Cuore Campo Coraggio

Il problema

Alessandro Zauli

 


Cortesi membri del Consiglio Federale,


    

     Questa mia candidatura a Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Italiano può apparire pretenziosa agli occhi di chi non mi conosce, ma è dettata solo da un grande amore per il calcio (12 anni da giocatore e 38 da allenatore) e dalla voglia di lanciare un sasso nella palude.

     

      In tutti questi anni mi sono reso conto, che il calcio giovanile sta andando a fondo con contrazione di praticanti, strutture fatiscenti, una moralità e un'etica quasi del tutto assenti e una proposta formativa incompleta e anacronistica.

     

      Il bambino non è un adulto in miniatura e le proposte a lui dedicate non possono metterlo a contatto con situazioni e pressioni insostenibili in così giovane età.

     

      Non ho certo la bacchetta magica ma "sento" di dover fare qualcosa per il mio calcio e il mio paese, dobbiamo ritrovare l'orgoglio della nostra storia, della nostra centenaria tradizione, dobbiamo si aggiornarci studiando metodiche di altri paesi ma prendendo spunto e non copiando, inoltre dobbiamo tornare ad insegnare noi qualcosa del nostro vissuto calcistico agli altri.

   

      C'è bisogno di idee, progetti e visione del futuro, la gestione dell'esistente ci ha portato al punto in cui siamo.

     

       Così non va bene, è ora di alzare la testa subito…. adesso.


              


                     

      Con il mio PROGRAMMA che si divide in 11 punti, cercherò  di farVi capire la mia MISSION: ossia tornare ad avere linee guida chiare a livello tecnico, che ci consentano di stabilire da dove vogliamo partire e dove vogliamo arrivare.

      Recuperare un senso dell'etica e della moralità, di cui molti segnali indicano un progressivo degrado e senza le quali anche i risultati tecnici sono molto più difficili da perseguire.


Dopo questo  preambolo passo ad esporre i punti del PROGRAMMA:


1) Proporre un modello formativo improntato ai principi della scoperta guidata da parte del ragazzo, superando la pedagogia direttiva oggi imperante, riportare il bambino al centro della scena e non ai margini come oggi.

Privilegiare attraverso queste metodiche la creatività, il coraggio, il non avere paura di sbagliare seguendo strade nuove, in pratica cercare di esaltare il talento in tutte le sue forme, non considerando più la sola struttura fisica come metro di valutazione.


2) Patentino a punti per i tecnici esattamente come accade per la patente, nel caso di squalifiche o comportamenti poco consoni nell'attività di base, si avvia una decurtazione dei punti, con l'obbligo sotto un certo punteggio di rifrequentare il corso (a proprie spese), o recuperare i  punti persi con corsi ad hoc in base all'infrazione commessa(anche questi ovviamente a pagamento).

Per ottenere il patentino da allenatore arbitrare un certo numero di gare dell'attività agonistica, per rendersi conto della difficoltà del ruolo.


3) Nei corsi per allenatori rivedere i programmi, dando maggiore spazio alle modalità sopra descritte, dalla pedagogia dell'età evolutiva, allo studio delle fasi sensibili, stimolando i ragazzi a una intelligenza divergente e non convergente.

Migliorare in tal senso la qualità dei corsi di aggiornamento.


4) Abolire ogni tipo di retrocessione, play out, play off, dai vari campionati giovanili fino all'età di 16 anni compresi, essi danno origine nei casi peggiori peraltro non marginali e in aumento, a esoneri del tutto controproducenti rispetto agli scopi da perseguire e talvolta a comportamenti inqualificabili (accordi e combine di gare), indegni della pratica dello sport.


5) Rivedere completamente il meccanismo delle scuole calcio ELITE, i criteri andranno stabiliti soprattutto a livello comportamentale e sulla REALE qualità del lavoro svolto.


6) Ripensare completamente la funzione dei Centri Federali che nell'attuale assetto non forniscono il contributo atteso, come soluzione innovativa si potrebbe anche pensare di trasferirne in tutto o in parte le funzioni a tecnici di comprovata esperienza nel settore (in un numero congruo per regione), i quali seguano con visite periodiche il lavoro delle società, tenendo lezioni teorico/pratiche e osservando gare, in modo e maniera da certificare realmente la qualità del lavoro svolto.


7) Attività curriculari obbligatorie che prevedano allenamenti coi disabili (a pari condizioni con loro), lavori in biblioteca inerenti al calcio ma combinati con film, letture, giochi e quant'altro, lezioni video di storia del calcio, il tutto per impedire il più possibile che l'eventuale ma numericamente probabile "fallimento" nel calcio giocato, rimanga l'unica esperienza da ricordare (spesso in modo frustrante) del ragazzo.


8) Codice di comportamento firmato dal genitore al momento dell'iscrizione del ragazzo con penalità economica/disciplinare per chi lo viola, prevedendo un organo imparziale (magari formato da tecnici a livello di FIGC provinciale) per i giudizi disciplinari.

Il non adempiere la eventuale sanzione impatterebbe alla fine sul ragazzo, questo è vero, ma è l'unico modo per fare capire ai genitori che lo stanno danneggiando.

La possibilità di sfigurare davanti agli altri genitori, diventando oggetto di un qualche provvedimento disciplinare, potrebbe costituire un buon deterrente a comportamenti incoscienti.


9) Organizzare uno o più dipartimenti di sviluppo in collaborazione con una o più università, per ricerche e monitoraggi costanti sul calcio giovanile.


10) Rivedere la nuova legge svincolo contenuta nella riforma dello sport, che non tutela le società che investono nel settore giovanile.


11) Ultimo ma non certo per importanza, l'avviare un REALE confronto con il mondo della scuola, le due realtà devono diventare complementari e non considerarsi due entità divise.

Il calcio deve però proporre progetti che non siano di mero reclutamento all'Interno degli istituti, ma forieri di esperienze gratificanti per TUTTI i bambini.

 

Nel ringraziarVi per avermi data la possibilità di illustrare le mie linee programmatiche, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.


                                                                                                   

                                                                                             Alessandr


Ravenna 22 dicembre 2023

 

Allego il mio CV

CURRICULUM VITAE ALESSANDRO ZAULI


Alessandro Zauli

Nato a Forlì il 23/04/1965

Residente a Ravenna (Italia)

Cap. 48124

Via Aldo Bozzi 49 

Telefono: +39 339/4483361

Mail: alessandro.zulo65@gmail.com

Titolo di studio: diploma di perito Agrario

Conoscenza scolastica della lingua inglese


ATTIVITÀ DA ALLENATORE

QUALIFICHE:


Allenatore giovani calciatori ottenuto nel 1990 con un punteggio di 54/60 (primo classificato).
Allenatore UEFA B ottenuto nel 2000.
Allenatore UEFA A ottenuto nel 2019 presso il Centro Tecnico di Coverciano, con un punteggio di 110/110 (primo classificato).

ESPERIENZE


Dal 1985 allenatore presso società dilettantistiche e professionistiche, sia nei settori giovanili, sia in prima squadra.

Tra le altre Forli Calcio, Ravenna Football Club, Russi Calcio (Ravenna), come allenatore della Juniores Nazionale e secondo della prima squadra in D (dal 2001 al 2009).

Ora dal 2017 alleno presso la polisportiva Compagnia dell'Albero di Ravenna.


ALTRE ATTIVITÀ


Osservatore per il Venezia Calcio (serie B) nella stagione 1997/98 e per il Calcio Napoli (serie B) nella stagione 1999/2000.
Visionavo sia le squadre avversarie, sia i giocatori in prestito sparsi per l'Italia.


Da 14 anni svolgo l'attività di osservatore in serie C e D per diverse società in maniera libera, pagato a prestazione.
Valuto sia giocatori da segnalare, sia le squadre avversarie da affrontare.


Ho lavorato nelle scuole calcio estive Atalanta Bfc dal 2001 al 2007.

Svolgo l'attività di allenatore presso il carcere di Ravenna a favore dei detenuti dal 2016, stessa attività ho svolto in una comunità di recupero (fino al 2019).
            Nella scorsa stagione ho svolto un 

            progetto simile coi ragazzi del

            Dipartimento Salute Mentale di

            Ravenna, che sto continuando in questa stagione.


Ho fatto parte del Centro Studi della FIGC Emilia Romagna dal
1999 al 2001.


ESPERIENZE EDITORIALI

Autore dei libri:


"Come giocano le squadre" 2001
Edizioni Correre Milano

Libro tradotto in inglese, tedesco, greco.


"I difetti del tuo modulo" 2006
Edizioni Correre Milano.


" La fase tattica dei gesti tecnici "
2010 Edizioni Prohmos Città di Castello (Perugia).


" I punti deboli dei sistemi di gioco" 2022 Edizioni Correre Milano.
      

Collaboratore della rivista specializzata " Il Nuovo Calcio " dal Milano, dal 1993.

ATTIVITÀ DI CONFERENZIERE


Tengo seminari presso associazioni allenatori, associazioni in genere, società e iniziative del Nuovo Calcio.

Il 1 ottobre 2020 ho tenuto una videoconferenza al corso di calcio presso l' Università dell'Arizona.

Sono e sarò sempre innamorato del calcio.

Mi piace scoprire talenti ancora sconosciuti.

Come tutti i Romagnoli sono molto aperto alla socialità, al progresso e alla crescita, sono molto curioso in genere e credo che solo il lavoro competente dia frutti.

Vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro una buona giornata.


Ravenna 22 dicembre 2023

 

 

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Alessandro ZauliPromotore della petizione

605

Il problema

Alessandro Zauli

 


Cortesi membri del Consiglio Federale,


    

     Questa mia candidatura a Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Italiano può apparire pretenziosa agli occhi di chi non mi conosce, ma è dettata solo da un grande amore per il calcio (12 anni da giocatore e 38 da allenatore) e dalla voglia di lanciare un sasso nella palude.

     

      In tutti questi anni mi sono reso conto, che il calcio giovanile sta andando a fondo con contrazione di praticanti, strutture fatiscenti, una moralità e un'etica quasi del tutto assenti e una proposta formativa incompleta e anacronistica.

     

      Il bambino non è un adulto in miniatura e le proposte a lui dedicate non possono metterlo a contatto con situazioni e pressioni insostenibili in così giovane età.

     

      Non ho certo la bacchetta magica ma "sento" di dover fare qualcosa per il mio calcio e il mio paese, dobbiamo ritrovare l'orgoglio della nostra storia, della nostra centenaria tradizione, dobbiamo si aggiornarci studiando metodiche di altri paesi ma prendendo spunto e non copiando, inoltre dobbiamo tornare ad insegnare noi qualcosa del nostro vissuto calcistico agli altri.

   

      C'è bisogno di idee, progetti e visione del futuro, la gestione dell'esistente ci ha portato al punto in cui siamo.

     

       Così non va bene, è ora di alzare la testa subito…. adesso.


              


                     

      Con il mio PROGRAMMA che si divide in 11 punti, cercherò  di farVi capire la mia MISSION: ossia tornare ad avere linee guida chiare a livello tecnico, che ci consentano di stabilire da dove vogliamo partire e dove vogliamo arrivare.

      Recuperare un senso dell'etica e della moralità, di cui molti segnali indicano un progressivo degrado e senza le quali anche i risultati tecnici sono molto più difficili da perseguire.


Dopo questo  preambolo passo ad esporre i punti del PROGRAMMA:


1) Proporre un modello formativo improntato ai principi della scoperta guidata da parte del ragazzo, superando la pedagogia direttiva oggi imperante, riportare il bambino al centro della scena e non ai margini come oggi.

Privilegiare attraverso queste metodiche la creatività, il coraggio, il non avere paura di sbagliare seguendo strade nuove, in pratica cercare di esaltare il talento in tutte le sue forme, non considerando più la sola struttura fisica come metro di valutazione.


2) Patentino a punti per i tecnici esattamente come accade per la patente, nel caso di squalifiche o comportamenti poco consoni nell'attività di base, si avvia una decurtazione dei punti, con l'obbligo sotto un certo punteggio di rifrequentare il corso (a proprie spese), o recuperare i  punti persi con corsi ad hoc in base all'infrazione commessa(anche questi ovviamente a pagamento).

Per ottenere il patentino da allenatore arbitrare un certo numero di gare dell'attività agonistica, per rendersi conto della difficoltà del ruolo.


3) Nei corsi per allenatori rivedere i programmi, dando maggiore spazio alle modalità sopra descritte, dalla pedagogia dell'età evolutiva, allo studio delle fasi sensibili, stimolando i ragazzi a una intelligenza divergente e non convergente.

Migliorare in tal senso la qualità dei corsi di aggiornamento.


4) Abolire ogni tipo di retrocessione, play out, play off, dai vari campionati giovanili fino all'età di 16 anni compresi, essi danno origine nei casi peggiori peraltro non marginali e in aumento, a esoneri del tutto controproducenti rispetto agli scopi da perseguire e talvolta a comportamenti inqualificabili (accordi e combine di gare), indegni della pratica dello sport.


5) Rivedere completamente il meccanismo delle scuole calcio ELITE, i criteri andranno stabiliti soprattutto a livello comportamentale e sulla REALE qualità del lavoro svolto.


6) Ripensare completamente la funzione dei Centri Federali che nell'attuale assetto non forniscono il contributo atteso, come soluzione innovativa si potrebbe anche pensare di trasferirne in tutto o in parte le funzioni a tecnici di comprovata esperienza nel settore (in un numero congruo per regione), i quali seguano con visite periodiche il lavoro delle società, tenendo lezioni teorico/pratiche e osservando gare, in modo e maniera da certificare realmente la qualità del lavoro svolto.


7) Attività curriculari obbligatorie che prevedano allenamenti coi disabili (a pari condizioni con loro), lavori in biblioteca inerenti al calcio ma combinati con film, letture, giochi e quant'altro, lezioni video di storia del calcio, il tutto per impedire il più possibile che l'eventuale ma numericamente probabile "fallimento" nel calcio giocato, rimanga l'unica esperienza da ricordare (spesso in modo frustrante) del ragazzo.


8) Codice di comportamento firmato dal genitore al momento dell'iscrizione del ragazzo con penalità economica/disciplinare per chi lo viola, prevedendo un organo imparziale (magari formato da tecnici a livello di FIGC provinciale) per i giudizi disciplinari.

Il non adempiere la eventuale sanzione impatterebbe alla fine sul ragazzo, questo è vero, ma è l'unico modo per fare capire ai genitori che lo stanno danneggiando.

La possibilità di sfigurare davanti agli altri genitori, diventando oggetto di un qualche provvedimento disciplinare, potrebbe costituire un buon deterrente a comportamenti incoscienti.


9) Organizzare uno o più dipartimenti di sviluppo in collaborazione con una o più università, per ricerche e monitoraggi costanti sul calcio giovanile.


10) Rivedere la nuova legge svincolo contenuta nella riforma dello sport, che non tutela le società che investono nel settore giovanile.


11) Ultimo ma non certo per importanza, l'avviare un REALE confronto con il mondo della scuola, le due realtà devono diventare complementari e non considerarsi due entità divise.

Il calcio deve però proporre progetti che non siano di mero reclutamento all'Interno degli istituti, ma forieri di esperienze gratificanti per TUTTI i bambini.

 

Nel ringraziarVi per avermi data la possibilità di illustrare le mie linee programmatiche, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.


                                                                                                   

                                                                                             Alessandr


Ravenna 22 dicembre 2023

 

Allego il mio CV

CURRICULUM VITAE ALESSANDRO ZAULI


Alessandro Zauli

Nato a Forlì il 23/04/1965

Residente a Ravenna (Italia)

Cap. 48124

Via Aldo Bozzi 49 

Telefono: +39 339/4483361

Mail: alessandro.zulo65@gmail.com

Titolo di studio: diploma di perito Agrario

Conoscenza scolastica della lingua inglese


ATTIVITÀ DA ALLENATORE

QUALIFICHE:


Allenatore giovani calciatori ottenuto nel 1990 con un punteggio di 54/60 (primo classificato).
Allenatore UEFA B ottenuto nel 2000.
Allenatore UEFA A ottenuto nel 2019 presso il Centro Tecnico di Coverciano, con un punteggio di 110/110 (primo classificato).

ESPERIENZE


Dal 1985 allenatore presso società dilettantistiche e professionistiche, sia nei settori giovanili, sia in prima squadra.

Tra le altre Forli Calcio, Ravenna Football Club, Russi Calcio (Ravenna), come allenatore della Juniores Nazionale e secondo della prima squadra in D (dal 2001 al 2009).

Ora dal 2017 alleno presso la polisportiva Compagnia dell'Albero di Ravenna.


ALTRE ATTIVITÀ


Osservatore per il Venezia Calcio (serie B) nella stagione 1997/98 e per il Calcio Napoli (serie B) nella stagione 1999/2000.
Visionavo sia le squadre avversarie, sia i giocatori in prestito sparsi per l'Italia.


Da 14 anni svolgo l'attività di osservatore in serie C e D per diverse società in maniera libera, pagato a prestazione.
Valuto sia giocatori da segnalare, sia le squadre avversarie da affrontare.


Ho lavorato nelle scuole calcio estive Atalanta Bfc dal 2001 al 2007.

Svolgo l'attività di allenatore presso il carcere di Ravenna a favore dei detenuti dal 2016, stessa attività ho svolto in una comunità di recupero (fino al 2019).
            Nella scorsa stagione ho svolto un 

            progetto simile coi ragazzi del

            Dipartimento Salute Mentale di

            Ravenna, che sto continuando in questa stagione.


Ho fatto parte del Centro Studi della FIGC Emilia Romagna dal
1999 al 2001.


ESPERIENZE EDITORIALI

Autore dei libri:


"Come giocano le squadre" 2001
Edizioni Correre Milano

Libro tradotto in inglese, tedesco, greco.


"I difetti del tuo modulo" 2006
Edizioni Correre Milano.


" La fase tattica dei gesti tecnici "
2010 Edizioni Prohmos Città di Castello (Perugia).


" I punti deboli dei sistemi di gioco" 2022 Edizioni Correre Milano.
      

Collaboratore della rivista specializzata " Il Nuovo Calcio " dal Milano, dal 1993.

ATTIVITÀ DI CONFERENZIERE


Tengo seminari presso associazioni allenatori, associazioni in genere, società e iniziative del Nuovo Calcio.

Il 1 ottobre 2020 ho tenuto una videoconferenza al corso di calcio presso l' Università dell'Arizona.

Sono e sarò sempre innamorato del calcio.

Mi piace scoprire talenti ancora sconosciuti.

Come tutti i Romagnoli sono molto aperto alla socialità, al progresso e alla crescita, sono molto curioso in genere e credo che solo il lavoro competente dia frutti.

Vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro una buona giornata.


Ravenna 22 dicembre 2023

 

 

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Petizione creata in data 22 dicembre 2023