 gennaio 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, concernente “Linee di indirizzo per la promozione del miglioramento della qualità della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso di nascita e per la riduzione del taglio cesareo”, con cui sono stati introdotti i principi di gradualità, sicurezza, numero annuale dei parti, per orientare le scelte di riduzione dei punti nascita;
che, in particolare, l’Accordo ha previsto la chiusura dei punti nascita con un numero di parti inferiore a 500, privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico-pediatrica attiva h.24, nonché la riduzione progressiva di quelli con meno di 1000 parti;
che l'Accordo discende dalla legge finanziaria del 1996 che vincola alcuni tipi di finanziamento alla realizzazione di obiettivi prioritari di rilievo nazionale tra cui la tutela della maternità e l'appropriatezza del percorso nascita;
Rilevato:
che, secondo quanto appreso dagli organi di stampa, l’Asl 1 Imperiese intende chiudere, il reparto di Ostetricia del nosocomio del Capoluogo della Provincia di Imperia
Rilevato altresì:
che, nel Reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Imperia, si registra un numero di parti annui inferiore a 1000 e, comunque, superiore a 500, cosi come avviene in molti altri punti nascita attualmente attivi in Liguria e nella vicina Sanremo, individuata come futuribile punto nascite provinciale;
Ritenuto:
che, nessuna normativa nazionale, a tutt’oggi, impone l’immediata chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Imperia;
che nel presidio di Imperia sono stati spesi circa 2 milioni di euro per creare tre sale parto e una sala operatoria dedicata ad oggi sottoutilizzate e con un’ulteriore spesa vicina al milione di euro per ristrutturare il reparto di ostetricia insieme agli ambulatori , pronti in consegna il 30 gennaio prossimo.
che, tra l’altro, la chiusura del punto nascita non risponde ad alcuna esigenza di razionalizzazione delle risorse finanziarie, tenuto conto che, dall’eventuale soppressione del reparto di Ostetricia della Città di Imperia, non scaturirebbe un effettivo risparmio per le casse regionali bensì soltanto uno spostamento di risorse verso altri punti nascita;
Rilevato:
che il reparto di Ostetricia di Imperia, oltre a rappresentare una vera e propria eccellenza della sanità della provincia di Imperia, serve un territorio esteso che comprende Comuni dell’entroterra;
che gli indicati comuni oggi serviti dal nosocomio del Capoluogo sono caratterizzati da una viabilità precaria che moltiplica i tempi di percorrenza, soprattutto nel periodo estivo;
che la chiusura del punto nascita di Imperia comporterebbe, per le gestanti, affrontare un tragitto ancora più lungo per arrivare all’ipotetico punto nascite provinciale di Sanremo esponendo a possibili rischi sia le gestanti che i nascituri;
Tenuto conto:
che, relativamente al punto nascita dell’Ospedale di Sanremo, si è appreso dagli organi di informazione che “c’è uno studio che prevede una spesa tra i 7 e gli 800mila euro, sviluppabile al più tardi entro 8 mesi”;
che “Il piano prevede l’uso di tre piani dell’Ospedale Borea per ospitare il punto nascite, ginecologia e pediatria, assorbendo i posti letto ed il personale dell’Ospedale di Imperia”
che, quindi, qualora il punto nascita di Imperia venisse realmente chiuso, si profilerebbero evidenti sprechi di danaro pubblico per la predetta allocazione di circa 3 milioni di euro e che l’utenza provinciale sarebbe costretta a riversarsi sul punto nascite di Sanremo, incompleto almeno sino ad agosto 2016 e per cui, attualmente, non sono noti i requisiti di qualità e sicurezza del piano di sviluppo;
Tutto ciò premesso,
IMPEGNANO l’ASL 1 e LA GIUNTA REGIONALE
a mantenere in attività il Reparto di Ostetricia dell’Ospedale del Capoluogo della Provincia di Imperia, potenziandone, se necessario, i livelli di qualità;
a verificare l’effettiva commisurazione al contenimento della spesa pubblica comparando gli investimenti già effettuati nell’Ospedale di Imperia e i costi per il costruendo punto nascite provinciale di Sanremo;
a verificare la rispondenza tra le esigenze di programmazione e contenimento della spesa pubblica in ossequio al Trattato di Lisbona e alla Costituzione della Repubblica italiana nella determinazione del richiesto mantenimento del punto nascita di Imperia ovvero dell’irragionevole ed antieconomica apertura del punto nascita di Sanremo.

Il problema
OGGETTO: Mantenimento Reparto di Ostetricia di Imperia
Gli scriventi […]
PREMESSO
che, il 18 gennaio 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, concernente “Linee di indirizzo per la promozione del miglioramento della qualità della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso di nascita e per la riduzione del taglio cesareo”, con cui sono stati introdotti i principi di gradualità, sicurezza, numero annuale dei parti, per orientare le scelte di riduzione dei punti nascita;
che, in particolare, l’Accordo ha previsto la chiusura dei punti nascita con un numero di parti inferiore a 500, privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico-pediatrica attiva h.24, nonché la riduzione progressiva di quelli con meno di 1000 parti;
che l'Accordo discende dalla legge finanziaria del 1996 che vincola alcuni tipi di finanziamento alla realizzazione di obiettivi prioritari di rilievo nazionale tra cui la tutela della maternità e l'appropriatezza del percorso nascita;
Rilevato:
che, secondo quanto appreso dagli organi di stampa, l’Asl 1 Imperiese intende chiudere, il reparto di Ostetricia del nosocomio del Capoluogo della Provincia di Imperia
Rilevato altresì:
che, nel Reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Imperia, si registra un numero di parti annui inferiore a 1000 e, comunque, superiore a 500, cosi come avviene in molti altri punti nascita attualmente attivi in Liguria e nella vicina Sanremo, individuata come futuribile punto nascite provinciale;
Ritenuto:
che, nessuna normativa nazionale, a tutt’oggi, impone l’immediata chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Imperia;
che nel presidio di Imperia sono stati spesi circa 2 milioni di euro per creare tre sale parto e una sala operatoria dedicata ad oggi sottoutilizzate e con un’ulteriore spesa vicina al milione di euro per ristrutturare il reparto di ostetricia insieme agli ambulatori , pronti in consegna il 30 gennaio prossimo.
che, tra l’altro, la chiusura del punto nascita non risponde ad alcuna esigenza di razionalizzazione delle risorse finanziarie, tenuto conto che, dall’eventuale soppressione del reparto di Ostetricia della Città di Imperia, non scaturirebbe un effettivo risparmio per le casse regionali bensì soltanto uno spostamento di risorse verso altri punti nascita;
Rilevato:
che il reparto di Ostetricia di Imperia, oltre a rappresentare una vera e propria eccellenza della sanità della provincia di Imperia, serve un territorio esteso che comprende Comuni dell’entroterra;
che gli indicati comuni oggi serviti dal nosocomio del Capoluogo sono caratterizzati da una viabilità precaria che moltiplica i tempi di percorrenza, soprattutto nel periodo estivo;
che la chiusura del punto nascita di Imperia comporterebbe, per le gestanti, affrontare un tragitto ancora più lungo per arrivare all’ipotetico punto nascite provinciale di Sanremo esponendo a possibili rischi sia le gestanti che i nascituri;
Tenuto conto:
che, relativamente al punto nascita dell’Ospedale di Sanremo, si è appreso dagli organi di informazione che “c’è uno studio che prevede una spesa tra i 7 e gli 800mila euro, sviluppabile al più tardi entro 8 mesi”;
che “Il piano prevede l’uso di tre piani dell’Ospedale Borea per ospitare il punto nascite, ginecologia e pediatria, assorbendo i posti letto ed il personale dell’Ospedale di Imperia”
che, quindi, qualora il punto nascita di Imperia venisse realmente chiuso, si profilerebbero evidenti sprechi di danaro pubblico per la predetta allocazione di circa 3 milioni di euro e che l’utenza provinciale sarebbe costretta a riversarsi sul punto nascite di Sanremo, incompleto almeno sino ad agosto 2016 e per cui, attualmente, non sono noti i requisiti di qualità e sicurezza del piano di sviluppo;
Tutto ciò premesso,
IMPEGNANO l’ASL 1 e LA GIUNTA REGIONALE
a mantenere in attività il Reparto di Ostetricia dell’Ospedale del Capoluogo della Provincia di Imperia, potenziandone, se necessario, i livelli di qualità;
a verificare l’effettiva commisurazione al contenimento della spesa pubblica comparando gli investimenti già effettuati nell’Ospedale di Imperia e i costi per il costruendo punto nascite provinciale di Sanremo;
a verificare la rispondenza tra le esigenze di programmazione e contenimento della spesa pubblica in ossequio al Trattato di Lisbona e alla Costituzione della Repubblica italiana nella determinazione del richiesto mantenimento del punto nascita di Imperia ovvero dell’irragionevole ed antieconomica apertura del punto nascita di Sanremo.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 10 gennaio 2016