

Conferire cittadinanza onoraria a Don Claudio Vitelli e intitolargli una piazza o una via
Il problema
Don Claudio Vitelli è arrivato a Nettuno nel 1968, neo sacerdote, assegnato alla Collegiata San Giovanni con la funzione di vice-parroco, con Mons. Don Vincenzo Cerri come parroco.
Da subito ha iniziato a raccogliere i ragazzi e i giovani di tutta Nettuno, e non solo della parrocchia di San Giovanni, grazie al suo grande carisma e all’insegnamento di religione in innumerevoli classi di scuola media. dense di sapienza ma esposte con magistrale semplicità.
Avvicinava i giovani tramite lo sport, impartendo parallelamente l’insegnamento della dottrina cristiana sia tramite il catechismo che l’esempio. Non c’è ragazzo di Nettuno di quegli anni che non ricordi i grandi tornei di calcio da lui organizzati al campo borghese, di cui aveva lui stesso con incessante insistenza richiesto la riapertura. E non c’è ragazzo di quegli anni che non ricordi le sue lezioni a scuola.
Umile e semplice nei modi, si spostava all’inizio con una bicicletta e poi con un Garelli dividendosi senza risparmio nella sua opera con i giovani, le sue celebrazioni in chiesa, le visite ai malati e le confessioni, ecc. Stupefacente era la sua capacità di essere allegro amicone sul campo, dove non disdegnava di giocare con i ragazzi, e profonda guida spirituale e morale nei momenti di preghiera a cui benevolmente “obbligava” tutti di partecipare. Sempre presente in oratorio, che corredava di calcio balilla, tavoli da ping-pong, ecc. che si faceva donare da benefattori che, anche se all’inizio magari non proprio convinti, accettavano sfiniti dalle incessanti richieste. Innumerevoli i matrimoni celebrati consacrando coppie formatesi proprio all’ombra dell’oratorio e delle sue catechesi. Ha lasciato Nettuno nel 1982, dopo 14 anni di incessante opera spirituale, lasciando un vuoto grande, che però quanti lo hanno conosciuto, e sono tanti, hanno cercato di colmare andandolo sempre a cercare, anche “solo” per una confessione. E qui a Nettuno abbiamo festeggiato con lui il 25° di sacerdozio, e abbiamo sempre continuato a organizzare “pellegrinaggi” a Genzano, il suo paese natio, per avere un sorriso, una parola buona, un insegnamento da questo santo sacerdote.
È tornato alla casa del padre il 7 giugno 2026.

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Il problema
Don Claudio Vitelli è arrivato a Nettuno nel 1968, neo sacerdote, assegnato alla Collegiata San Giovanni con la funzione di vice-parroco, con Mons. Don Vincenzo Cerri come parroco.
Da subito ha iniziato a raccogliere i ragazzi e i giovani di tutta Nettuno, e non solo della parrocchia di San Giovanni, grazie al suo grande carisma e all’insegnamento di religione in innumerevoli classi di scuola media. dense di sapienza ma esposte con magistrale semplicità.
Avvicinava i giovani tramite lo sport, impartendo parallelamente l’insegnamento della dottrina cristiana sia tramite il catechismo che l’esempio. Non c’è ragazzo di Nettuno di quegli anni che non ricordi i grandi tornei di calcio da lui organizzati al campo borghese, di cui aveva lui stesso con incessante insistenza richiesto la riapertura. E non c’è ragazzo di quegli anni che non ricordi le sue lezioni a scuola.
Umile e semplice nei modi, si spostava all’inizio con una bicicletta e poi con un Garelli dividendosi senza risparmio nella sua opera con i giovani, le sue celebrazioni in chiesa, le visite ai malati e le confessioni, ecc. Stupefacente era la sua capacità di essere allegro amicone sul campo, dove non disdegnava di giocare con i ragazzi, e profonda guida spirituale e morale nei momenti di preghiera a cui benevolmente “obbligava” tutti di partecipare. Sempre presente in oratorio, che corredava di calcio balilla, tavoli da ping-pong, ecc. che si faceva donare da benefattori che, anche se all’inizio magari non proprio convinti, accettavano sfiniti dalle incessanti richieste. Innumerevoli i matrimoni celebrati consacrando coppie formatesi proprio all’ombra dell’oratorio e delle sue catechesi. Ha lasciato Nettuno nel 1982, dopo 14 anni di incessante opera spirituale, lasciando un vuoto grande, che però quanti lo hanno conosciuto, e sono tanti, hanno cercato di colmare andandolo sempre a cercare, anche “solo” per una confessione. E qui a Nettuno abbiamo festeggiato con lui il 25° di sacerdozio, e abbiamo sempre continuato a organizzare “pellegrinaggi” a Genzano, il suo paese natio, per avere un sorriso, una parola buona, un insegnamento da questo santo sacerdote.
È tornato alla casa del padre il 7 giugno 2026.

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Petizione creata in data 5 settembre 2026