Comune di Genova - Servizi educativi 0-6 anni - carenza di organico

Il problema

 

 

Siamo genitori di bambine e bambini che frequentano le scuole dell’infanzia 0-6 comunali e viviamo ogni giorno le difficoltà sempre più gravi che affliggono i servizi educativi del Comune di Genova. Le criticità che il personale educativo denuncia da anni stanno raggiungendo livelli tali da compromettere la continuità e la qualità del servizio, con ripercussioni dirette sui più piccoli e sulle famiglie.

 

Quest’anno, in particolare, la carenza di organico è diventata drammatica: molte scuole si trovano con sezioni scoperte, insegnanti spostate con ordini di servizio improvvisati, supplenze che non vengono più garantite. 

Tutto questo ha conseguenze dirette sulle famiglie: ogni mattina molti genitori portano i propri figli e figlie a scuola senza la certezza di poterli lasciare, perché può entrare un numero limitato di bambini/e (vedi esempio: i primi 50 in una scuola d’infanzia comunale in data 21 ottobre 2025). Si genera una competizione tra genitori, che va contro ogni principio educativo e di equità e con l’idea di scuola come luogo di accoglienza e uguaglianza. È questo che vogliamo insegnare ai nostri figli? Che nella scuola pubblica chi arriva prima è “più fortunato”?

In altri casi, il servizio pomeridiano non è garantito e le famiglie sono costrette ad andare a prendere i bambini alle 14:00. Ma come può una madre o un padre che lavora conciliare un orario così incerto e penalizzante con un’attività lavorativa regolare? 

La Direzione parla di “impossibilità a reperire personale”, ma la realtà è più complessa:

  • I criteri di assunzione adottati dal Comune sono più restrittivi rispetto allo Stato;
  • I contratti proposti sono spesso di brevissima durata (settimanali o di qualche settimana) e spesso troppo lontani dal proprio domicilio non tenendo conto delle zone di residenza.

La situazione è grave: le scuole e il personale sono in affanno, alcune sezioni sono a rischio chiusura, ci sono disservizi diffusi e un crescente malessere tra insegnanti e famiglie.

La Sindaca Salis in un convegno sulle donne e il lavoro a giugno 2025 aveva affermato che “...In Italia una donna …spesso è penalizzata da part-time forzati, precarietà e divari salariali. Occorre alleggerire il carico che grava sulle donne, investire in welfare, servizi e sostenere davvero le imprese che fanno politiche di genere concrete…”

Condividiamo pienamente queste parole: investire nei servizi educativi 0–6 è la forma più concreta di politica per la parità di genere e la tutela del welfare delle famiglie, perché consente alle donne di lavorare, alle famiglie di conciliare vita-lavoro e ai bambini e alle bambine di crescere in ambienti educativi di qualità.

Come famiglie, riteniamo inaccettabile che un servizio fondamentale come quello educativo 0-6, pilastro della comunità e presidio sociale nei quartieri venga progressivamente ridimensionato. Tale servizio, circa dieci anni fa, era considerato “uno dei fiori all’occhiello dell‘Amministrazione”. Come mai si è arrivati alla situazione di oggi?

A giugno scorso, in un confronto tra Amministrazione e Rappresentanze Sindacali, era stato definito l’organico necessario al funzionamento dei servizi. Un secondo confronto per gestire le assenze "straordinarie" (maternità, infortuni,...) è avvenuto il 22 ottobre e ci hanno riferito che, nonostante il clima più collaborativo rispetto a precedenti incontri, non ha portato alcuna soluzione immediata, se non la prosecuzione degli ordini di servizio, la statalizzazione di un nido comunale e la chiusura anticipata pomeridiana di alcune strutture.

Come famiglie, inoltre, siamo convinte che statalizzare le scuole dell’infanzia comunali ubicate all’interno di plessi scolastici statali, o esternalizzare la fascia pomeridiana a cooperative sociali – con conseguente ricaduta economica per le famiglie – non siano una risposta concreta alle criticità e non rappresentino soluzioni reali né sostenibili ai problemi del servizio 0-6.

Il tema richiede una scelta politica a monte: e quindi cosa vogliamo fare? L’Amministrazione ha fatto la sua scelta politica aprendo in data 28 ottobre un concorso per l’assunzione di 10 insegnanti per la scuola dell’infanzia a tempo pieno e indeterminato. I requisiti specifici però sono gli stessi degli avvisi per le supplenze. Possiamo solo augurarci che essendo per posti a tempo indeterminato abbia più successo di quelli per le supplenze a cui non si è ancora candidato nessuno dal 12 settembre.

Chiediamo pertanto all’Amministrazione, come possibili soluzioni emergenziali a breve termine per l’anno scolastico 2025-2026, fino a che non ci sarà una graduatoria di esito del concorso:

  • Di rivedere i criteri di assunzione almeno per le supplenze/tempi determinati
  • Di garantire contratti di durata congrua e assegnazioni territorialmente sostenibili
  • Di strutturare e attivare una procedura di Messa a Disposizione (MAD,interpelli) dedicata ai servizi educativi comunali 0-6

 

Chiediamo pertanto all’Amministrazione, come soluzioni a medio lungo termine:

  • Nel caso non si presentasse alcun candidato o non risultasse alcun idoneo al concorso indetto il 28 ottobre, di bandire un nuovo concorso ma con i requisiti che abbiamo sopra menzionato per le supplenze/tempi determinati.
  • Di avviare una collaborazione strutturata con i Dipartimenti di Scienze dell’Educazione, Scienze della Formazione, Servizi Sociali ed Educativi dell’Università di Genova per favorire tirocini nei servizi 0-6 comunali per neolaureati e studenti tirocinanti all'ultimo anno, sul modello dell’iniziativa “Sport Senior”
    Noi famiglie siamo convinte che investire nei servizi educativi 0-6 significhi investire nel futuro della città, nel benessere delle famiglie e nella coesione dei quartieri.

Per questo Vi chiediamo un incontro pubblico, o un momento di ascolto dedicato, per confrontarci concretamente sulle possibili soluzioni a breve, medio e lungo termine.

Con fiducia e con la speranza che la nuova Amministrazione voglia realmente tutelare un servizio che è patrimonio di tutta la città e voglia far tornare il servizio educativo 0-6 comunale a splendere e ad essere ancora “uno dei fiori all’occhiello” dell’Amministrazione, 

Firmato da tutti i cittadini e cittadine che hanno a cuore i bambini e le bambine del nostro Comune e quindi il futuro della nostra Città.

Ulteriori dettagli li trovate nella lettera allegata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Agnese SommarivaPromotore della petizione

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Il problema

 

 

Siamo genitori di bambine e bambini che frequentano le scuole dell’infanzia 0-6 comunali e viviamo ogni giorno le difficoltà sempre più gravi che affliggono i servizi educativi del Comune di Genova. Le criticità che il personale educativo denuncia da anni stanno raggiungendo livelli tali da compromettere la continuità e la qualità del servizio, con ripercussioni dirette sui più piccoli e sulle famiglie.

 

Quest’anno, in particolare, la carenza di organico è diventata drammatica: molte scuole si trovano con sezioni scoperte, insegnanti spostate con ordini di servizio improvvisati, supplenze che non vengono più garantite. 

Tutto questo ha conseguenze dirette sulle famiglie: ogni mattina molti genitori portano i propri figli e figlie a scuola senza la certezza di poterli lasciare, perché può entrare un numero limitato di bambini/e (vedi esempio: i primi 50 in una scuola d’infanzia comunale in data 21 ottobre 2025). Si genera una competizione tra genitori, che va contro ogni principio educativo e di equità e con l’idea di scuola come luogo di accoglienza e uguaglianza. È questo che vogliamo insegnare ai nostri figli? Che nella scuola pubblica chi arriva prima è “più fortunato”?

In altri casi, il servizio pomeridiano non è garantito e le famiglie sono costrette ad andare a prendere i bambini alle 14:00. Ma come può una madre o un padre che lavora conciliare un orario così incerto e penalizzante con un’attività lavorativa regolare? 

La Direzione parla di “impossibilità a reperire personale”, ma la realtà è più complessa:

  • I criteri di assunzione adottati dal Comune sono più restrittivi rispetto allo Stato;
  • I contratti proposti sono spesso di brevissima durata (settimanali o di qualche settimana) e spesso troppo lontani dal proprio domicilio non tenendo conto delle zone di residenza.

La situazione è grave: le scuole e il personale sono in affanno, alcune sezioni sono a rischio chiusura, ci sono disservizi diffusi e un crescente malessere tra insegnanti e famiglie.

La Sindaca Salis in un convegno sulle donne e il lavoro a giugno 2025 aveva affermato che “...In Italia una donna …spesso è penalizzata da part-time forzati, precarietà e divari salariali. Occorre alleggerire il carico che grava sulle donne, investire in welfare, servizi e sostenere davvero le imprese che fanno politiche di genere concrete…”

Condividiamo pienamente queste parole: investire nei servizi educativi 0–6 è la forma più concreta di politica per la parità di genere e la tutela del welfare delle famiglie, perché consente alle donne di lavorare, alle famiglie di conciliare vita-lavoro e ai bambini e alle bambine di crescere in ambienti educativi di qualità.

Come famiglie, riteniamo inaccettabile che un servizio fondamentale come quello educativo 0-6, pilastro della comunità e presidio sociale nei quartieri venga progressivamente ridimensionato. Tale servizio, circa dieci anni fa, era considerato “uno dei fiori all’occhiello dell‘Amministrazione”. Come mai si è arrivati alla situazione di oggi?

A giugno scorso, in un confronto tra Amministrazione e Rappresentanze Sindacali, era stato definito l’organico necessario al funzionamento dei servizi. Un secondo confronto per gestire le assenze "straordinarie" (maternità, infortuni,...) è avvenuto il 22 ottobre e ci hanno riferito che, nonostante il clima più collaborativo rispetto a precedenti incontri, non ha portato alcuna soluzione immediata, se non la prosecuzione degli ordini di servizio, la statalizzazione di un nido comunale e la chiusura anticipata pomeridiana di alcune strutture.

Come famiglie, inoltre, siamo convinte che statalizzare le scuole dell’infanzia comunali ubicate all’interno di plessi scolastici statali, o esternalizzare la fascia pomeridiana a cooperative sociali – con conseguente ricaduta economica per le famiglie – non siano una risposta concreta alle criticità e non rappresentino soluzioni reali né sostenibili ai problemi del servizio 0-6.

Il tema richiede una scelta politica a monte: e quindi cosa vogliamo fare? L’Amministrazione ha fatto la sua scelta politica aprendo in data 28 ottobre un concorso per l’assunzione di 10 insegnanti per la scuola dell’infanzia a tempo pieno e indeterminato. I requisiti specifici però sono gli stessi degli avvisi per le supplenze. Possiamo solo augurarci che essendo per posti a tempo indeterminato abbia più successo di quelli per le supplenze a cui non si è ancora candidato nessuno dal 12 settembre.

Chiediamo pertanto all’Amministrazione, come possibili soluzioni emergenziali a breve termine per l’anno scolastico 2025-2026, fino a che non ci sarà una graduatoria di esito del concorso:

  • Di rivedere i criteri di assunzione almeno per le supplenze/tempi determinati
  • Di garantire contratti di durata congrua e assegnazioni territorialmente sostenibili
  • Di strutturare e attivare una procedura di Messa a Disposizione (MAD,interpelli) dedicata ai servizi educativi comunali 0-6

 

Chiediamo pertanto all’Amministrazione, come soluzioni a medio lungo termine:

  • Nel caso non si presentasse alcun candidato o non risultasse alcun idoneo al concorso indetto il 28 ottobre, di bandire un nuovo concorso ma con i requisiti che abbiamo sopra menzionato per le supplenze/tempi determinati.
  • Di avviare una collaborazione strutturata con i Dipartimenti di Scienze dell’Educazione, Scienze della Formazione, Servizi Sociali ed Educativi dell’Università di Genova per favorire tirocini nei servizi 0-6 comunali per neolaureati e studenti tirocinanti all'ultimo anno, sul modello dell’iniziativa “Sport Senior”
    Noi famiglie siamo convinte che investire nei servizi educativi 0-6 significhi investire nel futuro della città, nel benessere delle famiglie e nella coesione dei quartieri.

Per questo Vi chiediamo un incontro pubblico, o un momento di ascolto dedicato, per confrontarci concretamente sulle possibili soluzioni a breve, medio e lungo termine.

Con fiducia e con la speranza che la nuova Amministrazione voglia realmente tutelare un servizio che è patrimonio di tutta la città e voglia far tornare il servizio educativo 0-6 comunale a splendere e ad essere ancora “uno dei fiori all’occhiello” dell’Amministrazione, 

Firmato da tutti i cittadini e cittadine che hanno a cuore i bambini e le bambine del nostro Comune e quindi il futuro della nostra Città.

Ulteriori dettagli li trovate nella lettera allegata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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