

Care amiche e cari amici,
scusate il ritardo, ma dopo la risposta ricevuta da Coop Italia abbiamo voluto approfondire le informazioni ricevute, in particolare per quanto riguarda la certificazione Aticelca per gli imballaggi misti.
Il marchio Aticelca - rilasciato dall'associazione degli operatori dell'industria cartaria - attesta che un determinato imballaggio costituito in parte da carta ed in parte da altro materiale (c.d. "poliaccoppiato") può essere smaltito dai cittadini insieme alla carta, perchè i centri di riciclaggio dispongono dei macchinari necessari a separare le due componenti "a valle" della nostra raccolta differenziata (per approfondire: https://comunivirtuosi.org/imballaggi-poliaccoppiato-le-due-tre-cose-sapere-riciclo/).
In effetti, se tutti i sacchetti del pane recassero il marchio Aticelca "classe A+", una parte del problema sarebbe risolta, perché saremmo molto agevolati nello smaltire correttamente i nostri rifiuti.
D'altro canto - sino a quanto la legislazione nazionale non imporrà ai Comuni standard minimi ed uniformi per la raccolta differenziata e l'impiantistica - il marchio Aticelca avrà un valore importante ma pur sempre indicativo, perché esso certifica solo che un determinato imballaggio misto ha possibilità maggiori ("classe A+") o minori ("classe C") di andare a finire in uno stabilimento effettivamente in grado di separare le varie componenti.
E resta aperta l'altra questione che abbiamo posto: se è vero nella gran parte degli imballaggi da forno misti in uso nei punti vendita Coop la parte trasparente è in materiale organico e compostabile (PLA, ovvero acido poliattico), è vero anche che una parte minoritaria (meno del 20%, secondo Coop Italia), ma non irrilevante, dei sacchetti del pane, presenta ancora la finestrella trasparente in plastica.
Una componente, dunque, che - anche se smaltita separatamente dalla carta a cura degli operatori del settore - resta altamente inquinante, e che un domani possiamo ritrovarci nel piatto sotto forma di microplastiche, o magari nell'aria che respiriamo, a seguito di incenerimento!
Per questo, prima di poter cantare vittoria, è importante che Coop Italia - che ringraziamo per l'attenzione sin qui mostrata alla nostra petizione - approvi e ci comunichi quanto prima il piano di "riorganizzazione dell’offerta relativamente al packaging dei prodotti", citato nella risposta.
Chiediamo che in questo atto si dichiari che tutti i sacchetti del pane verranno certificati Aticelca e che essi saranno tutti realizzati mediante utilizzo di bioplastica per la parte trasparente: solo alla luce di questo documento potremo finalmente dire di aver scacciato la plastica dal sacchetto del pane!
Per questo vi chiedo un ultimo sforzo di condivisione e diffusione della petizione: coraggio, la vittoria è vicina!
Guglielmo Calcerano