Congedo di maternità retribuito dopo aborto spontaneo: tuteliamo le donne in Italia!

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elisa siragusa e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Congedo retribuito dopo aborto spontaneo: tuteliamo le donne

Ogni anno migliaia di donne in Italia perdono una gravidanza. Anche quando il corpo guarisce, il dolore resta. Oggi non esiste un congedo di maternità retribuito prima dei 180 giorni di gravidanza. Entro i primi 6 mesi, la perdita viene considerata malattia con necessità di un certificato medico e senza la garanzia che l'intero periodo di malattia venga completamente retribuito. 

Io stessa ho vissuto aborti spontanei ripetuti. Il dolore non è stato solo fisico: è stato solitudine, silenzio, assenza di supporto. E a volte 5, 10 ma anche 15 giorni di malattia non bastano per elaborare il lutto. Ho imparato a nascondere la mia sofferenza, a tacere, a sopravvivere. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a “funzionare” subito, a tornare immediatamente alla normalità, a rientrare al lavoro senza spazio per il lutto e per la cura di sé.

 

Chiedo che le istituzioni riconoscano queste esperienze, offrano ascolto e tutela, e interrompano la cultura del giudizio che trasforma il dolore in colpa.

Perché firmare:

  • Le donne devono spesso tornare subito al lavoro, affrontando dolore e lutto senza supporto.
  • In Germania, dal 2025, esiste un congedo retribuito immediato dopo aborto spontaneo: un modello che garantisce recupero fisico ed emotivo.

Chiediamo al Parlamento italiano di introdurre lo stesso diritto di recupero sia emotivo che fisico, riconoscendo il lutto come parte della maternità.

Cosa chiediamo:

1. Periodo di congedo di maternità retribuito immediato, dopo perdita precoce di gravidanza (a partire dalla sesta settimana di gravidanza, cioè anche prima di 90/180 giorni di gravidanza). 

2. Supporto psicologico e spazi di recupero fisico ed emotivo durante il congedo.

3. Una legge chiara sul periodo del congedo di maternità retribuito, evitando discrezionalità e disparità. La durata del congedo potrebbe essere proporzionale alla durata della gravidanza effettivamente sostenuta.

 

Firma per:

  • Dare riconoscimento legale al dolore delle donne.
  • Garantire tempo, riposo e dignità dopo un aborto spontaneo.
  • Rendere visibile e tutelata una realtà troppo spesso tabuizzata.

 

 

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Angela SchiròPromotore della petizione

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Congedo retribuito dopo aborto spontaneo: tuteliamo le donne

Ogni anno migliaia di donne in Italia perdono una gravidanza. Anche quando il corpo guarisce, il dolore resta. Oggi non esiste un congedo di maternità retribuito prima dei 180 giorni di gravidanza. Entro i primi 6 mesi, la perdita viene considerata malattia con necessità di un certificato medico e senza la garanzia che l'intero periodo di malattia venga completamente retribuito. 

Io stessa ho vissuto aborti spontanei ripetuti. Il dolore non è stato solo fisico: è stato solitudine, silenzio, assenza di supporto. E a volte 5, 10 ma anche 15 giorni di malattia non bastano per elaborare il lutto. Ho imparato a nascondere la mia sofferenza, a tacere, a sopravvivere. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a “funzionare” subito, a tornare immediatamente alla normalità, a rientrare al lavoro senza spazio per il lutto e per la cura di sé.

 

Chiedo che le istituzioni riconoscano queste esperienze, offrano ascolto e tutela, e interrompano la cultura del giudizio che trasforma il dolore in colpa.

Perché firmare:

  • Le donne devono spesso tornare subito al lavoro, affrontando dolore e lutto senza supporto.
  • In Germania, dal 2025, esiste un congedo retribuito immediato dopo aborto spontaneo: un modello che garantisce recupero fisico ed emotivo.

Chiediamo al Parlamento italiano di introdurre lo stesso diritto di recupero sia emotivo che fisico, riconoscendo il lutto come parte della maternità.

Cosa chiediamo:

1. Periodo di congedo di maternità retribuito immediato, dopo perdita precoce di gravidanza (a partire dalla sesta settimana di gravidanza, cioè anche prima di 90/180 giorni di gravidanza). 

2. Supporto psicologico e spazi di recupero fisico ed emotivo durante il congedo.

3. Una legge chiara sul periodo del congedo di maternità retribuito, evitando discrezionalità e disparità. La durata del congedo potrebbe essere proporzionale alla durata della gravidanza effettivamente sostenuta.

 

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  • Dare riconoscimento legale al dolore delle donne.
  • Garantire tempo, riposo e dignità dopo un aborto spontaneo.
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