NO ALL'AMBIGUITA' DEL COUNSELOR! PER IL RISPETTO DELLA PROFESSIONE PSICOLOGO!

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L’art. 1 della L. 56/89 afferma::

"La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti
conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le
attivita' di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito
psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e
alle comunita'. Comprende altresi' le attivita' di sperimentazione,
ricerca e didattica in tale ambito."

La petizione nasce affinchè si prenda coscienza di quanto finora si sia giustificata la formazione e l'attività svolta da figure ambigue con etichetta anglosassone (counselor, coach) su campi di interesse già propri di altre figure professionali regolamentate.

E' nostro dovere, come categoria professionale, pretendere che si possa svolgere attività di prevenzione, sostegno, orientamento, promozione del benessere e cura esclusivamente attraverso i percorsi riconosciuti e la successiva abilitazione che la professione psicologo richiede. Troppo spesso si è giocato con le parole, approfittando di qualche zona grigia della legge, anche davanti  alla sentenza n. 13020/2015 del TAR del Lazio che ha sottolineato non pochi dubbi e perplessità in merito.

E' bene, invece, sottolineare per la tutela della salute del cittadino, oltre che della professione psicologo, quanto sia nocivo che terze figure del tutto ambigue e non adeguatamente formate si possano appropriare di strumenti della nostra professione non solo per indagare alcuni processi mentali del cliente/utente, ma anche nel disporre soluzioni e alternative sulla base degli stessi. Il counselor si propone come figura che offre uno spazio di ascolto al fine di raggiungere un miglioramento della qualità di vita del cliente, lavorando su punti di forza, accettazione, autodeterminazione e stati di crisi. Si pone in questo come attività di prevenzione, promozione del benessere, sostegno con il proposito di lavorare su diversi processi mentali della persona. Si pone come "relazione d'aiuto" con una modalità e all'interno di un ambito appartenenti già a professionisti adeguatamente formati con alle spalle anni di studio universitario, migliaia di ore di tirocinio, esame di abilitazione e una formazione continua..

Il counseling, pertanto, si configura in tutte le sue sfumature come attività psicologica anche laddove, per convenienza, lo si vorrebbe presentare come attività non psicologica per meglio aggirare la legge.

Per tali ragioni, firmiamo la petizione allo scopo di tutelare la salute dei cittadini e per la dignità della professione psicologo (categoria alla quale nel nostro paese, nonostante le leggi, spesso non viene offerto il giusto riconoscimento), non potendo e non volendo accettare ulteriormente tale commistione di ruoli, così come accade per tutte le altre categorie professionali regolamentate.



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