Sostituiamo Via Montanelli con Via Destà, la bambina acquistata dal giornalista nel 1936

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Ben poche strade nelle città italiane sono dedicate a donne, ancora meno a donne subalterne, donne a cui la storia patriarcale e coloniale non ha lasciato alcuno spazio, che ha sottomesso e sfruttato e poi dimenticato,  come Destà.

Destà era una bambina di 12 anni quando venne venduta dal padre a Indro Montanelli, il celebre giornalista italiano che nel 1936, durante la campagna coloniale italiana e fascista in Etiopia la acquistò per pochi spiccioli.

Destà era semplicemente una donna, resa vittima da una storia che le é stata inscritta sul corpo, senza che lei potesse deciderla, senza che lei potesse cambiarla. l'azione di re-inscrivere il suo nome in un paese in cui lei mai andò, ma di cui subì il potere, ha come obiettivo quello di cercare di restituire dignità a questa donna e accendere un faro sul tema di una toponomastica tutta declinata al maschile.

Camminando per le vie di una qualunque città italiana non abbiamo altra scelta che orientarci in una geografia dove le donne sono quasi del tutto assenti. Re-intitolare la via a Destà é un gesto che vuole mettere in discussione le figure celebrate dalla storiografia italiana, una storiografia che racconta una ben precisa versione della storia, quella di chi era al potere,  lasciando ai margini, inascoltate, le voci delle minoranze, delle vittime, dei colonizzati. 

Con questa azione vogliamo proporre uno spunto per ripensare la storia da un punto di vista altro, o, anzi, da tanti altri punti di vista, e fare un primo passo nel ridisegnarla sugli spazi che abitiamo.