Abolizione Decreto Sicurezza 2018

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Sono un italiano per nascita, per discendenza, non per scelta personale e mai mi sono sentito superiore od inferiore ad altri a causa di questo fatto. 

Sono sempre stato convinto che, quando uno straniero richiede la Cittadinanza Italiana, lo faccia perché “essere italiano” rende onore a se stessi, assumendo sia i diritti sia i doveri del buon cittadino, non un semplice vezzo. E ancora ne sono convinto.

Quando un cittadino extracomunitario sceglie l’italianità, ricordiamocelo, vive in questo Paese da almeno 10 anni, spesso vite molto difficili, separate da migliaia di chilometri dalla propria famiglia, esattamente come fecero i nostri migranti subito dopo le guerre mondiali.

Pagano regolarmente tasse, utenze, prestiti e mutui, spesso con rigore maggiore di noi stessi italiani ma, a differenza nostra, non vengono trattati alla pari e questo, per me, non è concepibile. Per quale motivo devono seguire gli stessi doveri di un cittadino italiano ma non possono godere degli stessi diritti?

Con l’approvazione del “Decreto Sicurezza” del 5 ottobre 2018, la stretta diventa insostenibile; aumento di 50 € e diluizione dei tempi da 2 a 4 anni. Si paga di più, le tempistiche per l’ottenimento della cittadinanza raddoppiano, si hanno minori certezze e maggiore malcontento.

Le leggi dovrebbero migliorare le condizioni di vita di coloro che desiderano onorarci richiedendo di diventare cittadini italiani, non peggiorarle.

Oltretutto, il fatto che il decreto sia retroattivo – situazione davvero aberrante – ha distrutto l’aspettativa di una giusta celerità per le persone che hanno richiesto la Cittadinanza prima dell’entrata in vigore di questa scelleratezza; migliaia di persone che, in tanti casi, erano quasi giunte a metà percorso e adesso vedono la meta, le loro speranze, sempre più distanti e su un cammino flebile e tortuoso . Questo sì, insieme ai vari fatti di cronaca (vedasi i bambini stranieri di Lodi che non hanno diritto di mangiare in mensa, vedasi i tantissimi episodi di crimini d’odio razziale), va a creare quella sorta di disparità sociale che nutre odio e risentimento e che certamente non aiuta l’integrazione nella nostra società.

L’Art. 2 della Costituzione sancisce che:

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”, sempre che il termine “uomo” non sia sottinteso per “Cittadino Italiano”, credo si dovrebbe estendere a chiunque risieda stabilmente e regolarmente sul nostro territorio, ma questo decreto discrimina chi non possiede già la cittadinanza.

 

L’Art. 3 della Costituzione sancisce che:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” E queste bellissime intenzioni sono applicabili univocamente a noi italiani? Sarebbe un vero peccato una simile limitatezza ma, se così non fosse, in questo scellerato decreto sicurezza, non ravviserei la medesima uguaglianza di trattamento dinnanzi alla legge, anzi.

L’Art. 53 della Costituzione sancisce che:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Se per “tutti” si intendesse la stessa limitatezza di cui all’Art. 3 della Costituzione, cioè “Tutti i cittadini italiani”, allora non vedo ragione per la quale i cittadini extracomunitari dovrebbero pagare le tasse come noi italiani.

Tempo fa credevo nella nostra Democrazia, nella giustizia delle leggi e della Costituzione della nostra Repubblica, andavo all’estero ed esternavo la mia “italianità” con orgoglio, sottolineandola ogni qualvolta qualcuno mi scambiasse per un non italiano. Adesso non è più così, sono davvero costernato ma non sono più fiero di appartenere ad un popolo di urloni, xenofobi e razzisti.

Con la formazione di questo governo, con le dichiarazioni pubbliche dei suoi rappresentanti, ho visto crescere una spropositata ondata d’odio nei confronti dei migranti, alimentata a dismisura dalle folli dichiarazioni pubbliche di un ministro degli interni che, invece, dovrebbe per Carica Istituzionale se non per coscienza, placare il popolo, difendere i più deboli e le leggi della Repubblica.

Chiedo di ridare certezze e dignità alle molte persone, futuri cittadini della Repubblica, deturpate dal presente governo e da questo infame decreto.



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