Chiediamo che l'opera pubblica non calpesti dieci anni di sacrificio di un imprenditore.

Il problema

Roberto Pigato, grazie al progetto “Fai un’impresa a Oristano” bandito dal Comune di Oristano nel 2012, si aggiudica un’area di 50 metri quadri in concessione. Un’area perfetta per la sua attività, situata in Viale Repubblica – nel cuore della zona sportiva di Oristano.

Qui nasce la sua attività, Bike Or.

E qui prosegue serenamente fino al 12 aprile 2021 quando improvvisamente, senza essere preventivamente avvisata dall’Amministrazione, si trova coinvolta nel mezzo delle opere di costruzione della nuova “Circonvallazione di Sa Rodia”.

La sua struttura viene letteralmente circondata dal cantiere, che da allora gli procura gravissimi danni nello svolgimento dell’attività.

Il Comune di Oristano ora ha notificato una lettera di sfratto alla Bike OR, con termine ultimo il 28 Febbraio 2022. Con un preavviso di dieci giorni. Dieci.

La Circonvallazione Sa Rodia di Oristano sta calpestando dieci anni di sacrifici di un giovane imprenditore, al quale il Comune aveva offerto l’illusione di poter creare e consolidare un’attività imprenditoriale, preziosissima per la Città.

Bike Or nasce infatti come noleggio di biciclette e poi cresce, declinandosi in servizio di assistenza, riparazione e vendita.

L’attività, da subito, offre un servizio che da pregio alla città stessa, unico in tutta la provincia, attraendo locali e turisti.

Il titolare Roberto Pigato, giovane imprenditore di Oristano, ora sta vedendo il suo sogno dissolversi davanti ai suoi occhi solo perché il Comune ha deciso di costruire una rotonda con annessa pista ciclabile – che per un tratto, da progetto, dovrà passare nell’area dove ora sorge Bike Or.

Come ben saprete, in Italia la pubblica utilità ha la meglio praticamente su tutto; per questo è stata creata l’indennità di espropriazione.

Tranne che per le aziende, ancor peggio se – come questa – nascono su un’area in concessione pubblica.

Il Comune si è limitato, nel capitolato d’appalto dell’opera in costruzione, a stanziare una cifra ridicola. Precisamente sono stati previsti 1.000,00 euro, finalizzati al trasferimento della struttura.

La proposta del Settore Sviluppo del Territorio del Comune è stata quella di abbandonare l’area in tempi brevissimi, “in cambio” di un nuovo basamento in un’area individuata dal Comune e di un rinnovo della concessione per altri nove anni.

Peccato che il Comune abbia astutamente omesso di considerare che tutte le spese per la ricostruzione del fabbricato, gli allacci e oneri vari, ricadrebbero interamente sulla Bike Or.

La pubblica amministrazione è rimasta silente, limitandosi a notificare una lettera di sfratto che intima al titolare dell’attività di liberare l’area entro dieci giorni.

Quali sono ora le prospettive per un giovane che ha investito nella sua città, senza andare a cercare fortuna all’estero?

Investire da capo, spendendo migliaia di euro, perdendo comunque l’avviamento dell’attività e la redditività dell’imminente stagione turistica.

L’alternativa è la disoccupazione.

Non si chiedono grandi cose, ma solamente che il Comune fornisca un’alternativa concreta e sostenibile da un imprenditore che ancora non ha ultimato di ammortizzare l’investimento iniziale, aderendo al sogno imprenditoriale prospettato dal Comune.

Si chiede che l’attività possa essere salvata e ripristinata in un’area adiacente a quella originale, in prossimità dell’area ciclabile già esistente, consentendo quindi di non perdere la strategicità della posizione, e che naturalmente il Comune si prenda carico degli oneri per la ricostruzione di un nuovo prefabbricato – o che si assuma la responsabilità per eventuali danni derivanti dallo spostamento di quello già esistente.

Chiediamo che l’attività non venga interrotta in un momento cruciale come quello dell’arrivo della stagione turistica, in modo da non pregiudicare i risultati economici dell’azienda di un anno intero.

Chiediamo di non interrompere un servizio fondamentale per la comunità locale e per i turisti.

Chiediamo di non soccombere in silenzio dopo dieci anni di sacrifici.

Aiutateci a far sentire la nostra voce con una firma.

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Giulia ToccoPromotore della petizione
Questa petizione aveva 1834 sostenitori

Il problema

Roberto Pigato, grazie al progetto “Fai un’impresa a Oristano” bandito dal Comune di Oristano nel 2012, si aggiudica un’area di 50 metri quadri in concessione. Un’area perfetta per la sua attività, situata in Viale Repubblica – nel cuore della zona sportiva di Oristano.

Qui nasce la sua attività, Bike Or.

E qui prosegue serenamente fino al 12 aprile 2021 quando improvvisamente, senza essere preventivamente avvisata dall’Amministrazione, si trova coinvolta nel mezzo delle opere di costruzione della nuova “Circonvallazione di Sa Rodia”.

La sua struttura viene letteralmente circondata dal cantiere, che da allora gli procura gravissimi danni nello svolgimento dell’attività.

Il Comune di Oristano ora ha notificato una lettera di sfratto alla Bike OR, con termine ultimo il 28 Febbraio 2022. Con un preavviso di dieci giorni. Dieci.

La Circonvallazione Sa Rodia di Oristano sta calpestando dieci anni di sacrifici di un giovane imprenditore, al quale il Comune aveva offerto l’illusione di poter creare e consolidare un’attività imprenditoriale, preziosissima per la Città.

Bike Or nasce infatti come noleggio di biciclette e poi cresce, declinandosi in servizio di assistenza, riparazione e vendita.

L’attività, da subito, offre un servizio che da pregio alla città stessa, unico in tutta la provincia, attraendo locali e turisti.

Il titolare Roberto Pigato, giovane imprenditore di Oristano, ora sta vedendo il suo sogno dissolversi davanti ai suoi occhi solo perché il Comune ha deciso di costruire una rotonda con annessa pista ciclabile – che per un tratto, da progetto, dovrà passare nell’area dove ora sorge Bike Or.

Come ben saprete, in Italia la pubblica utilità ha la meglio praticamente su tutto; per questo è stata creata l’indennità di espropriazione.

Tranne che per le aziende, ancor peggio se – come questa – nascono su un’area in concessione pubblica.

Il Comune si è limitato, nel capitolato d’appalto dell’opera in costruzione, a stanziare una cifra ridicola. Precisamente sono stati previsti 1.000,00 euro, finalizzati al trasferimento della struttura.

La proposta del Settore Sviluppo del Territorio del Comune è stata quella di abbandonare l’area in tempi brevissimi, “in cambio” di un nuovo basamento in un’area individuata dal Comune e di un rinnovo della concessione per altri nove anni.

Peccato che il Comune abbia astutamente omesso di considerare che tutte le spese per la ricostruzione del fabbricato, gli allacci e oneri vari, ricadrebbero interamente sulla Bike Or.

La pubblica amministrazione è rimasta silente, limitandosi a notificare una lettera di sfratto che intima al titolare dell’attività di liberare l’area entro dieci giorni.

Quali sono ora le prospettive per un giovane che ha investito nella sua città, senza andare a cercare fortuna all’estero?

Investire da capo, spendendo migliaia di euro, perdendo comunque l’avviamento dell’attività e la redditività dell’imminente stagione turistica.

L’alternativa è la disoccupazione.

Non si chiedono grandi cose, ma solamente che il Comune fornisca un’alternativa concreta e sostenibile da un imprenditore che ancora non ha ultimato di ammortizzare l’investimento iniziale, aderendo al sogno imprenditoriale prospettato dal Comune.

Si chiede che l’attività possa essere salvata e ripristinata in un’area adiacente a quella originale, in prossimità dell’area ciclabile già esistente, consentendo quindi di non perdere la strategicità della posizione, e che naturalmente il Comune si prenda carico degli oneri per la ricostruzione di un nuovo prefabbricato – o che si assuma la responsabilità per eventuali danni derivanti dallo spostamento di quello già esistente.

Chiediamo che l’attività non venga interrotta in un momento cruciale come quello dell’arrivo della stagione turistica, in modo da non pregiudicare i risultati economici dell’azienda di un anno intero.

Chiediamo di non interrompere un servizio fondamentale per la comunità locale e per i turisti.

Chiediamo di non soccombere in silenzio dopo dieci anni di sacrifici.

Aiutateci a far sentire la nostra voce con una firma.

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Giulia ToccoPromotore della petizione

I decisori

Consiglio Comunale di Oristano
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