Blocca le rinnovabili selvagge in Puglia!

Il problema

Firma anche tu la petizione e decidi di bloccare questo scempio ambientale che colpirà la nostra e le future generazioni!

Legambiente non condanna assolutamente le energie rinnovabili ma ne evidenzia gli enormi problemi di sostenibilità ambientale a cui spesso vanno incontro progetti di una certa mole.

Sono stati presentati in Puglia tantissimi progetti per la realizzazione di impianti eolici onshore.

La Puglia è attualmente priva di normative a tutela di quelle che sono le bellezze naturali che vanno a delineare quello che è il nostro patrimonio paesaggistico. 

Il rischio è quello che le nostre campagne vengano completamente stravolte facendo perdere l’identità e i valori su cui il nostro territorio e nato e si regge in piedi.   

Si sta svolgendo in queste ore un concreto esempio di forte impatto ambientale dell'eolico selvaggio sul nostro territorio:

È noto come due società energetiche abbiano presentato un progetto per la realizzazione di due mega parchi eolici nei territori di Salice Salentino e Veglie. I progetti prevedono l'installazione di 21 pale eoliche alte 220 metri ognuna e visibili a distanza di Km.

Per il primo progetto composto da 7 Aerogeneratori non è più possibile inoltrare osservazioni al ministero. Il secondo progetto invece è in fase di valutazione di impatto ambientale ed è possibile presentare osservazioni a sfavore delle 14 pale posizionate in 1040ettari di terreno.

Cercheremo di riassumere in pochi ma fondamentali punti perché progetti di questo tipo dovrebbero essere fortemente osteggiati da tutto e da tutti.

Questi sono solo, alcuni MOTIVI emersi da diverse osservazioni presentate in questi giorni al Ministero dell'Ambiente da professionisti, associazioni e comuni.

- IMPATTO DEVASTANTE: a subire i maggiori danni dalle installazioni saranno il nostro settore agricolo e vitivinicolo (Salice Salentino DOC), il nostro settore turistico (masserie e agriturismi), la flora e la fauna (indefinito impatto sulle rotte dei volatili), il nostro paesaggio che racchiude tutte queste bellezze e che sarebbe rovinato nel raggio di diversi Km da queste pale alte oltre 200metri.

- Installazioni di questo genere NON SONO CONFORMI ai dettati del Green New Deal Europeo! L'UE impone che ogni impianto di questo tipo e mole sia realizzato nella maniera più sostenibile per il territorio nel completo rispetto di quello che è il Patrimonio Paesaggistico. (alternative valide possono essere veramente tante: impianti eolici di dimensioni minori, impianti eolici offshore, mini-eolico, pale eoliche in legno in uso nel Nord Europa che hanno un minore impatto ambientale; pale moderne meno impattanti e difficili persino da scorgere nel paesaggio come le c.d. "libellule" in progettazione nel Porto di Genova, ecc.).

- LA PUGLIA È GIA' UN'ECCELLENZA NELLA PRODUZIONE DI RINNOVABILI: è attualmente la prima regione d'Italia nella produzione di energia proveniente dal fotovoltaico ed eccelle anche nella produzione da fonte EOLICA con 4,3 TWh, pari al 28,3% dell’intera produzione italiana da questa fonte rinnovabile. Infatti grazie a una potenza installata di 2.311 MW, rende il tacco d’Italia la prima regione in termini di installato eolico. (fonte: elaborazione Althesys su dati GSE).    

- NESSUN RITORNO AI CITTADINI: Nei progetti presentati le opere di mitigazione o riqualificazione non sono realmente efficaci e convenienti per il territorio. Non è menzionato nessun beneficio diretto ai residenti dei Comuni interessati dagli impianti (ES. sconti in bolletta per i residenti; installazione di colonnine ricarica auto elettriche; agevolazioni per eventuali impianti familiari, grandi progetti sul tema della sostenibilità, vere opere a favore di rilancio e riqualificazione del territorio). Verrà utilizzata manovalanza locale e aumenterà la percentuale di energia verde prodotta. Ma questo vale le nostre campagne?

- ASSENZA di una valutazione fonometrica (suono prodotto dalle pale) del suo impatto sulle aree urbane e un poco chiaro piano di smaltimento.

-  ASSENZA di un Piano Regolatore intercomunale per l’installazione di Impianti Eolici (P.R.I.E.).
Questo strumento, già esistente ma non attualizzato, consentirebbe di avere una pianificazione territoriale coordinata con i vari comuni e avrebbe il fine di localizzare le aree suscettibili di installazioni, indicando eventualmente vincoli tecnologici e paesaggistici.

A questi si andrebbero ad aggiungere altre motivazioni tecniche da noi non menzionate e ulteriori osservazioni che non abbiamo potuto inserire.

Con questa petizione; chiediamo: che siano applicati attenti criteri di giudizio da parte del ministero dell'ambiente che valuterà progetti di questo tipo.

Alle istituzioni provinciali e locali di attuare politiche e normative a tutela del proprio territorio e dei cittadini che lo vivono.

Alla Regione Puglia si richiede l'attuazione ed aggiornamento urgente del P.E.A.R. Puglia per fissare regole chiare e precise sulla programmazione energetica regionale. Mettendo la parola fine a progetti calati dall'alto e senza alcun ascolto preventivo dei territori. Ascolto previsto per legge con la Legge n. 28/2017 sulla Partecipazione, costantemente disattesa e disapplicata dalla Regione Puglia.

E invitiamo inoltre, ogni singolo cittadino e tutte le istituzioni, provinciali e locali in particolare quelle nelle aree interessate di schierarsi CONTRARIAMENTE a queste installazioni e che vengano presi SUBITO dei provvedimenti normativi idonei a tutela dell'ambiente in cui viviamo.

Non lasciare che accada quanto già successo con il fotovoltaico di massa.

Il nostro territorio merita di essere trattato con rispetto, cura e attenzione.

Firma anche tu la petizione e decidi di bloccare questo scempio ambientale che colpirà la nostra e le future generazioni!

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Legambiente Futuro VerdePromotore della petizione
Questa petizione aveva 344 sostenitori

Il problema

Firma anche tu la petizione e decidi di bloccare questo scempio ambientale che colpirà la nostra e le future generazioni!

Legambiente non condanna assolutamente le energie rinnovabili ma ne evidenzia gli enormi problemi di sostenibilità ambientale a cui spesso vanno incontro progetti di una certa mole.

Sono stati presentati in Puglia tantissimi progetti per la realizzazione di impianti eolici onshore.

La Puglia è attualmente priva di normative a tutela di quelle che sono le bellezze naturali che vanno a delineare quello che è il nostro patrimonio paesaggistico. 

Il rischio è quello che le nostre campagne vengano completamente stravolte facendo perdere l’identità e i valori su cui il nostro territorio e nato e si regge in piedi.   

Si sta svolgendo in queste ore un concreto esempio di forte impatto ambientale dell'eolico selvaggio sul nostro territorio:

È noto come due società energetiche abbiano presentato un progetto per la realizzazione di due mega parchi eolici nei territori di Salice Salentino e Veglie. I progetti prevedono l'installazione di 21 pale eoliche alte 220 metri ognuna e visibili a distanza di Km.

Per il primo progetto composto da 7 Aerogeneratori non è più possibile inoltrare osservazioni al ministero. Il secondo progetto invece è in fase di valutazione di impatto ambientale ed è possibile presentare osservazioni a sfavore delle 14 pale posizionate in 1040ettari di terreno.

Cercheremo di riassumere in pochi ma fondamentali punti perché progetti di questo tipo dovrebbero essere fortemente osteggiati da tutto e da tutti.

Questi sono solo, alcuni MOTIVI emersi da diverse osservazioni presentate in questi giorni al Ministero dell'Ambiente da professionisti, associazioni e comuni.

- IMPATTO DEVASTANTE: a subire i maggiori danni dalle installazioni saranno il nostro settore agricolo e vitivinicolo (Salice Salentino DOC), il nostro settore turistico (masserie e agriturismi), la flora e la fauna (indefinito impatto sulle rotte dei volatili), il nostro paesaggio che racchiude tutte queste bellezze e che sarebbe rovinato nel raggio di diversi Km da queste pale alte oltre 200metri.

- Installazioni di questo genere NON SONO CONFORMI ai dettati del Green New Deal Europeo! L'UE impone che ogni impianto di questo tipo e mole sia realizzato nella maniera più sostenibile per il territorio nel completo rispetto di quello che è il Patrimonio Paesaggistico. (alternative valide possono essere veramente tante: impianti eolici di dimensioni minori, impianti eolici offshore, mini-eolico, pale eoliche in legno in uso nel Nord Europa che hanno un minore impatto ambientale; pale moderne meno impattanti e difficili persino da scorgere nel paesaggio come le c.d. "libellule" in progettazione nel Porto di Genova, ecc.).

- LA PUGLIA È GIA' UN'ECCELLENZA NELLA PRODUZIONE DI RINNOVABILI: è attualmente la prima regione d'Italia nella produzione di energia proveniente dal fotovoltaico ed eccelle anche nella produzione da fonte EOLICA con 4,3 TWh, pari al 28,3% dell’intera produzione italiana da questa fonte rinnovabile. Infatti grazie a una potenza installata di 2.311 MW, rende il tacco d’Italia la prima regione in termini di installato eolico. (fonte: elaborazione Althesys su dati GSE).    

- NESSUN RITORNO AI CITTADINI: Nei progetti presentati le opere di mitigazione o riqualificazione non sono realmente efficaci e convenienti per il territorio. Non è menzionato nessun beneficio diretto ai residenti dei Comuni interessati dagli impianti (ES. sconti in bolletta per i residenti; installazione di colonnine ricarica auto elettriche; agevolazioni per eventuali impianti familiari, grandi progetti sul tema della sostenibilità, vere opere a favore di rilancio e riqualificazione del territorio). Verrà utilizzata manovalanza locale e aumenterà la percentuale di energia verde prodotta. Ma questo vale le nostre campagne?

- ASSENZA di una valutazione fonometrica (suono prodotto dalle pale) del suo impatto sulle aree urbane e un poco chiaro piano di smaltimento.

-  ASSENZA di un Piano Regolatore intercomunale per l’installazione di Impianti Eolici (P.R.I.E.).
Questo strumento, già esistente ma non attualizzato, consentirebbe di avere una pianificazione territoriale coordinata con i vari comuni e avrebbe il fine di localizzare le aree suscettibili di installazioni, indicando eventualmente vincoli tecnologici e paesaggistici.

A questi si andrebbero ad aggiungere altre motivazioni tecniche da noi non menzionate e ulteriori osservazioni che non abbiamo potuto inserire.

Con questa petizione; chiediamo: che siano applicati attenti criteri di giudizio da parte del ministero dell'ambiente che valuterà progetti di questo tipo.

Alle istituzioni provinciali e locali di attuare politiche e normative a tutela del proprio territorio e dei cittadini che lo vivono.

Alla Regione Puglia si richiede l'attuazione ed aggiornamento urgente del P.E.A.R. Puglia per fissare regole chiare e precise sulla programmazione energetica regionale. Mettendo la parola fine a progetti calati dall'alto e senza alcun ascolto preventivo dei territori. Ascolto previsto per legge con la Legge n. 28/2017 sulla Partecipazione, costantemente disattesa e disapplicata dalla Regione Puglia.

E invitiamo inoltre, ogni singolo cittadino e tutte le istituzioni, provinciali e locali in particolare quelle nelle aree interessate di schierarsi CONTRARIAMENTE a queste installazioni e che vengano presi SUBITO dei provvedimenti normativi idonei a tutela dell'ambiente in cui viviamo.

Non lasciare che accada quanto già successo con il fotovoltaico di massa.

Il nostro territorio merita di essere trattato con rispetto, cura e attenzione.

Firma anche tu la petizione e decidi di bloccare questo scempio ambientale che colpirà la nostra e le future generazioni!

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Legambiente Futuro VerdePromotore della petizione

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Petizione creata in data 18 aprile 2021