Contro la sospensione dei maggiorenni non vaccinati dalle attività scout.

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 170 sostenitori

Il problema

“Nessuno escluso”

Lettera aperta al Capo Guida e al Capo Scout e ai Consiglieri Generali dell’AGESCI sulla sospensione dalle attività dei soci maggiorenni non vaccinati.

La presente petizione agli organi nazionali dell’associazione fa seguito all’invio della lettera ai capi dell’11 gennaio u.s. da parte del Consiglio Nazionale e alla successiva pubblicazione delle istruzioni pubblicate nel fascicolo dal titolo Zaini in spalla e non è tesa, in alcun modo, ad affrontare il tema dell’efficacia e della necessità dei vaccini, per la quale i sottoscritti non si sentono in grado di pronunciarsi, quanto di ristabilire il principio sacro della non discriminazione e del non giudizio in un’associazione che fa del suo motivo di esistere l’educazione dei ragazzi tra gli otto e i ventuno anni.

Essere degni di chi ci ha preceduto, rischiando la vita per salvare le persone perseguitate o escluse, aver promosso anche nei momenti difficili, dove la maggioranza stava da qualche altra parte, il senso di responsabilità nei confronti di tutti, soprattutto dei più deboli chiede a ciascuno di noi, oggi, di prendere una posizione precisa, anche se minoritaria.

La lettera è sottoscritta da soci capi e soci maggiorenni (Rover e Scolte) dell’Associazione e genitori di soci.

    1. Titolarità del Consiglio Nazionale

Secondo quanto indicato nello Statuto, il Consiglio Nazionale (i cui compiti sono previsti all’art. 22 e 43) non ha, neanche in caso di emergenza, titolarità nella sospensione dei soci o nell’indicare le caratteristiche per cui una persona può o non può essere socio. Solo il Consiglio Generale che è il massimo organo deliberativo dell’Associazione esprime la volontà della stessa: “a. deliberare su temi di indirizzo politico dell’Associazione; b. deliberare in merito alle elaborazioni pedagogiche del metodo; c. deliberare sulle modifiche allo Statuto, ai Regolamenti e al Patto associativo...”. La stessa pratica della sospensione, che è un provvedimento normato dallo Statuto e dal Regolamento non è prevedibile in casi di questo tipo. Pertanto è impossibile dare valore normativo alle deliberazioni del Consiglio Nazionale per come espresse nei documenti citati.

    2. Strumento utilizzato

Le deliberazioni del Consiglio nazionale, con carattere prescrittivo e autoritativo, sono state oggetto di una vaga lettera ai Capi del’11 gennaio u.s., ma hanno, con maggiori dettagli e argomentazioni trovano spazio, nel fascicolo online Zaini in spalla. Nato come documento per aiutare le staff e le comunità capi a fare attività, fornendo materiale (dichiarazioni, informative ecc.) e spunti per fare le attività in sicurezza, questo strumento di supporto alle attività, assurge in questa occasione a documento ufficiale dell’associazione in cui trovano posto le norme decise per tutti i soci all’interno dal Consiglio Nazionale. Si ravvisa in questo senso una scelta assolutamente inadeguata, in quanto le norme espresse riguardano anche i soci maggiorenni, ai quali evidentemente Zaini in spalla non è indirizzato, come allo stesso tempo non è e non può essere considerato un documento “Ufficiale” della nostra Associazione.

    3. Principio di non discriminazione

La norma prevista tra l’altro è in assoluta contrapposizione con l’art. 1 c. 4 del nostro Statuto che recita che l’Associazione “svolge la propria attività nel rispetto della libertà, dignità e uguaglianza degli associati e dei principi di democrazia”. In particolare si stabilisce, in questa occasione, una differenza sostanziale e inammissibile, dal punto di vista del metodo, tra i ragazzi di Clan/Fuoco che hanno diciassette anni e quelli che ne hanno diciotto, e che sono com’è noto fanno della stessa comunità di vita ed educativa. Tra l’altro in Zaini in spalla la scelta di non richiedere la vaccinazione ai minorenni “nasce dalla consapevolezza e dalla importanza che in questo momento storico la vicinanza ai ragazzi minori di età e non vaccinati sia fondamentale” come se invece i maggiorenni non avessero bisogno della vicinanza della comunità, solo perché teoricamente sarebbero in grado di scegliere se vaccinarsi o meno. Inoltre “La scelta del Consiglio nazionale di non rendere obbligatorio il possesso del Super Green Pass per i ragazzi minorenni (over 12 anni) - seppur obbligatorio dall'interpretazione fatta dal Ministero della Salute nella Nota del 1/10/2021” assumendosene la responsabilità, implica che in caso di controllo da parte delle autorità nel corso delle attività, la responsabilità reale ricada in verità sui Capi Unità e in una certa misura sui Capi Gruppo e non sul Consiglio Nazionale che non può assumersi davanti alla legge alcuna responsabilità che in alcun modo possono essere ricondotte ad un organo associativo.

    4. Promuovere la campagna vaccinale

Pur contestando la validità giuridica e formale della decisione intrapresa, non si vuole in questa sede contestare la scelta associativa di sostenere la campagna di vaccinazione del governo, ma si contesta la forma di questo sostegno che diventa un ricatto e che comporta la sospensione dalle attività (tutte le attività). Ci sono molti modi di sostenere la campagna vaccinale, come del resto si fa cenno nel documento, ma sicuramente i sottoscritti, considerano la sospensione, un ricatto e un metodo coercitivo che risulta ai nostri occhi neppure lontanamente ipotizzabile. Tra l’altro, in questo caso, si tratta dell’ennesimo obbligo vaccinale stabilito nella nostra nazione, ma a memoria dei sottoscritti, mai si è chiesto, per la partecipazione alle attività scout il rispetto degli obblighi stabiliti per le vaccinazioni nei bambini e ragazzi in Italia, e si è sempre chiesto solamente di essere informati sullo stato vaccinale dei partecipanti alle attività per sapere come comportarsi in caso di emergenza. Tra l’altro, è ormai noto che il vaccino contro il Covid19 non protegge dalla diffusione del virus, ma solo dalle complicanze gravi dell’infezione, e quindi va trattato come qualsiasi presidio sanitario che può essere legittimamente rifiutato da una persona per come stabilito dalla Convenzione sui Diritti dell'Uomo e la biomedicina (Oviedo, 4 aprile 1997).

    5. Andare al passo del più lento

Nella nostra associazione, fin a ora non si era mai fatto alcun tipo di discriminazione tra i ragazzi, la scelta è sempre stata quella di andare al passo del più lento, di fare ciò che tutti possono fare, con grande fantasia e inventiva. La presenza nelle unità di non vaccinati per scelta e di non vaccinati per problemi medici non è un ostacolo allo svolgimento delle attività in piena sicurezza. Un uso frequente, in alcune realtà anche prima di ogni attività, dei tamponi antigienici, le mascherine la vita all’aperto e il ricorso ad attività online ci ha permesso di arrivare a due anni dopo lo scoppio della pandemia, senza che si presentasse alla cronaca l’esistenza di cluster nel corso delle attività scout.

    6. Cosa fare

Per quanto detto sopra, si chiede in questa sede il ritiro immediato del fascicolo Zaini in spalla e il reintegro dei ragazzi nelle attività.

Forti della nostra esperienza associativa e del nostro numero di soci, si chiede al Consiglio Nazionale la formulazione di una richiesta di parere al Ministero della Salute, per la regolamentazione delle attività educative non formali all’aperto all’interno delle quali più propriamente le attività scout si devono collocare.

La convocazione di un Consiglio Generale che discuta delle politiche attuate dal Consiglio Nazionale e formuli un atto di indirizzo per il prosieguo delle attività scout in questo periodo storico.

 

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Fabio TassonePromotore della petizione

I decisori

Capo Guida
Capo Guida
Associazione Guide e Scout Cattolici d'Italia
Capo Scout
Capo Scout
Associazione Guide e Scout Cattolici d'Italia
Cosiglieri generali
Cosiglieri generali
Associazione Guide e Scout Cattolici d'Italia

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