Misura straordinaria di introduzione raccolta firme con modalità di certificazione on line

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Quando arriverà a100 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere inserita tra le petizioni consigliate!

Siamo consci di essere nel pieno di una pandemia e di come le nostre priorita' siano decisamente cambiate. Ciò nonostante esistono ancora battaglie e percorsi, come quello dell'innovazione e la realizzazione di una vera democrazia partecipata, che non si possono accantonare per nessun tipo di fattore esterno o per una congiuntura storica sfavorevole.   
 
Soprattutto in una città come la nostra dove sarebbero già a disposizione strumenti referendari ed un Regolamento sulla Partecipazione fra i migliori d'Italia

La nostra proposta di introdurre un sistema di raccolta e certificazione di firme interamente on line,  in apposita sezione sul portale del Comune, con accesso con credenziali certificate (SPID), come già in uso per altre comunicazioni/richieste tra cittadino ed Amministrazione, non vuole essere solo intesa come un’esigenza legata all'approssimarsi del rinnovo della più importante assemblea cittadina, né una manovra a favore di un solo collettivo cittadino o una singola realtà aggregativa.   


La nostra proposta, che ha visto il sostegno di altri gruppi consiliari deve essere intesa come una soluzione al passo con i tempi e che potrà mostrare benefici anche applicata negli anni a venire, offrendo finalmente alla cittadinanza l'opportunità di vera espressione e allo stesso tempo ridurre ulteriormente le distanze con la politica locale. 
Milano deve ripartire dalla concretezza e il binomio innovazione & partecipazione"

 


MOZIONE
Oggetto: Misura straordinaria di introduzione raccolta firme con modalità di certificazione on line.


PREMESSO CHE
le attuali condizioni di pandemia che vedono il nostro paese mostrare ancora delle criticità forti in termini di mobilità e libertà personali al fine di rispettare le norme per la sicurezza e il contenimento del virus, rappresentano però contestualmente una limitazione non indifferente sul piano dell'esercizio della "democrazia" e di tutte quelle pratiche di suffragio ed espressione della volontà popolare, specialmente in questo anno 2021 in cui ricade il rinnovo della principale Assemblea cittadina, con le relative Elezioni amministrative; come da prassi, in vista della tornata elettorale, ma come per tutti i procedimenti di proposta di iniziativa popolare, viene previsto in anticipo il procedimento di raccolta firme complete dei dati sensibili di ogni singolo cittadino aderente, che vengono a loro volta certificate da un pubblico ufficiale, a mezzo prettamente
cartaceo;


CONSIDERATO CHE
i recenti provvedimenti e procotolli di sicurezza applicati in ambito regionale e comunale, di cui non abbiamo ancora un’idea precisa della durata e periodo di definitiva cessazione, prevedono come prima istanza il "distanziamento" e di conseguenza il disincentivo alla raccolta di firme attraverso appositi banchetti o in presenza presso uffici e sportelli di competenza comunale;
le disposizioni in essere sono assolutamente condivisibili e insindacabili da un punto di vista sanitario e di tutela delle condizioni di sicurezza cittadine, ma non si può assolutamente trascurare come rappresentino al contempo un ostacolo notevole per garantire equi diritti di esercizio di un suffragio cittadino e al tempo stesso il diritto di proporre istanze e iniziative da parte di qualunque comitato, partito, associazione o gruppo cittadino organizzato;


CONSIDERATO ALTRESI’ CHE
uno dei principali obiettivi alla base della progettualità di questa legislatura ancora in corso, è stato quello di rendere il Comune di Milano come esempio cardine e fanalino di testa di un processo di "innovazione" per la gestione più snella, pratica e interattiva di qualunque pratica burocratica, tale da vantare l'appellativo fatidico di "Smart city" e ridurre ulteriormente la distanza fra amministrazione e cittadinanza grazie ai mezzi che ci vengono offerti dalla tecnologia moderna;


RILEVATO CHE
nel novero delle proposte di implementazione del Regolamento comunale sugli strumenti di partecipazione, trova spazio una riflessione esplicita sulla necessità di ricorrere a strumenti di partecipazione in modalità alternativa digitale, fermo restando che vi sia la totale supervisione da parte dell’Amministrazione comunale;nella fattispecie, tale necessità viene chiarita nei seguenti commi dell'articolo n. 4 dedicato agli "Strumenti
digitali":


Comma n. 1:
- Tutti i diritti di partecipazione possono essere esercitati in modalità digitale e analogica. L'amministrazione mette a disposizione una piattaforma digitale con il la quale tutti i cittadini, previo accredito, possono attivare gli istituti descritti nel presente Regolamento e prendervi parte.
La procedura di accredito, avvalendosi delle banche dati anagrafiche comunali e di un eventuale registro dei cosiddetti "utilizzatori stabili" della città, identifica in modo univoco il cittadino; pertanto la sottoscrizione di istanze, petizioni e patti di partecipazione effettuata dai cittadini mediante le funzioni appositamente previste sulla piattaforma digitale ha validità legale.


Comma n. 5:
- Il Comune assicura assistenza e procedure alternative al fine di mitigare gli effetti del divario digitale e garantire l'accessibilità degli istituti partecipativi a tutti i cittadini.


RILEVATO ALTRESI’ CHE
il Comitato dei Diritti Umani dell'Onu ha ritenuto con una relazione presentata in data 6 Novembre 2019 e ufficializzata successivamente in data 28/11/2019 con protocollo n. CCPR/C/127/D/2656/2015, che gli obblighi imposti dal governo italiano per le procedure di raccolta firme (normalmente in presenza obbligatoria di un funzionario pubblico e/o rappresentanti già eletti come previsto dai parametri della Legge nazionale n. 352/1970), costituissero una restrizione irragionevole dei diritti, con conseguente violazione dell'art. 25, comma "a" del Patto Internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP) che recita : “Ogni cittadino ha il diritto, e deve avere la possibilità, senza alcuna delle discriminazioni menzionate all’articolo 2 e senza restrizioni irragionevoli: (a) di partecipare alla direzione degli affari pubblici, personalmente o attraverso rappresentanti liberamente scelti”;
il Comitato ha ritenuto altresì che lo Stato italiano abbia violato l’articolo 2, paragrafo 3) del PIDCP che specifica che:
“Ciascuno degli Stati parti del Patto s’impegna a:
a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libertà riconosciuti dal presente Patto siano stati violati, disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa da persone agenti nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali;
b) Garantire che l’autorità competente, giudiziaria, amministrativa o legislativa, od ogni altra autorità competente ai sensi dell’ordinamento giuridico dello Stato, decida in merito ai diritti del ricorrente, e sviluppare le possibilità di ricorso in sede giudiziaria;
c) Garantire che le autorità competenti diano esecuzione a qualsiasi pronuncia di accoglimento di tali
ricorsi”;
RITENUTO CHE
a fronte di una segnalazione di carattere internazionale, che fino adesso giace ancora inadempiente a livello statale, sempre sulla base delle sollecitazioni del Comitato dei Diritti Umani dell'Onu, è necessario ripartire dalla consapevolezza che determinati strumenti di democrazia diretta possano essere introdotti a livello locale assicurando piena accessibilità alla cittadinanza, previa fase di pubblicizzazione e informazione sulle attività in essere, permettendo quindi una maggiore possibilità di supporto divulgativo da parte delle nove municipalità come nel caso del Comune di Milano;in buona sostanza, affinché si abbia una piena attuazione dei rimedi volti a tutelare il diritto effettivo al
referendum così come auspicato dal Comitato, è pacifico ritenere che, laddove vi siano degli strumenti referendari che dispongano le stesse o analoghe misure di autenticazione delle sottoscrizioni di quelle statali, com’è per esempio nel caso delle Regioni o delle Province Autonome, sia necessario che anche queste vengano adeguate alle Osservazioni del Comitato;
RITENUTO ALTRESI’ CHE
una delle problematiche affrontate da chiunque abbia intenzione di raccogliere firme per una qualsivoglia iniziativa democratica o di esercizio dei diritti politici riguarda la disponibilità di spazi adeguati a svolgere quest’attività. Ai promotori risulta infatti necessario ottenere un permesso di occupazione suolo pubblico,operazione purtroppo non sempre immediata;
per le suddette premesse, diventa assolutamente prioritario e cruciale in un anno ulteriormente aggravato da una calamità esterna come quella rappresentata dal Covid-19, non perdere di vista gli obiettivi di partecipazione e di salvaguardia delle normali prassi di democrazia diretta;
IL CONSIGLIO IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
• ad introdurre in via ufficiale, in occasione della tornata elettorale amministrativa di prossima annunciazione, di tutti i parametri e sistemi di accesso al portale comunale istituzionale tramite SPID al fine  agevolare i processi di raccolta firme direttamente in modalità on line e senza la necessità di ulteriori visti di funzionari comunali;
• a predisporre, al fine di agevolare la realizzazione di questa procedura innovativa, tutte le misure di sensibilizzazione, informazione e soprattutto di affiancamento della cittadinanza verso la registrazione di una propria identità SPID;
• a predisporre un sistema di raccolta dati e di “voting" che sulla base dell'esempio svizzero, fornisca ad ogni cittadino la possibilità di votare in modalità on line e da qualunque dispositivo, essendo in possesso di codici personalizzati per la cosiddetta “verificabilità individuale";
• in alternativa, predisporre, previo accordo con i soggetti in questione, la messa a disposizione di spazi privati ad uso pubblico come gli stessi all'ingresso dei centri commerciali, dove i cittadini possano esercitare i propri diritti democratici, come ad esempio la raccolta di firme per iniziative collegate all’esercizio degli istituti di partecipazione popolare.

Gruppo Misto  - Lista Civica "Milano Concreta", Consiglio Comunale di Milano