Contro la centrale a biometano a Sarzano: è necessario il ricorso al TAR!

Il problema

FORUM DEI CITTADINI - CIVICA PER ROVIGO

Con una delibera di giunta del 2 dicembre 2024, l'Amministrazione Comunale di Rovigo ha approvato un accordo con la ditta Apis RO 1 che consentiva l'insediamento di un impianto di produzione di biometano alimentato da biomasse vegetali, sotto-prodotti agro-industriali e reflui zootecnici dell'azienda stessa a Sarzano. Una settimana dopo la Regione ha autorizzato l’impianto. 

Quali sono i problemi?

  • Viabilità compromessa: il transito di mezzi pesanti in entrata e uscita dall'impianto attraverserà la frazione, con impatti significativi sulla sicurezza stradale e sulla qualità dell’aria e della vita dei residenti, insistendo anche sul Ponte dei Munari, già ammalorato, che verrà semplicemente "risanato" (e non ricostruito) per permettere ai mezzi pesanti di passarci sopra. Ma in base all’accordo le future manutenzioni saranno tutte a carico dei cittadini di Rovigo.
  • Odori nauseabondi e insetti: l'impianto produrrà emissioni olfattive e favorirà la proliferazione di insetti, danneggiando ulteriormente i residenti della zona.
  • Svalutazione degli immobili: la presenza dell'impianto a pochi metri dalle abitazioni deprezzerà inevitabilmente le proprietà private.
  • Un danno al territorio locale: l’impianto sarà costruito in un’area agricola a poca distanza da un'azienda agricola biologica che coltiva aglio bianco polesano DOP, eccellenza del nostro territorio, compromettendo il valore delle produzioni agricole locali e il valore economico dei terreni agricoli.
  • Saturazione del Polesine: si tratta dell'ennesimo impianto imposto al nostro territorio, già pesantemente gravato da infrastrutture simili e da elevati tassi di inquinamento.

La Sindaca Cittadin ha confermato che la Regione Veneto intende dislocare altri impianti di biometano proprio in Polesine e nella bassa veronese. Questo renderebbe la nostra zona "idonea" ad insediamenti di impianti di biometano, giustificando così l’abbandono della tutela dei cittadini e del nostro territorio, che dovrebbe essere invece la priorità dell’Amministrazione comunale. 

L'incontro pubblico con i cittadini di Sarzano del 29 gennaio scorso è stato organizzato dopo che l'Amministrazione aveva già dato il proprio consenso all'impianto. Una decisione che poteva essere negata, ma che è stata approvata senza nemmeno avvisare i cittadini, che hanno appreso la notizia dai giornali.

Cosa possiamo fare?
La scadenza per tentare di fare ricorso al TAR e bloccare l'insediamento di questo impianto dannoso è il 18 marzo. Serve l'impegno di tutti per difendere la salute, l'ambiente e il futuro della nostra comunità!

Firma questa petizione e unisciti alla nostra lotta per fermare l'ennesimo abuso contro il Polesine!

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Civica per RovigoPromotore della petizione

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Con una delibera di giunta del 2 dicembre 2024, l'Amministrazione Comunale di Rovigo ha approvato un accordo con la ditta Apis RO 1 che consentiva l'insediamento di un impianto di produzione di biometano alimentato da biomasse vegetali, sotto-prodotti agro-industriali e reflui zootecnici dell'azienda stessa a Sarzano. Una settimana dopo la Regione ha autorizzato l’impianto. 

Quali sono i problemi?

  • Viabilità compromessa: il transito di mezzi pesanti in entrata e uscita dall'impianto attraverserà la frazione, con impatti significativi sulla sicurezza stradale e sulla qualità dell’aria e della vita dei residenti, insistendo anche sul Ponte dei Munari, già ammalorato, che verrà semplicemente "risanato" (e non ricostruito) per permettere ai mezzi pesanti di passarci sopra. Ma in base all’accordo le future manutenzioni saranno tutte a carico dei cittadini di Rovigo.
  • Odori nauseabondi e insetti: l'impianto produrrà emissioni olfattive e favorirà la proliferazione di insetti, danneggiando ulteriormente i residenti della zona.
  • Svalutazione degli immobili: la presenza dell'impianto a pochi metri dalle abitazioni deprezzerà inevitabilmente le proprietà private.
  • Un danno al territorio locale: l’impianto sarà costruito in un’area agricola a poca distanza da un'azienda agricola biologica che coltiva aglio bianco polesano DOP, eccellenza del nostro territorio, compromettendo il valore delle produzioni agricole locali e il valore economico dei terreni agricoli.
  • Saturazione del Polesine: si tratta dell'ennesimo impianto imposto al nostro territorio, già pesantemente gravato da infrastrutture simili e da elevati tassi di inquinamento.

La Sindaca Cittadin ha confermato che la Regione Veneto intende dislocare altri impianti di biometano proprio in Polesine e nella bassa veronese. Questo renderebbe la nostra zona "idonea" ad insediamenti di impianti di biometano, giustificando così l’abbandono della tutela dei cittadini e del nostro territorio, che dovrebbe essere invece la priorità dell’Amministrazione comunale. 

L'incontro pubblico con i cittadini di Sarzano del 29 gennaio scorso è stato organizzato dopo che l'Amministrazione aveva già dato il proprio consenso all'impianto. Una decisione che poteva essere negata, ma che è stata approvata senza nemmeno avvisare i cittadini, che hanno appreso la notizia dai giornali.

Cosa possiamo fare?
La scadenza per tentare di fare ricorso al TAR e bloccare l'insediamento di questo impianto dannoso è il 18 marzo. Serve l'impegno di tutti per difendere la salute, l'ambiente e il futuro della nostra comunità!

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Petizione creata in data 30 gennaio 2025