CORDA MOLLE: Brescia non deve pagare le scelte sbagliate di Roma


CORDA MOLLE: Brescia non deve pagare le scelte sbagliate di Roma
Il problema
Dal 1° marzo 2026, la Corda Molle è a pagamento: 12 centesimi al chilometro per le auto, 31 per i mezzi pesanti.
Questa strada per quattordici anni è stata gratuita, e i bresciani ci hanno costruito sopra la loro quotidianità: percorsi casa-lavoro, spostamenti aziendali, logistica. Adesso, dall'oggi al domani, tutto questo ha un prezzo.
Per un pendolare, si tratta di oltre 1800 euro/anno.
Per un'impresa di trasporto con 4 passaggi andata/ritorno al giorno, oltre 18.000 euro/anno.
🟡 COME SIAMO ARRIVATI QUI
Le responsabilità attraversano tutto l'arco politico: nessuno ha tutelato gli interessi dei cittadini bresciani.
Il pedaggio era previsto fin dal bando del 2012 (governo Monti) con un leghista (Molgora) alla presidenza della Provincia, ed è stato confermato nella convenzione firmata nel 2017 dal Ministro Delrio (PD).
La Regione Lombardia è stata completamente assente, e ha respinto un emendamento che chiedeva fondi per i residenti.
Ma il capitolo più grave è quello delle false promesse.
Il Ministro Salvini (Lega) ha costruito per anni una narrazione incompatibile con la realtà: nel 2024 scrive che non è previsto alcun pedaggio; nel 2025 l'obiettivo diventa "ridurre i costi"; a novembre 2025 chiede agli enti locali di pagare metà del conto; a febbraio 2026 rivendica come successo personale un'esenzione di un anno per i residenti. Esenzione che crolla a due mesi, dopo solo due settimane.
🟡 PERCHÉ IL PEDAGGIO SULLA CORDA MOLLE È INACCETTABILE
1 - Non esistono alternative.
Per migliaia di pendolari e centinaia di imprese, la Corda Molle non è una scelta, ma è l'unico percorso praticabile: la viabilità ordinaria è già congestionata, e il trasporto pubblico non copre adeguatamente le tratte servite dal raccordo.
2 - I mezzi pesanti sono completamente esclusi da ogni agevolazione.
Brescia è una delle province più industrializzate d'Europa, e le imprese pagano il prezzo pieno. Il risultato è prevedibile: aumento dei costi per le aziende, deviazione del traffico pesante sulle strade dei nostri comuni, manutenzione a carico dei bilanci comunali.
3 - Nessuna analisi costi-benefici è mai stata fatta.
Un'infrastruttura da oltre 300 milioni di euro è stata progettata, costruita e messa a pedaggio senza che nessuno abbia mai valutato l'impatto. Prima si è deciso, poi - forse - si valuterà.
🟡 COSA CHIEDIAMO
1 - Eliminazione del pedaggio attraverso la rinegoziazione della concessione.
Questo deve avvenire attraverso un meccanismo trasparente: un canone di disponibilità vincolato a standard di servizio misurabili, decurtabile se il concessionario non mantiene la strada secondo gli accordi. Non un sussidio a fondo perduto, ma un contratto a risultato. Il costo stimato è di 25-35 milioni di euro l'anno, proporzionato per un'infrastruttura che serve una delle aree più produttive del Paese.
2 - Esenzione immediata per cittadini e imprese.
I residenti bresciani e le imprese del territorio non possono aspettare anni di trattative. Per i cittadini bresciani, il passaggio in auto deve tornare gratuito in modo permanente, con costi a carico dello Stato (Ministero Infrastrutture e Trasporti). Per i veicoli pesanti, l'esenzione va strutturata nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, che implica tra le altre cose una durata definita. Chi parla di esenzioni permanenti alle imprese sta facendo l'ennesima promessa destinata a essere smentita.
3 - Investimenti nel trasporto pubblico e nel trasporto merci su ferro.
Il pedaggio è accettabile solo quando esistono alternative credibili. Per la Corda Molle non esistono. Chiediamo il potenziamento del trasporto pubblico locale e lo sviluppo di infrastrutture intermodali per il trasporto merci su ferro, coerenti con la vocazione industriale e logistica del territorio.
4 - Valutazione e trasparenza totale.
Analisi costi-benefici condotta da soggetti terzi. Verifica indipendente dei dati di traffico. Pubblicazione integrale dei risultati. Nessuna infrastruttura da centinaia di milioni può esistere senza una valutazione trasparente.
🟡 PERCHÉ FIRMARE
Questa non è una questione di destra o sinistra, ma una questione di principio: i costi di decisioni sbagliate prese a Roma non possono ricadere sui cittadini e sulle imprese di Brescia.
La Corda Molle non è un caso isolato. È il sintomo di un sistema in cui prima si decide e poi, forse, si valuta. Un sistema che produce opere senza analisi, concessioni senza trasparenza e promesse senza copertura.
Firmando questa petizione chiedi che le istituzioni si assumano la responsabilità delle scelte fatte e trovino una soluzione strutturale, non l'ennesima presa in giro che lascia Brescia a fare da tampone ai loro errori.
Petizione promossa da ORA! - Coordinamento Provinciale di Brescia

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Il problema
Dal 1° marzo 2026, la Corda Molle è a pagamento: 12 centesimi al chilometro per le auto, 31 per i mezzi pesanti.
Questa strada per quattordici anni è stata gratuita, e i bresciani ci hanno costruito sopra la loro quotidianità: percorsi casa-lavoro, spostamenti aziendali, logistica. Adesso, dall'oggi al domani, tutto questo ha un prezzo.
Per un pendolare, si tratta di oltre 1800 euro/anno.
Per un'impresa di trasporto con 4 passaggi andata/ritorno al giorno, oltre 18.000 euro/anno.
🟡 COME SIAMO ARRIVATI QUI
Le responsabilità attraversano tutto l'arco politico: nessuno ha tutelato gli interessi dei cittadini bresciani.
Il pedaggio era previsto fin dal bando del 2012 (governo Monti) con un leghista (Molgora) alla presidenza della Provincia, ed è stato confermato nella convenzione firmata nel 2017 dal Ministro Delrio (PD).
La Regione Lombardia è stata completamente assente, e ha respinto un emendamento che chiedeva fondi per i residenti.
Ma il capitolo più grave è quello delle false promesse.
Il Ministro Salvini (Lega) ha costruito per anni una narrazione incompatibile con la realtà: nel 2024 scrive che non è previsto alcun pedaggio; nel 2025 l'obiettivo diventa "ridurre i costi"; a novembre 2025 chiede agli enti locali di pagare metà del conto; a febbraio 2026 rivendica come successo personale un'esenzione di un anno per i residenti. Esenzione che crolla a due mesi, dopo solo due settimane.
🟡 PERCHÉ IL PEDAGGIO SULLA CORDA MOLLE È INACCETTABILE
1 - Non esistono alternative.
Per migliaia di pendolari e centinaia di imprese, la Corda Molle non è una scelta, ma è l'unico percorso praticabile: la viabilità ordinaria è già congestionata, e il trasporto pubblico non copre adeguatamente le tratte servite dal raccordo.
2 - I mezzi pesanti sono completamente esclusi da ogni agevolazione.
Brescia è una delle province più industrializzate d'Europa, e le imprese pagano il prezzo pieno. Il risultato è prevedibile: aumento dei costi per le aziende, deviazione del traffico pesante sulle strade dei nostri comuni, manutenzione a carico dei bilanci comunali.
3 - Nessuna analisi costi-benefici è mai stata fatta.
Un'infrastruttura da oltre 300 milioni di euro è stata progettata, costruita e messa a pedaggio senza che nessuno abbia mai valutato l'impatto. Prima si è deciso, poi - forse - si valuterà.
🟡 COSA CHIEDIAMO
1 - Eliminazione del pedaggio attraverso la rinegoziazione della concessione.
Questo deve avvenire attraverso un meccanismo trasparente: un canone di disponibilità vincolato a standard di servizio misurabili, decurtabile se il concessionario non mantiene la strada secondo gli accordi. Non un sussidio a fondo perduto, ma un contratto a risultato. Il costo stimato è di 25-35 milioni di euro l'anno, proporzionato per un'infrastruttura che serve una delle aree più produttive del Paese.
2 - Esenzione immediata per cittadini e imprese.
I residenti bresciani e le imprese del territorio non possono aspettare anni di trattative. Per i cittadini bresciani, il passaggio in auto deve tornare gratuito in modo permanente, con costi a carico dello Stato (Ministero Infrastrutture e Trasporti). Per i veicoli pesanti, l'esenzione va strutturata nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, che implica tra le altre cose una durata definita. Chi parla di esenzioni permanenti alle imprese sta facendo l'ennesima promessa destinata a essere smentita.
3 - Investimenti nel trasporto pubblico e nel trasporto merci su ferro.
Il pedaggio è accettabile solo quando esistono alternative credibili. Per la Corda Molle non esistono. Chiediamo il potenziamento del trasporto pubblico locale e lo sviluppo di infrastrutture intermodali per il trasporto merci su ferro, coerenti con la vocazione industriale e logistica del territorio.
4 - Valutazione e trasparenza totale.
Analisi costi-benefici condotta da soggetti terzi. Verifica indipendente dei dati di traffico. Pubblicazione integrale dei risultati. Nessuna infrastruttura da centinaia di milioni può esistere senza una valutazione trasparente.
🟡 PERCHÉ FIRMARE
Questa non è una questione di destra o sinistra, ma una questione di principio: i costi di decisioni sbagliate prese a Roma non possono ricadere sui cittadini e sulle imprese di Brescia.
La Corda Molle non è un caso isolato. È il sintomo di un sistema in cui prima si decide e poi, forse, si valuta. Un sistema che produce opere senza analisi, concessioni senza trasparenza e promesse senza copertura.
Firmando questa petizione chiedi che le istituzioni si assumano la responsabilità delle scelte fatte e trovino una soluzione strutturale, non l'ennesima presa in giro che lascia Brescia a fare da tampone ai loro errori.
Petizione promossa da ORA! - Coordinamento Provinciale di Brescia

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Petizione creata in data 2 marzo 2026