Emergenza cenere vulcanica - Paesi Etnei

Il problema

Negli ultimi mesi i vari Comuni della fascia etnea hanno accumulato oltre 100.000 tonnellate di lapilli e cenere derivata dal nostro vulcano Etna. Un dato di fatto è che la situazione ormai non è più straordinaria perché è divenuta una ordinaria quotidianità la convivenza con tale fenomeno.


Tutti i Comuni, i sindaci o in generale le amministrazioni comunali etnee, oltre che la Città metropolitana di Catania e la Regione Sicilia, INSIEME devono fare fronte unico e comune per fronteggiare quella che ormai è andata molto oltre ad una normale emergenza, rivolgendosi immediatamente allo Stato.

Servono piani di azione, esattamente alla stessa stregua dei paesi montani che adottano delle programmazioni predefinite per lo sgombero della neve in inverno. Servono aiuti dallo Stato per le pulizie di tetti e grondaie di edifici pubblici e privati. Servono deroghe di almeno 6-12 mesi per le quote TARI regolamentate da normative regionali o statali e finanziamenti ai Comuni in sostituzione di tali quote.

Servono azioni mirate per sostenere le persone che a causa di tale situazione soffrono o soffriranno di patologie respiratorie, danni alla vista e tutte quelle condizioni di salute legate all'aria insalubre che ormai da mesi caratterizza la ns zona, come è facilmente deducibile da qualsiasi sito web valido di meteorologia.

Il cittadino non può pagare i danni e le conseguenze legate alla "quotidiana" caduta di ceneri e lapilli.

Il cittadino non può pagare le normali tasse che gli altri pagano per avere condizioni decisamente normali e civili rispetto a ciò che noi viviamo da più di 4-5 mesi a questa parte.

Le nostre non sono più città, sono vere e proprie discariche o miniere a cielo aperto e se non credete venite a visitarci. L'unica ns colpa è di vivere ai piedi del vulcano più attivo del mondo intero.
Serve un aiuto concreto.
Basta proclami, abbiamo bisogno di contributi, persone, mezzi e opere. E ne abbiamo bisogno ora!

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ROSARIO MELISSAPromotore della petizione
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Il problema

Negli ultimi mesi i vari Comuni della fascia etnea hanno accumulato oltre 100.000 tonnellate di lapilli e cenere derivata dal nostro vulcano Etna. Un dato di fatto è che la situazione ormai non è più straordinaria perché è divenuta una ordinaria quotidianità la convivenza con tale fenomeno.


Tutti i Comuni, i sindaci o in generale le amministrazioni comunali etnee, oltre che la Città metropolitana di Catania e la Regione Sicilia, INSIEME devono fare fronte unico e comune per fronteggiare quella che ormai è andata molto oltre ad una normale emergenza, rivolgendosi immediatamente allo Stato.

Servono piani di azione, esattamente alla stessa stregua dei paesi montani che adottano delle programmazioni predefinite per lo sgombero della neve in inverno. Servono aiuti dallo Stato per le pulizie di tetti e grondaie di edifici pubblici e privati. Servono deroghe di almeno 6-12 mesi per le quote TARI regolamentate da normative regionali o statali e finanziamenti ai Comuni in sostituzione di tali quote.

Servono azioni mirate per sostenere le persone che a causa di tale situazione soffrono o soffriranno di patologie respiratorie, danni alla vista e tutte quelle condizioni di salute legate all'aria insalubre che ormai da mesi caratterizza la ns zona, come è facilmente deducibile da qualsiasi sito web valido di meteorologia.

Il cittadino non può pagare i danni e le conseguenze legate alla "quotidiana" caduta di ceneri e lapilli.

Il cittadino non può pagare le normali tasse che gli altri pagano per avere condizioni decisamente normali e civili rispetto a ciò che noi viviamo da più di 4-5 mesi a questa parte.

Le nostre non sono più città, sono vere e proprie discariche o miniere a cielo aperto e se non credete venite a visitarci. L'unica ns colpa è di vivere ai piedi del vulcano più attivo del mondo intero.
Serve un aiuto concreto.
Basta proclami, abbiamo bisogno di contributi, persone, mezzi e opere. E ne abbiamo bisogno ora!

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ROSARIO MELISSAPromotore della petizione

I decisori

Comune di Giarre
Comune di Giarre
città metropolitana di Catania
città metropolitana di Catania
Comune di Riposto
Comune di Riposto

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Petizione creata in data 24 giugno 2021