18.500 pazienti in attesa: l’Alta Corte di Israele non riapre il corridoio sanitario


Care colleghe e cari colleghi,
vogliamo condividere con voi un aggiornamento ricevuto da Physicians for Human Rights Israel – PHRI, partner di MEDU nella campagna per la liberazione dei medici palestinesi detenuti.
PHRI, insieme ad altre quattro organizzazioni, sta portando avanti un’azione legale per ottenere la riapertura del corridoio sanitario tra Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est.
La questione rientra tra le richieste avanzate da MEDU fin dall’avvio della campagna. Al punto 3 dell’appello abbiamo infatti sollecitato le istituzioni competenti a intervenire presso le autorità israeliane per la riapertura del corridoio umanitario tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Come sapete, le istanze raccolte sono state successivamente portate all’attenzione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani attraverso una lettera aperta.
Prima dello scoppio del conflitto, il corridoio consentiva ai pazienti di Gaza di ricevere negli ospedali palestinesi cure specialistiche non disponibili nella Striscia. Oggi quasi 18.500 pazienti e feriti sono in attesa di trattamenti che non possono essere garantiti a Gaza. Circa 4.000 sono bambini.
Nel corso dell’ultima udienza, l’Alta Corte israeliana ha deciso di non intervenire sulla politica che impedisce ai pazienti di Gaza di accedere agli ospedali della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. I giudici hanno invece invitato le organizzazioni a rivolgersi ad altri Paesi disponibili ad accoglierli.
Come sottolinea PHRI, i trasferimenti all’estero riguardano però solo una parte molto limitata delle persone che necessitano di cure e non costituiscono una soluzione adeguata. Molti pazienti non possono affrontare un viaggio, mentre gli ospedali palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est sono già parte del loro sistema di cura.
La Corte non ha respinto definitivamente il ricorso, ma non ha adottato alcuna misura immediata. MEDU condivide e sostiene l’impegno di PHRI: l’accesso alle cure per i pazienti di Gaza e la protezione del personale sanitario sono parte della stessa azione in difesa del diritto alla salute.
Di seguito ed in collegamento, il link per leggere l’articolo originale di PHRI:
https://www.phr.org.il/en/high-court-medical-access-eng/
Curare non è un crimine.