Contestate l'articolo 126/bis c.2 del Codice della Strada


Contestate l'articolo 126/bis c.2 del Codice della Strada
Il problema
L'articolo 126/bis c.2 del C.d.S è, a mio avviso, una norma iniqua e vessatoria per tutti gli automobilisti e, soprattutto, gli automobilisti che ricevono sanzioni di rado.
L'articolo in questione obbliga il proprietario di un veicolo a denunciare le generalità della persona alla guida nel momento in cui l'automobile è strumento per commettere una infrazione che comporta la perdita di punti della patente.
La finalità potrebbe anche essere accettata a meno dei seguenti aspetti:
1) l'obbligo è esteso anche al caso in cui conducente e proprietario coincidano, introducendo un inutile aggravio di burocrazia
2) la mancata osservazione dei termini per la denuncia comporta una iniqua sanzione che ammonta a € 220,85, se pagata entro 5 giorni, per passare a € 308,15, trascorso il termine dei 5 giorni.
Ritengo che la misura della sanzione sia iniqua e vessatoria visti i valori in gioco, che, a mio avviso, sono assolutamente al di là di ogni concetto di proporzionalità rispetto alla gravità della violazione, che può essere dovuta ad una banale dimenticanza da parte del proprietario.
In un periodo in cui i governi che si susseguono si riempiono la bocca di buoni propositi per diminuire il peso della burocrazia e rendere più equa la vita dei cittadini, questa norma è in vigore dal 2003 e saccheggia le tasche di molti cittadini, la cui unica colpa è quella di una disattenzione rispetto ad un obbligo che potrebbe essere gestito, ad esempio, in uno dei seguenti modi:
1) l'automatica associazione conducente = proprietario, con conseguente addebito dei punti sulla patente del proprietario
2) l'applicazione progressiva della sanzione, prevedendo un primo livello di sanzione decisamente più contenuto per garantire meglio i cittadini onesti cui è solo sfuggito il termine dell'obbligo.
Bisogna contestare questa norma perché l'attuale configurazione dell'impianto sanzionatorio si configura come una imposizione, nascosta tra le righe dei verbali, volta a consentire ai comuni di fare cassa a danno dei propri cittadini, magari recuperando in parte i tagli dei finanziamenti da parte del governo centrale.
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Il problema
L'articolo 126/bis c.2 del C.d.S è, a mio avviso, una norma iniqua e vessatoria per tutti gli automobilisti e, soprattutto, gli automobilisti che ricevono sanzioni di rado.
L'articolo in questione obbliga il proprietario di un veicolo a denunciare le generalità della persona alla guida nel momento in cui l'automobile è strumento per commettere una infrazione che comporta la perdita di punti della patente.
La finalità potrebbe anche essere accettata a meno dei seguenti aspetti:
1) l'obbligo è esteso anche al caso in cui conducente e proprietario coincidano, introducendo un inutile aggravio di burocrazia
2) la mancata osservazione dei termini per la denuncia comporta una iniqua sanzione che ammonta a € 220,85, se pagata entro 5 giorni, per passare a € 308,15, trascorso il termine dei 5 giorni.
Ritengo che la misura della sanzione sia iniqua e vessatoria visti i valori in gioco, che, a mio avviso, sono assolutamente al di là di ogni concetto di proporzionalità rispetto alla gravità della violazione, che può essere dovuta ad una banale dimenticanza da parte del proprietario.
In un periodo in cui i governi che si susseguono si riempiono la bocca di buoni propositi per diminuire il peso della burocrazia e rendere più equa la vita dei cittadini, questa norma è in vigore dal 2003 e saccheggia le tasche di molti cittadini, la cui unica colpa è quella di una disattenzione rispetto ad un obbligo che potrebbe essere gestito, ad esempio, in uno dei seguenti modi:
1) l'automatica associazione conducente = proprietario, con conseguente addebito dei punti sulla patente del proprietario
2) l'applicazione progressiva della sanzione, prevedendo un primo livello di sanzione decisamente più contenuto per garantire meglio i cittadini onesti cui è solo sfuggito il termine dell'obbligo.
Bisogna contestare questa norma perché l'attuale configurazione dell'impianto sanzionatorio si configura come una imposizione, nascosta tra le righe dei verbali, volta a consentire ai comuni di fare cassa a danno dei propri cittadini, magari recuperando in parte i tagli dei finanziamenti da parte del governo centrale.
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I decisori
Petizione creata in data 23 novembre 2024