Grazie, ma non fermiamoci! Continuiamo a interpellare le istituzioni mediche italiane

Care colleghe e cari colleghi,
grazie per aver firmato l’appello per il rilascio immediato dei medici palestinesi detenuti.
A una settimana dal lancio della campagna abbiamo già raccolto oltre 2.400 firme. È un primo traguardo importante, raggiunto grazie al sostegno di tutte le persone che hanno deciso di dare forza a questa iniziativa.
Desideriamo ringraziare, oltre alle tante persone che hanno aderito a titolo individuale, anche la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e le colleghe e i colleghi del NAGA per la loro adesione all’appello. Ringraziamo inoltre tutte le realtà che, in forme diverse, stanno contribuendo alla diffusione della campagna.
Come sapete, uno degli obiettivi principali di questa mobilitazione è interpellare direttamente le istituzioni medico-sanitarie italiane, affinché assumano una posizione pubblica a sostegno dell’appello. Per questo abbiamo scritto agli Ordini dei Medici, alle società medico-scientifiche e alle organizzazioni professionali, chiedendo loro di aderire pubblicamente e di contribuire alla diffusione della campagna.
Da questo punto di vista, il sostegno di tutte e tutti voi è fondamentale. Riteniamo infatti che, di fronte a ciò che sta accadendo ai nostri colleghi palestinesi, la comunità sanitaria italiana abbia una responsabilità etica e professionale precisa. In questo momento, il silenzio delle istituzioni mediche e sanitarie non può essere un’opzione.
Vi chiediamo quindi di continuare a diffondere l’appello e, quando possibile, di sollecitare direttamente i rappresentanti delle istituzioni sanitarie, delle società scientifiche e delle reti professionali di cui fate parte.
Se vuoi rimanere aggiornato sulla campagna e sulle prossime iniziative, seguici anche sui canali social di MEDU – Medici per i Diritti Umani. Continueremo a condividere aggiornamenti, testimonianze e i risultati della mobilitazione.
Grazie per essere al fianco dei medici palestinesi detenuti, del personale sanitario di Gaza e del diritto alla cura.
Medici per i Diritti Umani