Concedere il Porto d’Armi per difesa personale ai Militari

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Gabriella … e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il personale militare delle Forze Armate italiane svolge ogni giorno un ruolo fondamentale per la difesa e la sicurezza del nostro Paese. In Italia e all’estero, i militari sono addestrati e qualificati per operare in situazioni di rischio, garantendo la sicurezza dei cittadini. Nonostante questo, oggi molti militari non hanno la possibilità di portare un’arma da fuoco al di fuori del servizio.

 Questa limitazione impedisce di valorizzare pienamente le competenze professionali di personale altamente addestrato e può incidere anche sulla sicurezza personale degli stessi militari. Secondo dati del Ministero della Difesa, oltre 100.000 membri delle Forze Armate potrebbero beneficiare di una revisione della normativa vigente.

 In molte aree del territorio italiano, purtroppo, non sempre è possibile garantire un intervento immediato delle Forze dell’Ordine in ogni situazione di emergenza. Non a caso lo Stato ha istituito operazioni come “Strade Sicure”, nelle quali il personale militare opera già con la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza per contribuire alla tutela dei cittadini.

 I militari sono già addestrati all’uso delle armi e operano quotidianamente in contesti complessi. In situazioni di estrema urgenza (come attacchi terroristici o gravi reati contro la persona) queste competenze potrebbero rappresentare una risorsa immediatamente disponibile a supporto della sicurezza pubblica, qualora il personale disponesse degli strumenti adeguati (coerentemente con l’art. 732, commi 3-b e 4, del TUOM).

  Inoltre, i militari possono essere esposti a possibili ritorsioni a causa del servizio prestato all’estero, della partecipazione a operazioni come “Strade Sicure” o anche semplicemente per la loro appartenenza alle Forze Armate.

 Va inoltre ricordato che il tema dell’estensione del porto d’armi al personale militare non è nuovo nel dibattito istituzionale. Già nel 2018 il Consiglio Centrale di Rappresentanza (Co.Ce.R.) delle Forze Armate aveva affrontato la questione, evidenziando la necessità di un aggiornamento della normativa vigente. Successivamente, con l’introduzione della rappresentanza sindacale militare, il tema è tornato al centro dell’attenzione. Nell’ultimo anno diverse organizzazioni sindacali del comparto difesa (tra cui ITAMIL, LRM, ASPMI e USMIA) sono intervenute pubblicamente sull’argomento, sottolineando l’esigenza di avviare una riflessione normativa su questo tema. 

Per questi motivi chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di avviare una revisione della normativa vigente, aggiornando in particolare l’art. 75 del R.D. 6 maggio 1940 n. 635, prevedendo la possibilità per il personale militare di ottenere — con modalità eventualmente differenziate in base alle categorie — una licenza che consenta il porto di armi fuori servizio e in abiti civili.

 Questa misura permetterebbe di:

 -valorizzare le competenze professionali del personale militare

 -garantire maggiore sicurezza ai militari stessi

 -mettere a disposizione della collettività risorse addestrate in caso di emergenze. 

 

I militari italiani servono ogni giorno lo Stato e i cittadini.

 È giusto che la normativa venga aggiornata per riconoscere pienamente il loro ruolo e le loro competenze.

 Firma questa petizione per sostenere l’estensione del porto d’armi al personale delle Forze Armate.

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Marco TaranzanoPromotore della petizione

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Il problema

Il personale militare delle Forze Armate italiane svolge ogni giorno un ruolo fondamentale per la difesa e la sicurezza del nostro Paese. In Italia e all’estero, i militari sono addestrati e qualificati per operare in situazioni di rischio, garantendo la sicurezza dei cittadini. Nonostante questo, oggi molti militari non hanno la possibilità di portare un’arma da fuoco al di fuori del servizio.

 Questa limitazione impedisce di valorizzare pienamente le competenze professionali di personale altamente addestrato e può incidere anche sulla sicurezza personale degli stessi militari. Secondo dati del Ministero della Difesa, oltre 100.000 membri delle Forze Armate potrebbero beneficiare di una revisione della normativa vigente.

 In molte aree del territorio italiano, purtroppo, non sempre è possibile garantire un intervento immediato delle Forze dell’Ordine in ogni situazione di emergenza. Non a caso lo Stato ha istituito operazioni come “Strade Sicure”, nelle quali il personale militare opera già con la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza per contribuire alla tutela dei cittadini.

 I militari sono già addestrati all’uso delle armi e operano quotidianamente in contesti complessi. In situazioni di estrema urgenza (come attacchi terroristici o gravi reati contro la persona) queste competenze potrebbero rappresentare una risorsa immediatamente disponibile a supporto della sicurezza pubblica, qualora il personale disponesse degli strumenti adeguati (coerentemente con l’art. 732, commi 3-b e 4, del TUOM).

  Inoltre, i militari possono essere esposti a possibili ritorsioni a causa del servizio prestato all’estero, della partecipazione a operazioni come “Strade Sicure” o anche semplicemente per la loro appartenenza alle Forze Armate.

 Va inoltre ricordato che il tema dell’estensione del porto d’armi al personale militare non è nuovo nel dibattito istituzionale. Già nel 2018 il Consiglio Centrale di Rappresentanza (Co.Ce.R.) delle Forze Armate aveva affrontato la questione, evidenziando la necessità di un aggiornamento della normativa vigente. Successivamente, con l’introduzione della rappresentanza sindacale militare, il tema è tornato al centro dell’attenzione. Nell’ultimo anno diverse organizzazioni sindacali del comparto difesa (tra cui ITAMIL, LRM, ASPMI e USMIA) sono intervenute pubblicamente sull’argomento, sottolineando l’esigenza di avviare una riflessione normativa su questo tema. 

Per questi motivi chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di avviare una revisione della normativa vigente, aggiornando in particolare l’art. 75 del R.D. 6 maggio 1940 n. 635, prevedendo la possibilità per il personale militare di ottenere — con modalità eventualmente differenziate in base alle categorie — una licenza che consenta il porto di armi fuori servizio e in abiti civili.

 Questa misura permetterebbe di:

 -valorizzare le competenze professionali del personale militare

 -garantire maggiore sicurezza ai militari stessi

 -mettere a disposizione della collettività risorse addestrate in caso di emergenze. 

 

I militari italiani servono ogni giorno lo Stato e i cittadini.

 È giusto che la normativa venga aggiornata per riconoscere pienamente il loro ruolo e le loro competenze.

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Petizione creata in data 20 aprile 2026